BEHEMOTH
Pandemonic Incantations

Etichetta: Solstitium Records
Anno: 1998
Durata: 37 min
Genere: Black Metal


Come già il mini "Bewitching The Pomerania" lasciava intuire, i Behemoth stavano iniziando un nuovo corso. L'innesto di Inferno dietro le pelli rappresentò un sensibile passo in avanti a livello tecnico, ed infatti aprì alla band la possibilità di abbracciare nuove soluzioni. Il risultato fu un notevole aumento della complessità dei nuovi pezzi, che si facevano molto più veloci ed intricati rispetto al passato. Per la prima volta, inoltre, Nergal e soci optarono per una produzione molto curata ed una altrettanto buona registrazione, caratterizzata da suoni puliti e potenti. Come ovvia conseguenza, il feeling rozzo e primitivo dei vecchi lavori svanì, lasciando il posto ad un impatto più diretto e brutale. Non ci fu più spazio neppure per il Pagan Black che aveva contraddistinto "Grom". Anche la grafica del CD venne concepita in maniera più professionale; l'album fu stampato anche in una confezione digipack, in versione limitata. Insomma, i Behemoth si apprestarono a fare un salto di qualità che li avrebbe proiettati molto avanti. Il bassista Les, nel frattempo, aveva abbandonato definitivamente il gruppo, per concentrarsi negli Hell-Born, dei quali faceva già parte. Al suo posto arrivò Mefisto, che sarebbe rimasto solo per questo disco.
Si inizia con "Diableria (The Great Introduction)", a mio avviso una delle migliori intro mai composte, fatta di orchestrazioni anatemiche che lasciano presagire l'atmosfera che si respirerà a breve.
"The Thousand Plagues I Witness" non lascia ombra di dubbio sul cambiamento ormai avvenuto in seno alla band: lasciate da parte le influenze dei primi tempi legate a DarkThrone ed Immortal, ora i numi ispiratori di Nergal sembrano essere i Dissection. Anzi, direi che il riff portante è stato letteralmente rubato a "Night's Blood". I Behemoth, però, ricorrono sporadicamente a pomposi innesti tastieristici che enfatizzano la carica e la maestosità della loro proposta. Il drumming di Inferno è spietato come non mai, la voce è sempre tesa per un assalto frontale che lascia esterefatti. Numerosi i cambi di tempo, con accelerazioni vertiginose e roboanti.
Senza sosta arriva "Satan's Sword (I Have Become)", preceduta da infernali martellamenti. Le chitarre sono ancor più malate e perverse, mentre Inferno continua a violentare la propria batteria senza pietà. Stupisce un po' l'innesto della chitarra acustica nel finale, prima che la canzone termini in fade.
Dopo questo inizio letale tocca a "In Thy Pandemaeternum", sempre veloce, ma con un riffing più ragionato e meno dilaniante. La canzone è leggermente meno feroce delle precedenti.
E' tempo di concedersi un attimo di riposo con "Driven By The Five Winged Star", pure essa ispirata ai maestri Dissection, anche se, ascoltando la chitarra solista, si può riconoscere qualche accenno ai primi dischi targati Behemoth. Il pezzo non raggiunge mai la velocità che aveva contraddistinto i precedenti e si propone come una divisione tra la prima e la seconda metà del disco.
Con "The Past Is Like A Funeral" si accelera nuovamente, ma in maniera più controllata rispetto ai primi brani. Il riff d'apertura sembra ispirato ai classici Mayhem, mentre in seguito la canzone evolve verso toni più evocativi. Nel finale il blast-beat di Inferno torna a dettar legge, ma soltanto per qualche battuta. La brutalità con cui si era aperto l'album sembra in parte svanita.
Con "The Entrance To The Spheres Of Mars", però, i Behemoth ritornano ad esprimersi a velocità impressionanti, e lo fanno in maniera esemplare. Non mancano, tuttavia, rallentmenti e successive accelerazioni via via in crescendo a variare il tema, anche se in realtà un po' tutto il disco è segnato da quest'alternarsi di ritmiche assatanate ed altre cadenzate. Il finale, che vede nuovamente l'apparizione fugace della chitarra acustica, richiama lo stile di "Grom".
Tocca a "Chwala Mordercom Wojciecha (997 - 1997 Dziesiec Wiekow Handby)", ovvero "Gloria agli assassini di Wojciech" concludere l'album. Si tratta di un'outro simile all'intro, ma meno pomposa, che si chiude con delle urla sofferenti.
Nel giudicare questo disco si deve porre l'attenzione su diversi aspetti. Tecnicamente non ci sono paragoni con le prime uscite della band, e pure la produzione è molto migliorata. Insomma, i Behemoth sono diventati, con "Pandemonic Incantations", un gruppo molto più "professionale". Questo passo avanti, però, a mio avviso non si traduce totalmente in un miglioramento qualitativo della loro musica. Nonostante le vecchie canzoni possano sembrare di una semplicità imbarazzante, se paragonate alle ultime composizioni, a loro va il merito di avere spesso un'immediatezza maggiore unita ad un fascino tutto particolare. In questo nuovo disco, invece, la band gioca subito le sue carte migliori ("The Thousand Plagues I Witness" e "Satan's Sword (I Have Become)" sono un biglietto da visita da far invidia a molti), mentre pian piano la bellezza dell'album va scemando, di pari passo con la carica micidiale dei primi pezzi. Secondo me solo "The Entrance To The Spheres Of Mars" è all'altezza delle prime, mentre i brani centrali non regalano le stesse emozioni. Non che siano brutte canzoni, semplicemente non mi sembra possano reggere il confronto con quelle migliori. Forse la maturità compositiva della band non si è sviluppata di pari passo con l'acquisizione di un livello tecnico superiore: sembra cioè che Nergal e compagni non fossero ancora in grado di sfruttare adeguatamente tutte le loro potenzialità. C'è chi ha visto in tutto questo un passo falso, quasi a voler insinuare che questi tre ragazzi avessero intrapreso una svolta più commerciale, avendo abbandonato quell'attitudine tipicamente underground degli esordi. L'idea che mi sono fatto, guardando anche ai dischi successivi, è che si tratti invece di un tentativo abbastanza ben riuscito di cercare una propria identità, puntando molto più sulla velocità e sulla tecnica. In questo non vedo proprio nulla di male: non a caso "Pandemonic Incantations" aprirà ai Behemoth le porte verso la loro consacrazione.
(BRN - Settembre 2004)

Voto: 8


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Sito internet: http://www.behemoth.metalkings.com/