BATTLESWORD
Failing In Triumph

Etichetta: Neon Knights
Anno: 2003
Durata: 38 min
Genere: Death/Thrash/Epic


Con un solo demo alle spalle ("Crusade Of Steel", 2002), i BattleSword esordiscono per la piccola Neon Knights Records con questo "Failing Of Triumph", e lo fanno nel migliore dei modi. Tutto è curato nei minimi dettagli. Bellissima la copertina battagliera (simile a "Blood, Fire, Death" dei Bathory), molto curato il libretto, buono il suono e soprattutto grande musica.
Sinceramente non sono riuscito e definire in maniera perfetta il genere proposto. Sono molti i gruppi che mi sono venuti in mente durante l'ascolto di queste nove tracce (più intro). Per farvi capire più o meno di cosa parliamo vi elenco qualche nome che credo abbia influenzato in maniera pesante questi sei tedeschi: Mithotyn, Amon Amarth, Bathory (primo periodo epico), primi Enslaved, qualcosa dei Dissection, il tutto miscelato con puntate nel thrash e addirittura partiture che si avvicinano al power/epic dei Running Wild.
L'immancabile intro caratterizzato da rumori di battaglia precede il primo attacco epico intitolato "Charter II". La velocità non raggiunge mai livelli altissimi. Sono di fatto i tempi medi che caratterizzano l'intero lavoro, mentre le sfuriate vengono usate con parsimonia solo per evidenziare la parti più cattive che precedono di solito quelle più epiche. Pura epicità malata si respira in questa prima traccia, dove sia i riff chitarristici e le linee vocali si inseguono talvolta all'unisono disegnando la stessa melodia (come i mitici Mithotyn insegnano). La successiva "Baptized In Fire" ha un inizio sparato senza preavviso, ma anch'essa racchiude al suo interno numerose sfumature sia a livello vocale che strumentale.
"Battlesword" è invece caratterizzata da un'andatura lenta che sfocia nella parte centrale in un'accelerazione fulminea, il tutto condito dai soliti giri epici. La parte finale vede tornare un tempo medio monolitico davvero azzeccato. Il riff portante di "This Silent Night" sembra uscire da uno dei due lavori dei Falconer, ma con il proseguire dell'ascolto la vena death/epic ha il sopravvento. Con le successive tracce non si hanno eccessivi cali di tono o riempitivi, determinando quindi la piena riuscita di questo CD, che consiglierei anche agli amanti di sonorità più accessibili (una canzone come "Last Rising Sun", pur rimanendo saldata al classico death/viking metal, non può non piacere anche agli amanti del power meno commerciale).
(Stefanungol - Ottobre 2003)

Voto: 9


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