BESTIA
Ronkade Parved

Etichetta: Evil Distribution
Anno: 2009
Durata: 44 min
Genere: pagan black metal


Gli estoni Bestia si sono formati alla fine degli anni '90, da un'idea di Andres, già attivo all'epoca nei Pluribus Impar. Nel giro di qualche mese, l'artista è riuscito a riunire attorno a sè un numero sufficiente di musicisti, tanto da riuscire a suonare dal vivo già nell'autunno del 2000.
L'anno successivo è stato pubblicato il "Demo 2001", al quale sono seguiti un "Promo 2002" e un terzo demo, "Suremise Teine Tee", del 2003. Questi lavori hanno mostrato un progressivo interesse da parte dei musicisti verso le tematiche epiche e pagane.
Messi sotto contratto dall'etichetta tedesca Perverted Taste, nel 2004 i Bestia hanno esordito con il loro primo album: "Hallutsinatsioon". Nel 2005, la band ha potuto sostenere questa pubblicazione anche con il suo primo tour all'estero, in Lituania ed in Finlandia.
Tra il 2006 (anno nel quale è stato realizzato il demo "Õiglaste Tulek") ed il 2007, una serie di defezioni ha portato Andres ha mettere il gruppo in ibernazione, continuando sì a scrivere canzoni, ma non producendo nulla di concreto, tanto che molti hanno sospettato che la storia dei Bestia fosse giunta al capolinea.
In realtà, alla fine del 2007, il gruppo è tornato sulle scene con una nuova formazione, dando alle stampe uno split con gli Urt, "Tagasi Tumedaima Saarele". A seguire, i Bestia si sono dedicati ad una serie impressionante di concerti, suonando anche come spalla a gruppi di caratura internazionale. Un piccolo tributo alla band è stato realizzato dall'etichetta messicana No Christ Records, che nel 2008 ha pubblicato la cassetta antologica "Kord Vabana Tuleme Tagasi".
Il resto, è storia recente. Infatti il nuovo lavoro dei Bestia, "Ronkade Parved", risale proprio al 2009. Questo lavoro è stato pubblicato anche in versione lusso, con digipack A5, limitata a 99 copie numerate a mano. Il digipack normale è invece limitato a 300 copie.
La formazione che ha inciso "Ronkade Parved", che per la cronaca significa "Stormi Di Corvi", vede Andres alla chitarra ed ai cori, Reivo al basso ed ai cori, Kaval Ants alla chitarra ed ai cori, V. Arckharum alla voce e Rain alla batteria.
La qualità di registrazione di questo CD è davvero buona, anche se non ho trovato indicazioni sugli studi, nei quali questa registrazione è stata effettuata.
La copertina del promo è a colori, e su uno sfondo grigio metallico, vediamo un cavaliere in armatura su di un cavallo, nell'atto di combattere. Altre figure di combattenti decorano il paesaggio dietro al cavaliere, mescolate ad alte fiamme color scarlatto. Sul cielo, dei corvi stanno volando in circolo.
"Ronkade Parved" contiene undici canzoni per un totale di 44 minuti di musica. Un po' meno di tre quarti d'ora di intrattenimento oscuro e battagliero. Oscuro, perchè stilisticamente i nostri si esprimono con un linguaggio mutuato dal black metal più classico; battagliero, considerati i temi epici dei testi ed alcune trovate musicali, dal piglio eroico e virile. I Bestia definiscono il loro stile semplicemente come pagan metal. Pagan metal sì, ma con qualche riserva. In effetti, ritengo che la loro estetica musicale sia rimasta legata agli anni '90, quando la distinzione tra sottogeneri quali black, pagan o viking non era così netta, i quali potevano talvolta risultare addirittura intercambiabili. Questo non significa che la loro musica sia, a conti fatti, datata. Voglio soltanto dire che, nel corso degli anni, il pagan metal ha preso strade molto diverse, e si è evoluto, prendendo spunti sì dal passato, ma mescolandoli così da ottenere delle