BEHEMOTH
Satanica

Etichetta: Avantgarde Music
Anno: 1999
Durata: 36 min
Genere: Death Metal


Siamo alla fine degli anni novanta: il Black Metal bene o male è ormai alla frutta. Molti dei gruppi che avevano contribuito alla nascita di questo genere, una volta raggiunta una certa notorietà, hanno intrapreso la coraggiosa via della sperimentazione, con risultati talvolta molto buoni e talvolta molto discutibili. Di contro, il Death Metal, che dopo i fasti dei primi anni novanta si era concesso una pausa, stava tornando alla ribalta. In questo contesto si devono immaginare i Behemoth all'indomani della pubblicazione di "Pandemonic Incantations". Lo spirito di Nergal non era più quello del ragazzo che aveva preso in mano una chitarra per emulare i propri gruppi preferiti e far tanto casino: maturato negli anni, egli aveva acquisito buone doti tecniche e aveva realizzato pian piano cosa voleva veramente suonare. Quel processo evolutivo iniziato fin dagli albori, che l'aveva portato a realizzare dischi sempre diversi, lo avrebbe spinto a compiere un passo decisivo per la propria carriera e per la sua band. Mentre molti gruppi Black sondavano nuovi lidi, dunque, i Behemoth optarono per una soluzione differente: semplicemente passarono dal Black al Death. Questo cambiamento avrebbe permesso loro di esprimersi esattamente come volevano. Ora che sapevano suonare, non si sentivano più di far sempre le stesse cose, erano maturati ed avevano potenzialità ben maggiori da sfruttare, ma il Black, per come l'avevano inteso e suonato fino ad allora, non glielo avrebbe concesso. In realtà, dalle interviste che ho letto, Nergal non ha mai dato una motivazione chiara di questa svolta stilistica, ma ha sempre cercato di schivare l'argomento. Questa è dunque la interpretazione mia dei fatti, alla luce degli avvenimenti passati e di quelli che verranno, ma non credo di sbagliarmi di molto.
"Satanica" inizia il nuovo corso per Nergal e compagni. Non ha incontrato una critica unanime, almeno in un primo momento, eppure rimane un disco superlativo, il tanto atteso salto di qualità che ci si attendeva. Poco importa se si tratta di Death e non più di Black: quel che conta è il risultato finale, e qui c'è d'andarne veramente fieri.
Ma andiamo con ordine. I Behemoth intrapresero un'intensa attività live, che li portò in tour prima con i Deicide e poi con i Satyricon. Il cambiamento avvenuto in seno alla band, però, non è stato così repentino: basti pensare alle passate collaborazioni di Nergal e Inferno con il gruppo Death polacco Damnation. Si pensi anche alla ristampa del MCD "And The Forests Dream Eternally" come split assieme proprio ai Damnation. Non si può dunque considerare la loro sferzata verso il Death come un "tradimento", anche se all'epoca in pochi se lo sarebbero aspettato.
Il logo non è stato cambiato, nonostante la svolta stilistica segni l'inizio di una nuova era, ma rimane lo stesso che era stato inaugurato con "Bewitching The Pomerania". Forse Nergal ha visto più significativa e cruciale per la sua band l'entrata in formazione di Inferno rispetto a questa evoluzione intrapresa con "Satanica".
L'album si presenta con un artwork molto ben curato: in copertina troneggia Nergal, in ginocchio, con un corno che gli esce dalla fronte ed altre protuberanze che si intravedono partire dalla schiena. Il libretto contiene tutti i testi e sono presenti anche alcune foto del trio. In questo disco Nergal si è occupato di chitarra ritmica e solista, basso, voce e campionamenti, Inferno della batteria e il nuovo entrato, Lord Kaos, dell'altra chitarra solista. Tutti i testi, ad eccezione di "Starspawn", sono stati scritti da Krysztof Azatewicz, essendo molto più preparato di Nergal riguardo gli argomenti trattati. Non entro nel dettaglio perché non ne so assolutamente nulla.
E' stata pubblicata pure una versione limitata contenente un bonus CD registrato live; questo materiale si trova incluso pure in alcune ristampe che si trovano facilmente nei mercati dell'est Europa. La versione CD standard contiene otto canzoni, seguite da un bel malloppo di tracce vuote e due ghost-track. Vi è poi la versione in vinile, su picture 10" e un'altra, edita dalla Metal Mind Productions, in digipack. Occhio che quest'ultima non contiene "Starspawn", né le ghost-track e le tracce vuote; qui comunque è presente il video di "Decade Of Therion", per la verità non troppo esaltante.
Proprio "Decade Of Therion" apre le danze: si nota subito l'ottima produzione, la migliore di cui la band abbia mai goduto fino a quel periodo. Questo pezzo è un'autentica mazzata, diretto e violentissimo. L'impronta anticristiana non è scomparsa: la band propone infatti un Death pesantissimo, supportato da una sezione ritmica di indubbio spessore e suonato con un'attitudine malvagia. Stessa cosa dicasi per "LAM": batteria ultra-precisa e ultra-veloce, chitarre infuocate, massicce come non mai, spesso stoppate, a creare un vero e proprio muro sonoro, e una voce tesissima sono gli ingredienti principali della nuova ricetta dei Behemoth.
"Ceremony Of Shiva" va oltre: qui la band dà sfogo alla propria abilità tecnica e compositiva fondendo assieme melodie e riff ben studiati (quello portante è un continuo susseguirsi di hammer-on che danno un effetto molto particolare e originale) partorendo quella che probabilmente è la loro migliore canzone di sempre. Il lavoro di Inferno è inumano: nell'intro di batteria suona come pochi altri sanno fare. Il risultato è inimitabile, e neppure il tiro si discute.
"Of Sephirotic Transformation And Carnality" è un'altra canzone di grande impatto, nella quale la band non rinuncia, ancora una volta, a momenti cadenzati e di grande espressività.
"The Sermon To The Hypocrites", "Starspawn" e "The Alchemist's Dream" sono massicce ma meno tirate delle precedenti, essendo caratterizzate da un feeling più oscuro. Sono caratterizzate da tanti fraseggi chitarristici, che mostrano la spiccata personalità della band in fase compositiva e di arrangiamento. La batteria è meno sparata rispetto all'inizio dell'album: sono sì presenti accelerazioni, rullate e sfuriate di doppia cassa, ma nel complesso le canzoni sono suonate con meno veemenza. Il finale di "The Alchemist's Dream", in particolare, è molto personale e più rilassato rispetto al resto del disco.
"Chant For Escaton 2000" è un pezzo diverso dagli altri, più semplice e ripetitivo, essendo basato sostanzialmente su tre soli riff. All'inizio l'atmosfera si fa sempre più tesa e carica, in un crscendo che esplode con un urlo bestiale, e tale rimane fino alla fine. Le ritmiche non sono mai veloci, nonostante una doppia cassa perennemente in evidenza.
Rimangono poi due altre tracce senza titolo che rompono un lungo silenzio: la numero 33 è una brevissima strumentale assolutamente superflua, mentre la numero 93, l'ultima in assoluto, è un pesantissimo minuto e mezzo di puro Death rallentato allo spasimo, soffocante ed assolutamente claustrofobico.
In definitiva, "Satanica" è un album pressochè perfetto, uno dei migliori esempi di Death Metal degli ultimi anni, suonato con perizia e arricchito da una produzione magnifica, estremamente potente e del tutto azzeccata. Le prime tre canzoni sono una spanna sopra le altre, tre autentici capolavori di inaudita ferocia. Un capitolo fondamentale della musica estrema.
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 10


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Sito internet: http://www.behemoth.metalkings.com/