BLACK BLEEDING
The Great Satan
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 26 min
Genere: death/black metal
Di questo gruppo ne ho scritto parecchio tempo fa, recensendo il loro
demo "The Awakening", pubblicato dalla Nihilistic Holocaust. Già
all'epoca, il gruppo mi aveva convinto, data la sua potenza e
l'intensità della sua musica. Eppure ora eccoli di ritorno con questo
MCD, "The Great Satan", senza uno straccio di etichetta. Com'è
possibile?
I Black Bleeding si sono formati nel 1998, e provengono dalla
città di Arlon, in Belgio. Hanno esordito su demo nel 1999, con "God
Attack Victim". Nel 2000 sono tornati sulla scena con "Necroblasphemy",
ma hanno dovuto aspettare il 2002 per incidere il loro primo
full-length autoprodotto, "Beyond The Flames Of Hell". L'anno
successivo è stata la volta del MCD "Worship". Questo lavoro, sempre
autoprodotto, ha attratto l'attenzione della Nihilistic Holocaust che
ha deciso di promuovere questi belgi nell'underground con la cassetta,
citata poco sopra, "The Awakening" (2005). Eppure, nemmeno questa
realizzazione ha permesso alla band di accasarsi presso un'etichetta di
medio spessore. E la cosa è davvero triste.
"The Great Satan" segna il suo ritorno ufficiale. In copertina si
vede la Statua della Libertà che si è appena tolta la maschera,
rivelando il teschio. Su di essa, sta passando un aereoplano. I colori
sono scuri e sanguigni. Il libretto, di otto pagine e tutto a colori,
raccoglie le foto dei musicisti durante i concerti, più una foto
d'assieme molto goliardica, col batterista coperto dal solo rullante.
Altre immagini ci mostrano le foto di bambini alle prese con armi da
fuoco, accompagnati dai papà. E tante bandiere americane.
E' facile capire a chi si riferisca "Il Grande Satana", dato che
gli Stati Uniti sono stati spesso chiamati in questo modo, dagli
estremisti islamici. E credo sia anche una protesta contro ciò che gli
Stati Uniti hanno fatto ultimamente, senza nulla togliere all'ottusità
di certo estremismo religioso. Ma è chiaro che sotto il governo Bush
molte situazioni sono peggiorate, e gli Stati Uniti hanno avuto modo di
mostrare il loro volto più egoista, avido, ignorante e imperialista.
Non è una presa di posizione mia, ovviamente. Mi riferisco a dati di
fatto.
"The Entry Of Christ Into Arlon" apre il CD in maniera violenta e
maestosa, grazie ad un suono spettacolare, cupo come non mai, creato
sia dalla band nel suo insieme, che dal gutturale profondissimo di
Alex. Una mazzata black/death priva di compromessi, perfetta nella sua
esecuzione e nella sua semplicità. Bellissima ed essenziale, mette in
mostra il gran potenziale dei nostri, e la loro preparazione tecnica.
Black infettato da generose suggestioni death, per un suono che più
oscuro non si può. Una delle canzoni d'apertura più efficaci che mi sia
capitato di ascoltare ultimamente!
Dei colpi della batteria su un piatto, legano la traccia
d'apertura con la successiva "Tar & Feathers". Quanta intensità, e
che belle successioni armoniche! I Black Bleeding sono in possesso di
una personalità unica. In questa composizione potrebbero ricordare, a
grandi linee, i Behemoth di "Satanica" mescolati a qualcosa dei Marduk,
ma lo stile è tipicamente Black Bleeding. Uno stile che prende a piene
mani dal passato musicale, e che viene riproposto con una grinta ed
un'efficacia senza compromessi. E Balmuzette è davvero un carro armato,
dietro alla batteria!
"B.B. Initials" parte come se fosse un assolo di batteria, e
difatti ne mantiene l'aspetto anche mentre intervengono gli altri
strumenti e la voce. Balmuzette sembra davvero assatanato, mentre Alex
e Le Fred danno vita ad uno dei loro brani più melodici. E' una
cavalcata senza eccessive pretese, molto più minimale rispetto alla
canzone che l'ha preceduta, ed è pervasa da un feeling epico, quasi
pagano. Il lavoro della batteria si evolve fino a grandiosi blastbeat,
ed è davvero fenomenale, perchè sorregge da sola una canzone
fondamentalmente semplice.
