BEHEMOTH
Grom

Etichetta: Solstitium Records
Anno: 1996
Durata: 45 min
Genere: Pagan Black Metal


Ed ecco quella che forse è l'uscita più controversa della band polacca: "Grom" (la cui traduzione dovrebbe essere "tuono") è un disco ricco di novità, specialmente legate alla proposta musicale dei Behemoth. Novità, queste, che hanno fatto storcere il naso a molti fan all'epoca. Ma andiamo con ordine: innanzitutto va annoverata l'entrata in formazione di Les, proveniente dai conterranei Damnation, in qualità di bassista. Al solito, però, tutti i brani portano la firma di Nergal, mentre Baal Ravenlock si è limitato alla stesura di un paio di pezzi ("Dragon's Lair (Cosmic Flames And Four Barbaric Seasons)" e "Rising Proudly Towards The Sky").
Dal punto di vista musicale, c'è da dire che "Grom" è il disco meglio prodotto e registrato dalla loro discografia fino ad allora. Le chitarre sono più potenti e corpose, il basso distorto è molto spesso in evidenza e la batteria ha un suono più nitido e preciso. Stilisticamente, invece, si osserva una decisiva sterzata verso un Black Metal molto più contaminato ed influenzato dalle radici pagane del trio. Non a caso gli interessi della band erano sempre più rivolti verso le tradizioni, la storia e la mitologia degli antichi popoli di origine slava. Ecco quindi comparire, oltre alle chitarre acustiche, che già erano state usate in alcune vecchie canzoni, anche voci pulite ed altre femminili. Di queste ultime se ne occuperà Celina, in qualità di session. Le tastiere, invece, sono molto meno in luce rispetto all'album precedente; a suonarle, questa volta, è un certo P. Weltrowsky, sempre in qualità di session. Anche il look della band risente di questi nuovi elementi. Pure la presenza di due canzoni cantate in polacco ("Lasy Pomorza" e la title-track) può essere interpretata come un legame più forte e sentito con la propria terra e le sue tradizioni.
Il disco inizia con un'intro molto ispirata che lascia spazio alla furia incontrastata di "The Dark Forest (Cast Me Your Spell)", una canzone di micidiale impatto. L'ossatura è senza dubbio Black al 100%, vista la rabbia che sprigiona, nonostante la parte centrale veda l'inserimento di chitarre acustiche e di una soave voce femminile. Anche Nergal canta alcuni versi con una voce pulita. La chitarra solista richiama pian piano una carica crescente, che culmina con la ripresa del riff iniziale, malvagio ed efferato. Il finale introduce direttamente il pezzo successivo, ovvero "Spellcraft And Heathandom". Alcuni riff sono più atmosferici, sulla scia di quanto fatto in "Sventevith (Storming Near The Baltic)", nonostante anche l'impatto di questa canzone sia senza dubbio dirompente, grazie anche ad una batteria tiratissima.
E' ora la volta di "Dragon's Lair (Cosmic Flames And Four Barbaric Seasons)": l'introduzione è lasciata a delle oscure tastiere, che poi accompagnano anche gli altri strumenti creando un alone tetro attorno a questo brano. La struttura è piuttosto particolare, perché inizialmente viene spezzata dall'inserimento brusco di chitarre acustiche, che ricreano un'atmosfera affascinante ed evocativa, ma che viene subito spazzata via da un assalto in puro stile Black. Il cantato di Nergal è molto particolare, dalla timbrica grave e a tratti sofferta.
Con "Lasy Pomorza" compaiono alcuni cori di dubbio gusto ad intaccare l'opera del trio. Ancora una volta vengono fusi assieme musiche Black con stacchi di chitarra acustica in maniera molto personale, tuttavia le voci pulite sono il tallone d'Achille di questo pezzo, che altrimenti non avrebbe nulla da invidiare ai precedenti.
Anche "Rising Proudly Towards The Sky" è caratterizzata da una particolare interpretazione di Nergal dietro i microfoni, che in alcuni tratti riesce a piacere, in altri, invece, delude. La sua struttura è piuttosto lineare, con rare sfuriate e una predominanza di riff evocativi, nonostante uno splendido cambio nel finale riporti in alto l'interesse per questo pezzo.
"Thou Shalt Forever Win" è uno dei più spietati esempi di come suonano i Behemoth: riff malvagi e carichi di odio nero, una voce iraconda e una batteria inarrestabile sono gli elementi cardine di questa canzone, tra le migliori del disco, nonché una delle più tirate. Neanche l'ennesima comparsa delle chitarre acustiche riesce ad arginare la sua carica, visto che nel finale lo spirito battagliero della band è più vivo che mai.
La title-track conclude il disco: stavolta la voce di Nergal, seppur modulata in maniera ancora una volta singolare, riesce a trasmettere sensazioni molto forti ed intense. Accanto a lui troviamo una voce femminile, che emerge a più riprese. Questo è forse il pezzo che più risponde alla definizione di Pagan Black dell'intero disco, visto che gli elementi che lo caratterizzano sono essenzialmente le chitarre acustiche e le voci pulite, mentre le radici Black stavolta sono molto meno evidenti.
In definitiva, "Grom" è un disco coraggioso ed interessante. I suoi punti di forza stanno nella varietà delle canzoni e nel loro fascino, dovuto anche all'accostamento riuscito di parti evocative ed assalti spietati. Questo modo particolare di comporre ed interpretare i pezzi è indice non solo di una spiccata personalità, ma anche di una maturità acquisita nel tempo. La produzione, più pulita e corposa rispetto alle uscite precedenti, riesce ad avvalorare tutte queste caratteristiche, senza intaccare la violenza dei momenti più tirati ed aggressivi. Il limite più evidente di quest'album sta invece nella voce: Nergal se la cava più che bene nello screaming, ma nei cori e in pulito soffre di parecchi limiti. Nonostante questo, qui sono contenute alcune delle canzoni più belle mai composte finora dai Behemoth, come "Dragon's Lair (Cosmic Flames And Four Barbaric Seasons)", "Thou Shalt Forever Win" e "The Dark Forest (Cast Me Your Spell)". Questo disco è molto meno grezzo e primitivo rispetto al suo predecessore; nonostante goda di un impatto dirompente, però, il suo fascino non è paragonabile a quello che contraddistingueva "Sventevith (Storming Near The Baltic)".
La confezione del CD è ben fatta, anche se non eccezionale. La copertina e le dodici pagine libretto sono interamente in bianco e nero, mentre le parole sono scritte con caratteri dorati. Le immagini che fanno da sfondo ai testi sono tutte foto di paesaggi naturali innevati.
Al di là delle reazioni più o meno favorevoli da parte dei fan, "Grom" rappresenta un momento cruciale nella storia della band polacca anche per un altro motivo: in seguito della sua pubblicazione, Baal Ravenlock abbandonerà il gruppo. Uno dei due elementi fondatori, da sempre compagno di Nergal, decide di abbandonare i compagni. La sua decisione è dovuta a divergenze musicali: non condividendo appieno la direzione in cui la sua band stava andando, trovò più giusto formare un nuovo gruppo, gli Hell-Born, assieme a Les, che comunque prenderà parte anche alle registrazioni del successivo MCD "Bewitching The Pomerania".
(BRN - Luglio 2004)

Voto: 8


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Sito internet: http://www.behemoth.metalkings.com/