BARRACUDA
Unaccetable Practices

Etichetta: High Def Records
Anno: 2006
Durata: 45 min
Genere: rock / metal


Direttamente dagli anni Ottanta una band hair metal rimasta fedele alla linea. Sto parlandp di Patrick Pulver alias Barracuda e soci, dei ragazzacci alla Bon Jovi, Def Leppard che continuano sulla loro strada tirando fuori dei dischi interessanti. Da quel che ho visto è gente che fa musica, niente business, il che vuol dire farsi il culo e non vedere mai un cazzo di soldi (e vi assicuro che è una rottura di coglioni, anche se da grandi soddisfazioni). Ma come molti di voi sapranno, il mercato fa schifo ed è inutile diventare scemi. Tanto di cappello a band come queste, bisogna sforzarsi di ascoltare cose nuove e direi che i Barracuda fanno al caso vostro. "Unacceptable Practices" si presenta con una grafica grezza al contrario delle copertine dei lavori precedenti (che vi consiglio di andare a cercare, questi ragazzi sono dei veri tamarri!) un bel muro di ricordi, con le impronte del tempo e sul retro un disegno psichedelico che ricorda le ossa del bacino. Nel booklet troverete anche alcune foto: il batterista è un tamarro di prima categoria, sulla gran cassa si è fatto disegnare due labbroni di qualche zoccola con il rossetto che poi è il logo della band, tipica pacchianata anni '80 (si potrebbe scrivere un libro, "Il decennio dei tamarri cotonati",
io lo andrei a comprare). La musica dei Barracuda sembra non risentire dei cambiamenti del tempo, ci tengo a ribadire, sono puri, e l'album suona benissimo: è veramente molto rilassante e coinvolgente. La voce di Pulver ha qualcosa di particolare da dolce a sporca, da malinconica a tamarra e poi i feel di chitarra di certi pezzi, sono dei ritocchi che davvero apprezzo moltissimo.
Ma parliamo un po' dei pezzi di "Unacceptable Practices".
"Keep It Warm" conferma quello che dicevo prima, un pezzo con tastiere, patinato, con le chitarre che si contengono per esplodere negli spazi tra le strofe. Potrebbe benissimo essere in "Slippery When Wet" e lo dico perché i Bon Jovi sono molto difficili da far rendere e questo pezzo ha anche molto di personale.
Un intro di tom, gran cassa e chitarra granitica, danno la scintilla che fa esplodere "Easy Come Easy Go". Niente male per quanto riguarda la scelta degli stacchi di batteria in contrasto con la voce al veleno di Barracuda. Inutile dire che il pezzo chiude con un solo a 2000 all'ora (belli però dopo un po' stancano).
"Back In Your Arms", intro direi solenne con il motivetto di chitarra che da corpo all'atmosfera delle tastiere. Il pezzo poi si apre sulla voce, che da carica e gli strumenti continuano con un ritmo sostenuto, ma sempre in linea con l'idea iniziale.
Una ballad che rispecchia molto il titolo, "Just A Man", leggera, ma con una voce irriverente un po' da figaccione; il personaggio è così, però la musica è proprio apprezzabile ed ha anche una gran voce. Come dice il ritornello "Flyin' With My Angel We're Gonna Fly So High", il lavoro continua con un altro pezzo in stile apprezzabilissimo hair metal e il disco non perde di carica.
Uno dei miei pezzi preferiti è sicuramente "Give A Little Love", semplice, con il ritmo giusto. Per spiegarvi il riff principale che lo rende coinvolgente, pensate a
qualcosa che trascini come ad esempio il riff principale di "Walk This Way" degli Aerosmith, altra band che credo abbia ispirato i Barracuda.
"Forever" tira fuori il lato romantico del metallaro, questa canzone che potrebbe essere benissimo la sigla di qualche telefilm americano, però rende perché i ragazzi ci sanno fare: il disco è mixato da dio.
Il pezzo di cui vi sto per parlare è davvero una figata, è una ballad acustica.Corde metalliche, voce sulle highway americane, e frustini sui piatti per tenere il ritmo. Adoro le cose semplici quando funzionano così bene, come con "Superhero". Cazzo, il solo poi accennato come i feel della chitarra, sapessi suonare così, rende molto.
I due pezzi successivi sono tratti da un Live del 1991. "Fallin' ", un pezzo sulla linea di quello che dicevo all'inizio, con degli stacchi di batteria che spingono di più. Comunque la qualità della registrazione è buona.
"In And Out The Fire" una bella metallata con il tappeto di chitarra incazzata, e la voce al veleno che vi grida il testo, molto Mötley Crüe dei primi tempi: devo dire che sanno tirare fuori idee geniali dagli spunti.
Siamo giunti all'ultimo pezzo. "Brothers" è una canzone che parla della musica che tiene uniti, che si possono percorrere tante strade, ma poi si ritorna tutti insieme di nuovo nel segno della musica, e fanculo i soldi di merda che rovinano la musica. Un inno che chiude il disco e bello anche il solo.
Aggiungo lo stile di chitarra più anni '80 con questi soli patinati, tamarri, spinti in praticamente tutti i pezzi. Conseguentemente a quanto ho scritto prima, comprate se potete il disco e date una mano a chi la musica la suona davvero.
(Jake Blues - Settembre 2006)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/barracudamusic