BEHIND THE CURTAIN
Till Birth Do Us Part

Etichetta: Sensory Records
Anno: 1999
Durata: 55 min
Genere: progressive metal


Esiste nei confronti del cosiddetto "progressive metal" un pregiudizio diffuso. Si sente dire da molti che sarebbe ipertecnico e perciò freddo, esibizionista, incapace di comunicare emozioni, e che avrebbe come unico scopo quello di mettere in mostra le doti tecniche dei musicisti. Si aggiunge anche l'accusa di scarsa originalità, di assenza di idee e di sistematico plagio di quei quattro o cinque gruppi storici, sempre gli stessi. Ebbene, il talent scout Ken Golden sembra essere nato con l'unico scopo di dimostrare il contrario. La sua label Sensory ha sfornato in questi anni alcune delle realtà più interessanti in assoluto nel genere. Esempio esauriente può essere questo splendido dischetto, partorito dal sestetto dei Behind The Curtain nel 1999.
Il gruppo proviene dal poco prolifico (in ambito prog metal) underground danese, e si fa strada grazie al demo "Creation" (1997), finché non viene notato da quel Claus Jensen che proprio per sostenere i BTC (e i loro conterranei Wuthering Heights) fonda l'ormai affermata Intromental Management. Il sound proposto dai nostri è un metal sicuramente heavy, ma estremamente melodico e nel contempo complesso quanto basta per soddisfare la fame dei progster più famelici. Brani lunghi (dei nove proposti, cinque superano i 7') e compositi, ariosi, con numerosi cambi di tempo e di atmosfera, e con un'attenzione costante agli arrangiamenti, che risultano essere intricati e sviluppati su diversi strati che si intersecano per produrre una sensazione indescrivibile. Ciò che questi brani trasmettono è emozione pura. L'atmosfera, dovuta in gran parte alle tastiere dolci e malinconiche di Morten Pedersen, cui non mancano certo riferimenti pianistici classici, si combina con l'energia sempre attentamente controllata delle due sapienti chitarre di Lars Jelsbak e Signar Petersen. La sezione ritmica è ugualmente fantastica, con il drumming potente e fantasioso di Brian Rasmussen e il basso di Kasper Molin giustamente valorizzati in sede di produzione. Se devo dare dei riferimenti, posso evocare forse gli Psychotic Waltz, e forse qualche attitudine dei Pain Of Salvation, ma vi assicuro che in questo modo non vi ho detto nulla che possa anche solo lontanamente aiutarvi a immaginare come suonano questi fenomeni. Sono troppo unici per poter essere categorizzati facilmente. Lo stesso stile vocale di Jonas Froberg è difficile da descrivere: caldo, molto fuori dai canoni prog più abusati, in parte influenzato da quello di Devon Graves, capace di interpretare linee vocali struggenti e oscure in perfetta armonia con il lavoro dei compagni.
Basta ascoltare la bellissima "Snap", e il modo in cui ti travolge con un muro sonoro incalzante, per poi beffarti con una ritmica lenta e spiazzante in continua evoluzione e una meraviglia continua scolpita da basso e piano (ascoltate dal min. 2:04 e poi fatemi sapere); oppure l'elegante "Dreaming Of A Way"; o la sontuosa "Breeze" (quando attacca il cantato, al min. 1:07, è da brividi) con le sue atipiche melodie tastieristiche. Se ancora non basta, sfido qualunque persona che si vanti di amare la musica (non solo il metal) a non apprezzare la commovente opener strumentale "I Believe" e il suo seguito cantato a fine album. Spaventoso.
Completa il quadro l'artwork del CD, singolarmente azzeccato, tutto elaborato in stile "pubblicità" di inizio '900, con immagini belle epòque enigmatiche e elegantissime.
In conclusione, se non si fosse capito: io questo album lo adoro. E' un peccato che della band non ci siano tracce da un po', perché vorrei sentire cos'altro sarebbero capaci di tirare fuori. Speriamo non si siano sciolti definitivamente... Comunque sia, per essere chiari: questo è un capolavoro. Talento puro. Vista la complessità ha bisogno di alcuni ascolti (ovviamente) per essere apprezzato, ma una volta che ci si entra, vale davvero la pena. Porca miseria, se la vale. Sublime. Troppo entusiasta? Forse. Fanatico? Può essere. Ma quando il metal raggiunge lo status di arte, nessun entusiasmo è eccessivo. Questo è uno di quei casi.
(SchemTov - Giugno 2006)

Voto: 10


Contatti:
Sito Sensory Records: http://lasercd.com/merchant/lasercd/sensory.asp




Conosco molte persone che adorano quest'album, quindi la rece di SchemTov non mi stupisce. Io però devo dire di essere meno entusiasta di questo lavoro. Da una parte apprezzo la personalità del gruppo e tutte le ottime idee che hanno inserito nell'album. Dall'altra devo dire che faccio fatica a mantenere l'attenzione per la durata di tutto il CD, lo trovo un po' prolisso. Si tratta sicuramente di un lavoro di livello, ma gli preferisco quasi tutte le altre uscite della Sensory Records.
(teonzo - Giugno 2006)

Voto: 8