BINARY SYSTEM WINS
Yeah, Whatever

Etichetta: Moonlight Records / Alkemist Fanatix
Anno: 2010
Durata: 32 min
Genere: metalcore


La copertina di "Yeah, Whatever" ha i colori scuri, ed il disegno riprodotto, così come le scritte, imitano uno stile infantile. La confezione in digipack contiene anche un libretto di dodici pagine, che include tutti i testi. La confezione complessiva è di buona fattura, e tende ad incuriosire l'ascoltatore.
Questo disco è stato registrato allo studio Hate sotto la supervisione di Luca Spigato, e con la collaborazione del produttore esecutivo Dorian Bones. La formazione che ha inciso il CD consiste in Luca (chitarra e voce), Feko (chitarra e voce), Arro (basso e tastiera), Alle (batteria) e Jacopo (voce). Questi quattro ragazzi compongono i Binary System Wins, gruppo di Parma attivo dal 2005.
"Yeah, Whatever" è il primo album del quartetto, un lavoro più che onesto della durata di una mezzora abbondante. Nel corso di dieci tracce, i Binary System Wins riescono ad esprimere con decisione tutta le loro caratteristiche, vale a dire un'ottima professionalità, una buona tecnica ed un discreto gusto per melodie facili ed immediate.
"Yeah, Whatever" è un disco che riesce a prendere fin dal primo ascolto. Per tanti motivi. In primo luogo, le melodie, che come ho scritto in precedenza sono dirette e di facile presa, sempre un po' ruffiane e capaci di restare in testa fin dal primo ascolto. In secondo luogo, la pregevole qualità di registrazione, che enfatizza il tiro del gruppo, la ricchezza degli arrangiamenti e l'espressività della band parmense. Queste due caratteristiche garantiscono a "Yeah, Whatever" un potenziale commerciale di altissimo livello.
Ma la musica di questi ragazzi non punta solo sulla melodia. Ci sono anche diversi passaggi poco melodici, oppure momenti nei quali il growling prende il posto dei vocalizzi puliti. Sovente è la strofa ad essere poco melodica, mentre i brani tendono ad aprirsi alla melodia in occasione dei ritornelli. Perciò, il gruppo riesce anche a far male, ed anche in più di un'occasione. Ma dopo una mazzata, non si dimentica mai di accarezzare l'ascoltatore. Questo sia ben chiaro. E non si tratta nemmeno di un tratto peculiare dei Binary System Wins. In fondo, non è altro che uno dei clichè triti e ritriti del metalcore dei nostri giorni, e dei generi simili e derivati.
Metalcore quindi. E' questo lo stile musicale del gruppo. Metalcore o, meglio, metal-hardcore. Infatti l'elemento metal è presente in svariati passaggi, ma è la componente hardcore a dominare. I Binary System Wins si dilettano in tale genere musicale, tanto di moda, sulla scia dei Finch o dei Glassjaw.
Tecnicamente, l'ho scritto, i musicisti sanno il fatto loro. Certo, la loro tecnica è piegata alle necessità della canzone, ma anche al rispetto assoluto dei canoni del genere. E questo è forse il limite maggiore dei Binary System Wins, e di questo "Yeah, Whatever". Il disco infatti è ricco di buone canzoni (ad esempio "From Hero To Zero", "Keep Your Blinkers On", "Dead Girls Can't Smile"), che però soffrono parecchio in quanto a personalità. Ciò che voglio dire è che, allo stato attuale, i Binary System Wins non sono ancora in possesso di un sound unico e personale. Rimandano ad altri gruppi, ad altri scenari americani. Lo fanno bene, con passione. Con il rischio però che, al di là di un successo immediato, nel giro di qualche anno "Yeah, Whatever" possa cadere nel dimenticatoio, confuso in una massa di dischi tutti uguali. Solo la ricerca di formule espressive più originali potrà salvare i Binary System Wins dal diventare una band buona, ma troppo simile a tante, tantissime altre. Scrivo questo per loro: il talento c'è, la qualità pure. Al lavoro quindi sulla costruzione di una propria identità artistica.
(EGr - Dicembre 2010)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito Binary System Wins: http://www.myspace.com/binarysystemwins

Sito Alkemist Fanatix: http://www.alkemist-fanatix.com/