BLACK SABBATH
Tyr

Etichetta: IRS
Anno: 1990
Durata: 39 min
Genere: dark metal


Dopo il centro pieno realizzato con "Headless Cross", la coppia Iommi & Powell ci riprova realizzando questo secondo disco suonato e prodotto assieme. Dalla copertina e dall'iconografia del CD parrebbe quasi di trovarsi di fronte a un album di epic nordico ispirato a Odino e progenie, but looks can be deceiving...
Il disco e' un po' il prosieguo dell'album precedente, anche se in chiave minore in quanto il livello medio delle canzoni e' indubbiamente piu' basso. Ma anche qui si trova roba buona, a cominciare soprattutto dalla bellissima opener "Anno Mundi", con un Tony Martin che non fa quasi rimpiangere Ronnie Dio, e con un Cozy Powell granitico e possente a pestare sulla batteria. L'ottima partenza prosegue con "The Law Maker" e "Jerusalem", altri due pezzi impregnati del piu' puro songwriting di Tony Iommi, sostenuto dalla colonna vertebrale piu' mercenaria della storia: oltre a Powell infatti qui troviamo anche Neil Murray al basso, e gli ascoltatori dell'heavy rock a tutto tondo hanno sempre perso il conto di tutti i dischi in cui questi due hanno suonato, da soli o in coppia. I tappeti di tastiere in sottofondo sono sempre opera di Geoff Nichols, onnipresente nella band dai tempi di Ronnie Dio, e tra parentesi questa identica formazione la si ritrovera' diversi anni dopo in "Forbidden", passata la reunion di "Dehumanizer" e il successivo "Cross Purposes", in cui alcuni nomi noti tornano e se ne vanno di nuovo.
Altre canzoni da segnalare qui sono la cupa "The Sabbath Stones", con tanto di riff in perfetto dark sound e il solito cambiamento di tempo verso la fine, e a seguire la combo evocativa "Battle Of Tyr" e "Odin's Court", che portano alla potente "Valhalla". Buoni anche i pezzi di fine album.
In summa, un disco piu' che gradevole e che vale sicuramente l'acquisto, non fosse altro che per la presenza di Cozy Powell (si vede che sono di parte?), anche se la precedenza va data a "Headless Cross" e a "Seventh Star", che sono sicuramente i migliori della discussa era post "Born Again". Presi questi tre e l'ottimo "The Eternal Idol", si puo' anche mollare il colpo (purtroppo) per quanto riguarda gli album successivi, che personalmente non amo molto.
(Mork - Luglio 2003)

Voto: 8



Con Martin alla voce, i Sabbath non hanno fatto album di grande rilievo se non forse "Headless Cross", anche questo un buon album ma niente di eccezionale.
(metalchurch - Agosto 2003)

Voto: 7