BERSERKS
Berserks

Etichetta: LCA Records
Anno: 1982
Durata: 35 min
Genere: Heavy Metal


Considero questo disco uno dei lavori più sottovalutati della scena italiana e non solo. Premetto che parliamo di un vinile (non esiste una ristampa in CD) che definire raro non rende l'idea della scarsissima reperibilità di questo Santo Graal dell'heavy metal. E' incredibile vedere come i Berserks siano presenti nella maggior parte delle Wanted List di collezionisti di tutto il mondo (Germania e Grecia in primis) mentre in Italia siano praticamente sconosciuti.
L'assurdo si è verificato al concerto dei Manilla Road in quel di Ascoli, quando un fan proveniente dalla Grecia, dando per scontato che se sei Italiano devi conoscere i Berserks, afferma "I love Italian Heavy Metal bands, my favorite band is Berserks". Immaginate il mio stupore.
La prima sensazione che si prova ascoltando per la prima volta questo disco è l'incredulità. Risulta davvero difficile credere che nel 1982 un gruppo Italiano riuscì a partorire un lavoro così professionale e competitivo con la maggior parte dei dischi usciti all'epoca. I Berserks ci propongono un'heavy metal in alcuni casi epicheggiante, dove l'influenza dei primi 2 dischi degli Iron Maiden si mescola con una forte dose di personalità. Se l'iniziale "Sex Symbol Machine" fosse stata inserita in "Killers" o "Iron Maiden" sarebbe diventata un classico. In alcuni casi la somiglianza con Di'Anno è impressionante.
Grande metal anni '80 si respira nella seconda traccia, caratterizzata da un'introduzione per sola voce che apre un crescendo tipico maideniano (parliamo sempre del primo periodo della vergine di ferro). La bella ballad "The Lady Of Love" viene presto dimenticata a causa del gioiellino "My Life Is Hard Rock", una canzone abbastanza veloce che può ricordare alcune cose degli Omen, sia nei fraseggi chitarristici che nel modo di interpretare le strofe. Identico discorso per la bellissima "The King In The dream", speed epic song (nei limiti consentiti da quegli anni) dove il ritmo viene scandito da una grande interpretazione del singer Pignattone Luciano. "Ice And Dark" è invece una sorta di ballad elettrica non troppo canonica, ma è con le successive due song che si torna a parlare di heavy metal puro, nudo e crudo. "I Want You, You Want Me" è primordiale NWOBHM, mentre "Sky", posta in chiusura, è il vero capolavoro dell'album. Niente di innovativo, intendiamoci, si tratta di una classica fast song che per qualche arcano motivo mi ricorda qualche episodio del capolavoro "Battle Cry" degli Omen.
Consigliare l'acquisto di questo disco mi sembra ovvio, la cosa che deve far riflettere è un'altra... si possono spendere oltre 250 euro (quotazione attuale) per un disco, sì bellissimo, ma pur sempre un vinile. Non pensateci troppo, tanto non lo troverete. Un'ultima cosa: fu stampato in una tiratura di 300 copie.
(Stefanungol - Maggio 2003)

Voto: 8.5