Più prosegue l'ascolto di "The Great Satan", più mi chiedo come mai un
gruppo di questo valore non abbia ancora trovato un contratto con una
grande etichetta. Sicuramente, una delle migliori realtà del Belgio.
"I Don't Make The Laws (I Fuck Them)" è un brano death fatto e
finito, ricco di spunti catchy e carico di energia. In un certo senso,
potrebbe essere considerata una composizione di death melodico, però
come al solito i Black Bleeding riescono ad imprimere la loro
personalità anche nei clichè più triti. E sanno sempre prendere alla
sprovvista l'ascoltatore, come ad esempio nella poderosa variazione
attorno ai tre minuti, introdotta pensate voi da un rutto!
"Karma 666" è più lenta delle precedenti, ma mantiene intatta la
sua potenza, e la pesantezza di fondo è notevole. In passato avevo
rimproverato ai Black Bleeding di qualche sbavatura esecutiva: ecco, in
questo MCD di sbavature non ce ne sono. Anzi, l'esecuzione è migliorata
tantissimo e gli arrangiamenti sono perfetti. La perizia tecnica
permette ai musicisti delle variazioni prima impensabili nella loro
musica. Bravi, davvero bravi per la crescita costante.
Una nota di merito, la ripeto, va alla qualità di registrazione, fatta
in casa ma che non ha nulla da invidiare a quella di uno studio
professionale.
"The Meaning Of Life" è una traccia di intermezzo registrata così
bassa che ti obbliga ad alzare il volume al massimo, così da farti
prendere un colpo quando, trenta secondi dopo, parte di colpo "War Is
Fun" al massimo volume! Che bello scherzo, e ci sono pure cascato.
Comunque, "War Is Fun" è una traccia assassina, carica di violenza, e
furente nell'esecuzione. Questo power trio si esprime tramite una
musica travolgente, e sembra incredibile che siano solo in tre a fare
tutta questa cagnara. Anche in questo caso, i Black Bleeding ci mettono
forti componenti melodiche, che a parer mio penalizzano un po' i loro
pezzi. Infatti, nessuno dei brani melodici raggiunge i vertici di "The
Entry Of Christ Into Arlon" e "Tar & Feathers". Comunque sia, anche
quando inseriscono le melodie, stanno una spanna sopra a tutti i
gruppetti di death melodico, ricchi di tecnica ma poveri di anima. I
Black Bleeding hanno invece un'anima metal vera, nonostante l'aspetto
con il quale si presentano sul palco, e le loro immagini su internet.
Eccoci ora alla title-track, introdotta da note marce e severe, di
chiara derivazione black. Brano inquietante e malvagio, e sostenuta da
una tensione terribile e stupefacente. La solita capacità espressiva
degli strumenti rende interessante un brano, anche in questo caso,
semplice. Una batteria impazzita sorregge una chitarra ed un basso che
vomitano note nere come la pece. Il batterista come al solito ne
approfitta per inserirci passaggi marziali, che tutto sommato non
stonano con la tematica del brano. La violenza è tantissima, e non c'è
pietà per nessuno.
E' davvero una bestemmia che i Black Bleeding siano senza
contratto. Ci sono così tanti gruppi in giro che non valgono la metà di
questo trio. Dando un'occhiata al loro sito, questi musicisti sembrano
così inoffensivi, ma picchiano di brutto. Insomma, la musica è fatta di
passione e sudore, ma soprattutto il metal estremo dev'essere potenza,
impatto ed attitudine. E i Black Bleeding sono in possesso di tutte e
tre le caratteristiche. Ma a quanto pare anche l'industria musicale si
sta dimostrando un Grande Satana per il trio di Arlon. Sosteniamoli,
perchè meritano veramente!
(Hellvis - Marzo 2009)
Voto: 8
Contatti:
Mail: blackbleeding@hotmail.com
Sito internet: http://www.myspace.com/beerbleeding