BLACK SABBATH
Ozzy Meets The Priest (bootleg)

Etichetta: Angry Dino
Anno: 1992
Durata: CD1 58 min, CD2 72 min
Genere: Heavy Metal


Finalmente è arrivato. Apro il pacco con la stessa bramosità di un bambino che apre i doni di Natale, mentre mammina come al solito sottolinea il fatto che è impensabile una reazione del genere da un quasi trentenne. Il mio sorrisetto scemo si amplifica non appena vedo la stupenda copertina fantasy che correda una bellissima confezione. Finalmente dopo anni di ricerche ho tra le mani il doppio CD che immortala i due concerti evento che nel 1992 videro i Black Sabbath esibirsi con sua maestà Rob Halford alla voce.
Il tour di "Dehumanizer" si era appena concluso quando inaspettatamente Ozzy Osbourne invitò i suoi ex compagni ad esibirsi per gli ultimi due concerti di fine tour in Costa Mesa. Vennero invitati come ospiti d'onore e non come semplice gruppo di supporto, ma questa finezza non fece certo cambiare idea a Dio che giammai avrebbe aperto ben due concerti per il suo eterno rivale. La separazione fu inevitabile.
Halford accettò immediatamente l'improvviso invito di Iommi.
La scritta che compare sotto il titolo in copertina sintetizza perfettamente il mio pensiero nei confronti di questo spettacolare doppio CD... "AN EVENT IN ROCK HISTORY". Sì, perché solo con la parola evento si può etichettare questo concerto, un episodio della nostra musica che è entrato nella storia nel momento stesso in cui Tony Iommi, Geezer Butler, Rob Halford e Vinnie Appice salirono sul palco e attaccarono con "Mob Rules". Roba da raccontare ai nipotini...
La già citata "Mob Rules" apre il concerto del 14/11/1992 ed è la prima sorpresa che mi scuote le orecchie. Mi aspettavo infatti un concerto che riprendesse quasi completamente il primo periodo della band ed invece con il proseguire dell'ascolto la mia erezione ha raggiunto livelli impensabili, in quanto buona parte delle canzoni è estrapolata dal post Ozzy. L'allora recente "Dehumanizer" viene omaggiato da una devastante "Computer God" resa ancora più cattiva che da studio, forse per la complicità di Halford che la marchia con il suo personalissimo screaming. Fortunatamente con questa seconda song la qualità audio migliora sensibilmente, rimanendo comunque non straordinaria.
Gli accordi di "Children Of The Sea" infiammano un pubblico consapevole di stare ad assistere ad un pezzo di storia dell'Heavy Metal. La prima perla del periodo Ozzy è rappresentata dallo storico riff di "Symptom Of The Universe", seguita a ruota da "N.I.B.". Halford logicamente riesce a dare il meglio di sé proprio sui brani di Ozzy Osbourne, evidentemente più consoni alla sua ugola.
Un breve momento di pausa anticipa l'orgasmo sonoro di questo concerto. Non riesco a crederci... "Die Young" cantata da Halford. Grandissima interpretazione del Metal God che pur non eguagliando Dio non lo fa certo rimpiangere. Versione che purtroppo non viene suonata per intero (la decelerazione che caratterizza la parte centrale del brano non viene eseguita). Il riff cavernoso di "Into The Void" fa letteralmente esplodere il pubblico.
Se ancora non siete convinti di buttarvi alla ricerca di questo gioiello storico, di certo "Heaven And Hell" vi farà cambiare idea. Versione decisamente sopra le righe anche se il "...sing me a song you're a sinner..." di Ronnie Dio è inarrivabile per chiunque. Un salto nel passato, ed ecco addirittura un accenno di "Supernaut" che precede la devastante conclusione affidata a "Neon Knights".
Il secondo cd fotografa il concerto del giorno successivo. La qualità audio è leggermente migliore. Rispetto al concerto precedente vengono omesse "Computer God" e "Mob Rules" in favore di "Children Of The Grave" (che apre il concerto) e "Sweet Life". Una curiosità: durante l'esecuzione di "Children Of The Grave" Rob Halford sembra dimenticare parte della prima strofa. L'accompagnamento strumentale continua fino a quando Halford riprende il brano dall'inizio. Tocca ancora una volta a "Neon Knights" chiudere lo show.
Un boato assordante fa capire che qualcosa sta succedendo sul palco. Era nell'aria anche se non era stato confermato, Ozzy e Bill Ward salgono sul palco con Butler e Iommi. Le note di "Black Sabbath" sanciscono la temporanea reunion tra l'isteria generale. Seguono "Fairies Wear Boots", "Iron Man" e "Paranoid".
Che altro dire... Ci troviamo di fronte un doppio CD che merita sicuramente una spasmodica ricerca sia per l'effettiva qualità del prodotto sia per l'indiscusso valore storico in esso racchiuso. Esiste anche una versione singola che riprende solo il primo dei due concerti. Non do il massimo dei voti solo a causa della qualità audio non eccelsa.
(Stefanungol - Settembre 2003)

Voto: 8