BABYFLESH
New Wave Of Cynicism

Etichetta: Vendlus Records
Anno: 2005
Durata: 48 min
Genere: industrial ostico e ripetitivo


In diverse forme, i Babyflesh esistono sin dal 1996. Con un nome diverso, questa entità musicale ha pubblicato una cassetta nel 1997. Spariti improvvisamente nel nulla, sono ritornati nel 2002 con il CD-R "Curiosity Killed The Angel", pubblicato dalla Slaughter Productions.
Questo oscuro combo di Oslo, dedito ad un genere musicale da loro chiamato "death industrial", è riuscito ad attirare l'attenzione dell'ottima etichetta americana Vendlus Records, che li ha subito messi sotto contratto. Il risultato di tale collaborazione porta il titolo di "New Wave Of Cynicism". Questo album contiene tracce registrate tra il novembre 2002 ed il settembre del 2004. Il mixaggio è stato effettuato nei Fias Co Studio, con la collaborazione di Petter Bernsten, bassista di Audiopain e Virus. La masterizzazione è stata curata da Thomas Garrison dei Control, allo studio Misanthrope.
Babyflesh è un progetto musicale misterioso. La line-up è volutamente occultata e, nel libretto, le foto dei musicisti non sono per nulla chiare. L'artwork, in un grigio squallido e deprimente (ricordate quello di "Pure" dei Godflesh?), rappresenta una fototessera attaccata a quello che sembra un muro, il cui intonaco cade a pezzi. Sulla foto è stata tracciata una bella X. L'autore di questo lavoro è il ben noto Kim Sølve, già visto all'opera nei lavori della Jester Records, ad esempio. L'artista collabora vocalmente in qualche traccia.
Death industrial. Cosa vuol dire? Beh, è un modo come tanti per definire un tipo di industrial assolutamente privo di melodia e di qualunque appeal commerciale. Un industrial ossessivo, irritante, freddo, anticommerciale, malato. Non vivace o vitale: morto. Un pasto di quarantotto minuti per nulla facile da digerire. Eppure, c'è qualcosa in questa musica (o rumore?) che riesce ad affascinare. Attenzione, può darsi che qualcuno di voi possa odiare questo CD! Come darvi torto? Ritmica costante sino all'ossessione, totalmente priva di qualunque appiglio all'accondiscendenza sonora! Lo stesso suono va avanti per minuti senza variare minimamente. Ad un certo punto si sente una dissonanza aggiungersi al rumore di fondo, e così via.
Un industrial così poco musicale da essere quasi un ambient per robot, o il brusio di sottofondo di una fabbrica. Eppure, c'è criterio ed una creatività molto controllata. Si sente che non c'è né provocazione, né incapacità. Vi è la semplice voglia di straniare, di creare un suono che di umano non abbia quasi più nulla. Si passa dall'assurda ripetitività di "The Fight Is On" allo straziante incedere di "Suicide Song", con tanto di voce narrante inespressiva. "Here Comes The Pain" gode della partecipazione vocale di Joakim Wisting, mentre la malata "Overdose Of Hate" è stata stranamente dedicata al cantante country/rock Lee Hazelwood.
Le otto tracce dipingono diversi scenari di squallore, eppure sono legate fra di loro da un suono inconfondibile. Sebbene il lavoro includa brani registrati nel corso di due anni, il risultato è molto omogeneo. Attraverso un'implacabile tortura meccanica, la musica viene decostruita, fatta a pezzi, violentata, sfigurata. Non c'è il minimo appiglio, la pietà è bandita.
"La perdita di dignità e grazia, e la perdita dell'orgoglio e della fede, dicono come l'umanità abbia fallito, ma questa battaglia non verrà perduta". Questa frase è scritta nel retro del libretto e mostra, inaspettatamente, un cenno di positività. La proposta musicale dei Babyflesh invece non è in sé né positiva, né negativa. E' al di sopra delle parti, dei sentimenti, delle emozioni. L'entità Babyflesh non è interessata a guardare il risultato delle sue azioni. Impersonalmente, deve andare avanti per la propria strada. Sta a noi decidere se accettare o no ciò che ha da dirci. Babyflesh, infatti, non vuole guardare in faccia nessuno.
(Hellvis - Maggio 2005)

Voto: 7


Contatti:
Mail Babyflesh: Babyflesh@gmail.com

Sito Vendlus Records: http://www.vendlus.com/