BLACK ALTAR
Black Altar

Etichetta: Christhunt Productions
Anno: 2005
Durata: 46 min
Genere: black metal


Black Altar è un gruppo polacco formato da Shadow, Lord Von Skaven e Antichrist: un trio maledetto autore di un black metal grondante sangue! Dopo aver pubblicato il primo demo nel 1997, i musicisti si sono concessi una pausa meditativa e solo quattro anni dopo, ovvero nel 2002, sono tornati con uno split CD con i Vesania. In seguito è stato pubblicato un 7" EP nel 2003 ed infine il CD/LP "Black Altar", già in giro in Polonia dal 2004!
E' un album che si mette a dura prova, ma con risultati più che discreti, vista la somiglianza di stile, di produzione e di suono ai gruppi quali Gorgoroth, Immortal ("Blizzard Beasts"), Satyricon ("Rebel Extravaganza"), Dissection, Funeral Mist ecc... Volevo far notare subito che non si tratta affatto di un "gruppetto" qualsiasi ma di gente che è ben rispettata nell'underground, alla pari di gruppi come Besatt, Infernal War, Thunderbolt, Gontyna Kry, Orcustus, Graveland, Black Death, Stutthof, ecc... Questo solo per informare sulla validità del gruppo e della scena alla quale appartiene.
Voglio inoltre spendere ancora due parole per l'artwork che al primo impatto non può che colpire l'occhio. Infatti spicca sovrano il logo in un disegno old style in bianco e nero raffigurante un altare con teschi, ragnatele, pentacoli e demoni vari: il tutto disegnato a mano! L'autore è ignoto ma così, a naso, sembrerebbe un disegno di Christophe Moyem. Peccato per l'utilizzo di colori sfumati e sfondi tecnologici all'interno del libretto: lo rendono a dir poco esagerato! Ma sui gusti non si discute...
Concentriamoci ora sull'aspetto musicale del CD cominciando direttamente dall'introduzione: una colonna sonora da film horror cupa, infernale e dai messaggi in grado di penetrare il subconscio! Dopo questa "messa nera" si passa direttamente ad uno dei brani più interessanti di tutto il repertorio e cioè "Black Metal Terror"... Non so perché ma sono ispirato all'omicidio!! Se solo non fosse per la legge!!! Sicuramente potreste anche capirmi visto che il testo della canzone è molto chiaro: "Death, death to traitors! Die you bastard!... Be prepared to death!"! A livello poetico non è un granché, ma la musica rende l'idea in maniera eccezionale. Come composizione siamo molto vicini ai riff degli Immortal ed abbiamo quindi un impatto frontale con la musica: brutale, dai tempi elevatissimi, oscura e logorante!
Purtroppo con "The Accuser" e "Onto The Black Surface" si incominciano a sentire le prime imperfezioni ed è veramente un peccato, vista l'esplosione iniziale. Questi brani sono troppo complessi e poco omogenei: pezzi tiratissimi che rischiano di diventare troppo pacchiani; tempi stoppati raccapriccianti con riprese poco esaltanti; chitarre bestiali il cui uso appare forzato in alcuni passaggi!
Stessa storia per "The Revelation Of Scorge", sugli stessi livelli degli altri due brani. E' molto insistente in alcune modulazioni; a volte sarebbe opportuno fare un riassunto del brano per enfatizzare gli stacchi interessanti e la cattiveria bestiale visto che, così com'è, fa scemare il tutto a causa della pesantezza e monotonia. Sicuramente la creatività non manca, ma andrebbe dosata con criterio.
Finalmente la situazione incomincia a farsi nuovamente caustica! "In The Blood We Trust" e in "Fire Of Immortal Self", infatti, sono dinamite pura: esplosive, spietate, cupe e mortali. Riff blasfemi ed una voce mesta, abissale e sfregiata. Sono dei brani con molta attitudine, grinta e sincerità distruttiva! Ascoltare per credere! Del secondo brano è presente anche il suggestivo videoclip che mostra sia delle scene sadomaso eccitanti che altre più cruente e demoniache! Da brivido! Sempre rimanendo in termini di arte visuale, puntualizzo che il libretto è arricchito da molte foto che ritraggono il gruppo in facepainting armato di tutto il suo arsenale!
"Misanthropic Supremacy" è un'altra chicca dai riff tenebrosi ed assassini in grado di sprigionare un'atmosfera grave e massacrante! Ci manca solamente la gioia di Leatherface quando accende la sua motosega per essere direttamente catapultati nel film "Non Aprite Quella Porta" (prima versione)! Da incubo! Tutto questo sterminio si conclude con l'outro, dove il suono delle campane fa rabbrividire. Sembra provenire da altre dimensioni!
Il messaggio finale è molto chiaro: Guerra, Odio e Morte! "Black Altar" è un lavoro a tratti sorprendente ed entusiasmante. E' pur vero che talvolta i musicisti peccano un po' di superbia. Data però la registrazione molto professionale e la buona padronanza degli strumenti, non credo ci si possa lamentare.
(Garzaroth1348 - Aprile 2005)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Black Altar: shadow666@interia.pl
Sito Black Altar: http://www.black-altar-order.com/

Sito Christhunt Productions: http://www.christhuntproductions.com/




Personalmente ho trovato questo disco molto interessante. Avevo già avuto modo di parlare dei Black Altar in occasione della compilation "Black", edita dalla MetalRulez Prod. Allora avevo accostato il gruppo a Thorns e Satyricon. Ascoltando l'intero lavoro, invece, queste influenze mi sono parse a tratti marginali, rispetto alla vicinanza del trio polacco allo stile dei Dark Funeral. I Black Altar, tuttavia, dimostrano di possedere doti tecniche nettamente maggiori e le loro canzoni sono sicuramente più varie ed articolate. La mia preferita, comunque, rimane "The Accuser", estremamente personale e granitica. Ottimi brani sono anche "Fire Ov Immortal Self" e "Misanthropic Supremacy", con un finale spettacolare.
Un disco imponente e massiccio, nonostante alcuni passaggi non brillantissimi.
(BRN - Maggio 2005)

Voto: 7.5