BODRAGAZ
Awaken

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 50 min
Genere: hard rock con influenze prog


I Bodragaz sono una band del Colorado e non si può proprio dire che siano dei novellini. Il quartetto, infatti, nasce a metà degli anni '90 e, sebbene non si può dire che abbiano conquistato le luci della ribalta, è anche vero che questi ragazzi segnano il ragguardevole traguardo del sesto album in studio. Un risultato tutt'altro che disprezzabile!
D'altra parte, ascoltando le canzoni contenute in questo "Awaken" sono sicuro che sareste concordi con me nell'affermare che i Bodragaz appartengono a quella schiera di gruppi che hanno trovato un loro modo personale e sincero di rileggere il genere di appartenenza. Sarebbe riduttivo, infatti, rinchiudere la musica del gruppo in una catalogazione asettica, perchè il loro stile risulta sufficientemente sfaccettato. Volendo proprio cercare di trovare dei termini di paragone, potrei dire che questi ragazzi poggiano i piedi su una forte base di hard rock, che pur non essendo assolutamente vintage nei suoni, mantiene un impianto melodico che deve molto a questo genere; allo stesso tempo, però, sono presenti molte altre sfumature, che possono andare dal metal più tradizionale, passando per il prog metal meno cervellotico. Infine mi pare opportuno citare una band che magari non potrà essere considerata come un'influenza dei Bodragaz, ma che presenta notevoli punti in comune con loro: mi riferisco agli Angel Dust di "Bleed", che possono essere affiancati a questa band statunitense oltre che per il timbro del cantante, anche per il riffing roccioso e corposo e per un uso discreto ma sostanziale delle tastiere (pensate proprio alla title-track di "Bleed" e capirete cosa intendo).
Bene, adesso che abbiamo inquadrato un po' la proposta della band diventa naturale spostarci direttamente su questo nuovo lavoro, "Awaken", che possiede sicuramente delle qualità. Come già accennavo prima, il sound è vincente, perchè riesce ad unire i pregi dei vari generi a cui si ispira: da una parte l'appeal melodico e disimpegnato dell'hard rock permette di assimilare il CD fin dal primo ascolto, mentre dall'altra gli arrangiamenti sfaccettati e i richiami al mondo del prog metal aggiungono quello spessore consono ad una band già matura. Se poi ci aggiungiamo un bel po' di chitarre rocciose ad inspessire il tutto, be', capite che la formula non può che funzionare.
Eppure anche per i Bodragaz, come mi sta succedendo spesso in quest'ultimo periodo, non riesco ad essere del tutto soddisfatto di quello che sento: intendiamoci, non sto dicendo che le composizioni siano brutte, ma il fatto è che anche dopo aver ascoltato il CD più volte, non riesco a ricordare degli episodi davvero eclatanti da citarvi. Non so, potrei dire che la title track, posta in apertura, ha un riffing frizzante ed è davvero ben scritta; potrei dirvi che "Beautiful" è una piacevole ballad in cui comprare una voce femminile che potrebbe appagare il vostro lato più romantico; posso citarvi "Beyond" come uno degli episodi più coinvolgenti dell'album... ma alla fine mi rendo conto che questo nuovo lavoro dei Bodragaz non fa parte di quella fortunata serie di lavori che ti viene voglia di far ascoltare a tutti, magari gongolando del fatto che sei uno dei pochi fortunati che li conosce. Insomma, si tratta un piacevole album, che non stonerà nella vostra collezione e che potrà divertirvi per un po'. I dischi che ti cambiano la vita, però, sono altri.
(Danny Boodman - Settembre 2008)

Voto: 7


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