BEYOND THE NINTH WAVE
Volume I

Etichetta: Suffering Jesus Productions
Anno: 2005
Durata: 40 min
Genere: black metal


Beyond The Ninth Wave è il progetto solista di Morder, un giovane artista canadese. Amante delle sonorità gelide e negative del black metal norvegese di inizio anni '90, è riuscito a trovare una valvola di sfogo nel disco d'esordio. Il musicista è stato aiutato, nella realizzazione di questo CD, dal suo amico Herr Diederichs. Questo personaggio collabora con Morder già da tempo nei Nirnaeath Arnoediad e, forse (e ripeto forse), negli Unleash Hell. Purtroppo il sito ufficiale del gruppo è poverissimo di informazioni, e queste sono tutte quelle che sono riuscito a trovare su internet.
La copertina di "Volume I" è forse un po' puerile, con un monaco mostruoso che tiene in mano un rosario blasfemo. Il libretto, di due pagine, contiene una foto ed i contatti. Vi è inoltre una definizione stilistica che lascia il tempo che trova: "nihilistic aural terrorism".
"In The Company Of Wolves" è introdotta da un mesto arpeggio di chitarra, coperto prepotentemente dall'ululato del vento. Tale introduzione, brevissima, che sfuma nella canzone vera e propria, è intitolata "Schwarzwald". Il riff arrabbiato della chitarra ci indica che la canzone è entrata nel suo vivo. La melodia è severa, costruita su note staccate ed incisive. L'impatto è abbastanza violento ed arrabbiato, grazie ad una qualità di registrazione più che sufficiente. Ottima anzi, considerata la media delle produzioni di black metal ortodosso. I vocalizzi di Morder sono molto acuti, striduli, e ricordano piuttosto da vicino quelli di Varg Vikernes. E' infatti Burzum il nume tutelare di Beyond The Ninth Wave. Come emulo, Morder è piuttosto convincente e si avvicina, più di tanti altri, a quella disperazione e a quella semplicità che hanno reso grande lo storico progetto norvegese. Oltre ad una buona registrazione, questa canzone può vantare un'esecuzione sicura e convincente. Morder ci sa fare con gli strumenti, questo è innegabile.
Più lenta e funerea, "Crossing The Pyriphlegethon" ci porta in territori più depressi ed oscuri. L'incedere di questa canzone è ostinato. La melodia inquietante e gelida è violentata dagli strilli torturati del cantante, irritanti come unghie che graffiano una lavagna. Tra l'ascoltatore e Beyond The Ninth Wave si crea ben poca empatia. La ricerca del particolare disturbante caratterizza ogni singolo passaggio delle composizioni. Eppure, Morder si dimostra molto attento alla curiosa estetica della sua musica. Gli arrangiamenti tradiscono un certo gusto per il bello, che sottintende tutte le tracce dell'album. Più arrembante la sezione seguente.
Il tema principale di "Suicidal Winter" è distante, nostalgico, quasi commovente. Sembra "portarci" in luoghi lontani, seppelliti nella nostra memoria, ma pronti a tornare in mente con una rabbia mai sopita. La melodia, tristissima, è uno dei momenti più intensi dell'intero CD. La seconda parte del brano non è da meno: lenta, contrita, spegne ogni speranza. Il tutto si chiude su una lunga coda, che suggerisce una totale assenza di speranza.
Tutta diversa è "Arctic Holocaust", violenta come non mai. In questo caso Beyond The Ninth Wave lascia in disparte l'atmosfera a favore di un impatto devastante. Si fanno luce influenze svedesi, tipo i Dark Funeral, che cedono il posto ai Carpathian Forest nelle sezioni più cadenzate. Si tratta del brano più aggressivo dell'album. Morder picchia come un ossesso sui suoi strumenti, portando le sue corde vocali al limite della sopportazione.
"Screams From The Dungeon" riporta la musica sulle tracce di Burzum. Le poche note di un sintetizzatore sono accompagnate dal suono distorto degli altri strumenti. Lo stile di questa canzone, così lento e monotono, esprime in pratica una venerazione per il progetto musicale di Varg Vikernes. Lo ricorda molto da vicino, pure troppo, registrazione migliore a parte. Una buona traccia, comunque.
Le atmosfere spettrali vengono esorcizzate dall'esplosione di "The Haunting", composizione diretta e rabbiosa. La melodia è inasprita da un palese spirito belligerante.
A chiudere l'album ci pensa "Trostlosigkeit", tributo al Burzum di metà carriera, quello del periodo "Filosofem". La disperazione di questa traccia, così palpabile, mi ha riportato in mente un brano come "Gebrechlichkeit Pt. I". A differenza di questo però, la ritmica è tenuta in maniera costante e decisa. La melodia, però, racchiude in sé una tale spossatezza psicologica che non può non deprimere. All'ascoltatore vengono comunicate sensazioni di contrizione, di tristezza cosmica, di pessimismo, di suicidio. Un gran finale, derivativo al massimo, ma estremamente efficace.
Morder ha dato prova di una buona preparazione musicale, e di un'ottima ispirazione. Peccato che Beyond The Ninth Wave sia un progetto così derivativo, così legato alla musica di Burzum. E' un peccato perché le sette composizioni del CD sono molto valide, composte con criterio ed estremamente comunicative. Ho sentito tanti emuli e tanti epigoni di Burzum, ed il progetto di Morder è uno dei migliori. Questo perché nonostante la musica sia assolutamente immobile da un punto di vista creativo, non può essere certo considerata sterile. Se una musica riesce a comunicare qualcosa, allora è buona musica e l'arte ha raggiunto un suo scopo.
"Volume I" è un album raccomandato a tutti gli amanti delle sonorità black più retrò. Mi complimento con Morder, anche se gli consiglio, ovviamente, di personalizzare maggiormente la sua proposta musicale.
(Hellvis - Aprile 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Beyond The Ninth Wave: morder9@hotmail.com
Sito Beyond The Ninth Wave: http://www.angelfire.com/realm3/beyondtheninthwave

Sito Suffering Jesus Productions: http://www.sufferingjesus.info/