BLOOD STAIN CHILD
Mozaiq

Etichetta: Dockyard1 / Edel
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere: death metal melodico con inserti disco/techno


Avevamo lasciato i Blood Stain Child con il loro ultimo lavoro, "Idolator", che mostrava una band dedita interamente ai dettami del death metal melodico di scuola svedese. Children Of Bodom e In Flames costituivano il DNA di questi ragazzi giapponesi e, per tutta la durata dell'album, la sensazione che aleggiava era quella di avere a che fare con un gruppo clone, interessato principalmente a suonare al meglio delle proprie potenzialità un genere già ampiamente trattato da decine e decine di altre band.
Questa soluzione, però, non deve essere sembrata sufficiente ai sei musicisti che, come è giusto, hanno cercato nel nuovo album di dare un'impronta più personale e riconoscibile alla propria musica, in modo da emergere maggiormente in un mercato già inflazionato di tantissimi gruppi minori. Qual è stata, quindi, la scelta di Blood Stain Child? Be', è molto semplice: la matrice di base del loro sound è rimasta invariata, ma in più la band ha aggiunto una fortissima connotazione elettronica, che si colloca precisamente nella techno da discoteca. Da una parte, quindi, troviamo il solito treno di riff martellanti e melodici in pieno stile svedese, il growling impazzito alternato a voci pulite e, in generale, quel muro sonoro rinforzato dalla produzione compatta; dall'altra, invece, abbiamo un incessante sottofondo di loop e sintetizzatori che conferiscono il contorno ideale per una ipotetica serata in quelle discoteche 'alternative ma non troppo'. Sì, perché l'elettronica dei Blood Stain Child, che nella biografia viene accostata a quella dei Prodigy, non possiede lo spessore adatto per fare la differenza: si rimane in territori commerciali, sentiti e risentiti in tutte quelle orripilanti compilation di musica da discoteca che ammorbano migliaia di locali il sabato sera. Di tanto in tanto, infine, fanno capolino degli altri elementi come qualche giro di pianoforte o delle sporadiche voci femminili (tipo in "Innocence"), ma questi non sono poi fondamentali nell'economia del gruppo.
A conti fatti, quindi, sembra che il problema dei Blood Stain Child sia rimasto invariato, dato che, pur avendo aggiunto un nuovo elemento al proprio sound, ancora una volta il risultato finale si limita a ripetere quelli che ormai sono dei veri e propri cliché. Certo, anche in questo caso non tutto è da buttare via e, anzi, a pensarci bene un passo avanti rispetto ad "Idolator" è stato fatto: sicuramente la prova di questi ragazzi è d'impatto, l'amalgama delle voci, del riffing e dell'elettronica crea almeno quella carica di adrenalina che, appunto, potrebbe funzionare in un contesto da discoteca. La qualità delle canzoni è sempre abbastanza omogenea, rimanendo in quel limbo per cui non ci sono mai pezzi così osceni da meritare una stroncatura, ma comunque nemmeno così eclatanti da lasciare il segno.
Che dire, quindi? Direi che un mezzo punto in più questo "Mozaiq" se lo merita, per lo meno per il fatto di aver tentato una strada diversa che potrebbe dare un'impronta caratteristica alla musica del sestetto; il resto, purtroppo, non denota grandi differenze rispetto a quanto già detto per "Idolator".
(Danny Boodman - Settembre 2007)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Blood Stain Child: bloodstainchild@hotmail.com
Sito Blood Stain Child: http://www.bloodstainchild.com/

Sito Dockyard1: http://www.dockyard1.com/

Sito Edel: http://www.edel.it/