formule espressive uniche e facilmente distinguibili. Nel caso dei Bestia, senza i testi sottomano (testi in estone, ma i cui titoli sono comunque tradotti in inglese), alcune composizioni suonano decisamente più black che pagan. Gli esempi più tipici di questo sono, ad esempio, la violenta e velocissima "F.S.", "Verine Koldik" o, addirittura, "Malestus Kustutab Leegi", i cui riff iniziali ricordano molto da vicino una canzone dei DarkThrone, facendosi però più lenta negli sviluppi successivi. Ecco, la sola musica di queste canzoni non ha connotati schiettamente pagan. Per trovarne dobbiamo rivolgerci ad altri brani, dei quali il più evidente è "Tasumise Paev", dove un flauto e dei cori ci immergono immediatamente in determinate atmosfere, così ben conosciute dagli appassionati. Più vecchio stile, ma sempre vicino a sonorità epiche è poi "Taeva Tourastaja", tipico esempio di pagan/black.
"Viimne Lahing", poi, è un discreto esempio di black battagliero, che riporta veramente davanti ai nostri occhi i combattimenti tra soldati e cavalieri. Non per nulla, il titolo tradotto in italiano significa "L'Ultima Battaglia".
Bisogna comunque fare una considerazione. Per black che suonino, i Bestia utilizzano delle chitarre molto ribassate. Il suono che ne risulta è pieno, e molto cupo. Tutto questo, si evidenzia in quelle composizione che fanno dei ritmi lenti il loro punto di forza, arrivando a toccare lentezze quasi doom. Mi riferisco a "Silmis Harmatis" (che però nel finale accelera) ed alla marcissima "Oiglaste Tulek".
Come si può intuire dando una scorsa alla line-up, i Bestia suonano con una formazione classica a cinque elementi, dei quali due sono chitarristi. In realtà, la musica contenuta in "Ronkade Parved" presenta un campionario più ricco di timbri: abbiamo già citato il flauto di "Tasumise Paev", ma si può ascoltare anche un sintetizzatore (il cui lavoro arricchisce la lenta e deprimente "Arg Sodalane"), e poi - incredibile - in due canzoni è stato utilizzato anche un sassofono tenore ("Ronkade Parved" e "Malestus Kustutab Leegi").
Un'outro ambient, "Pooripaeva Lummuses", chiude questo CD.
Dunque, che giudizio dare a questi Bestia? Io mi sento di promuoverli. Perchè "Ronkade Parved" mi è piaciuto. Il fatto che il loro stile sia ibrido, da un lato li potrebbe penalizzare nei confronti del pubblico, dall'altro rende la loro proposta davvero varia e curiosa. In più, e questo è un merito, le canzoni hanno tutte un minutaggio accettabile: i Bestia hanno così evitato di rendere il loro disco pesante e noioso, perchè talvolta nel black e nel pagan si tende ad esagerare con minutaggi eccessivi ed insensati. Quello che forse limita un minimo il mio giudizio è l'utilizzo di alcune banalità tipiche dei generi: ad esempio, non mi è andata molto giù la melodia del flauto, davvero troppo scontata, di "Tasumise Paev". Così come i riff iniziali di "Malestus Kustutab Leegi" che ricordano pericolosamente da vicino quelli di "Natassja In Eternal Sleep". Insomma, certi similitudini andrebbero evitate, in un gruppo underground.
Comunque sia, i Bestia sono un gruppo capace, tecnicamente professionale. I paesi baltici stanno sfornando anno dopo anno delle band sempre più interessanti, e sicuramente i Bestia potranno tenere alto il nome dell'Estonia nel panorama metal europeo. Possono ancora crescere, anzi... visto che i Bestia sono già a buon punto, mi auguro che crescano davvero. Così da poterci regalare ottima musica in futuro.
(Hellvis - Ottobre 2009)

Voto: 7


Contatti:
Mail Bestia: sadogoat@hotmail.com
Sito Bestia: http://www.metal.ee/bestia

Sito Evil Distribution: http://www.evildist.com/