BLOODCHURN
Ravenous Consumption

Etichetta: Unmatched Brutality Records
Anno: 2005
Durata: 36 min
Genere: brutal


I Bloodchurn, dal Mississippi, sono uno dei tanti gruppi accasati presso la valida etichetta Unmatched Brutality. La loro biografia è povera di informazioni. Formatisi nel 1998, hanno pubblicato un demo ("A Cataclysmic Blessing" - 2001) prima di esordire su full-length con "Ravenous Consumption". La formazione vede Bobby Childers e Charlie Hart alle chitarre, Zach Notter al basso, Josh Ross alla batteria e Ricky Setzer alla voce.
"Ravenous Consumption" altro non è che un onesto esempio di brutal death metal americano. Nulla di più, nulla di meno. Un disco quindi pienamente apprezzabile dai fan accaniti del genere, ma che non riserva particolari sorprese. Che il quintetto sappia fare il suo sporco lavoro, questo salta all'orecchio sin dal primo ascolto. Gli elementi chiave del brutal ci sono tutti, questo a dimostrazione del mestiere e della passione dei musicisti. Le nove tracce di "Ravenous Consumption" sono tutte complesse, più come struttura che come difficoltà esecutiva (comunque da non sottovalutare). Lo stile compositivo è molto coerente, tanto che è difficile individuare il brano migliore. A mio avviso, "Conceived In Blasphemy" e "Born Without A Soul" sono due tra le prove più convincenti. Soprattutto la seconda, durante i tempi più lenti, risulta essere inquietante ed opprimente. Ogni composizione è caratterizzata da una pioggia di riff, merito del lavoro dei due chitarristi, instancabili e di valore. La sezione ritmica è terremotante, ed è giusto che sia così. Ogni tanto l'esecuzione presenta qualche piccola sbavatura, ben compensata dalla grinta degli interpreti. Il gutturale di Ricky è un po' monotono e non eccessivamente potente, ma può comunque andare. Nel suo insieme, "Ravenous Consumption" si fa apprezzare. Ci sono tanti, tantissimi gruppi che propongono un brutal più o meno valido. I Bloodchurn non sono né migliori, né peggiori di tanti altri. Sono molto professionali, e fanno macello usando comunque la testa. Penalizzare questo lavoro per la mancanza di personalità sarebbe eccessivo, perché in un genere così estremo è difficile essere veramente originali. Probabilmente, i Bloodchurn dovrebbero provare a snellire le loro composizioni, cercando di utilizzare solo i riff veramente buoni. Probabilmente, il risultato sarebbe più soddisfacente. Anche una registrazione maggiormente pulita sarebbe ben accetta. Non che questa sia pessima, anzi. Lo studio ha svolto un ottimo lavoro, e la resa "fangosa" è un must del genere. Penso, però, che proprio questa eccessiva aderenza ai modelli già troppo sfruttati penalizzi i Bloodchurn.
Ovviamente, il mio è un giudizio da critico musicale. Come ho scritto in precedenza, chi ama il brutal (quello veramente cattivo) non potrà che apprezzare questo CD. Gli elementi ci sono tutti, e quindi il piatto andrà a genio a chi sia abituato a certi sapori. In confronto a tutte quelle band che propongono un brutal insulso e privo di spunti, i Bloodchurn hanno realizzato canzoni con tutti i crismi. Inoltre i testi sono abbastanza intelligenti. Non fatevi trarre in inganno dalla copertina, che ritrae un tizio (forse il bassista), che si sta divorando da solo. I testi splatter non fanno per la band. I temi toccati sono sempre piuttosto deprimenti, talvolta vagamente anticristiani ma senza calcare troppo la mano. Quindi, un motivo di interesse aggiunto, tenuto conto che le lunghe liriche sono tutte presenti sul libretto.
In conclusione, cari brutallari, con "Ravenous Consumption" andrete sul sicuro. In caso che, invece, il brutal proprio non lo digeriste, cosa avete letto a fare questa recensione sino alla fine?
(Hellvis - Dicembre 2005)

Voto: 6.5


Contatti:
Bloodchurn
13443 W. Echo Dr.
Gulfport, MS 39503
USA
Mail Bloodchurn: bloodchurn@bellsouth.net
Sito Bloodchurn: http://www.bloodchurn.com/

Sito Unmatched Brutality: http://www.unmatchedbrutality.com/