AZATHOTH
Empty Corpse Requiem
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 23 min
Genere: death metal melodico
Come sono cambiati gli Azathoth nel giro di un paio d'anni! Tra il demo
che hanno registrato nel 2004 e il nuovo MCD "Empty Corpse Requiem" i
punti in comune sono davvero pochi. Lo stile del gruppo veneto si è
spostato verso un death metal melodico, ricco di riff rocciosi
supportati da ritmiche piuttosto lente e cadenzate, con tanto di doppio
pedale bene in evidenza. Per quanto concerne la voce, adesso si tratta
di uno scream abbastanza classico per il genere proposto. La
registrazione, infine, è assai migliorata: ci sono degli aspetti da
sistemare, a mio avviso, ma nel complesso, trattandosi di
un'autoproduzione, va più che bene, gli strumenti si sentono tutti
distintamente e i suoni sono a posto.
Il MCD contiene sei tracce, intro compresa. Quando si parla di
death melodico è quasi scontato il paragone con i gruppi svedesi, e
difatti "Empty Corpse Requiem" non si sottrae a questa regola. Tuttavia
brani come "Chatch Your Noose" e "Unknown Walls", rispettivamente
seconda e terza traccia, presentano richiami ai Coram Lethe, pur
essendo assai meno complessi. In questi casi gli Azathoth riescono a
presentare delle sonorità abbastanza personali, anche se non dicono
praticamente nulla di nuovo. Così come per il lavoro precedente, la
band non accelera mai, e questo alla lunga rischia di rendere l'intero
lavoro monotono e privo di dinamicità, nonostante siano riscontrabili
alcune variazioni sul tema. Buoni invece gli assoli, soprattutto su
"Unknown Walls".
"Howl Of Innocence" è una canzone abbastanza breve di gothic metal
con voce femminile e tastiere in primo piano, cosa che francamente
avrei evitato. Gia nel resto del MCD l'aggressività manca quasi del
tutto, non vedo dunque la necessità di ammorbidirlo ulteriormente con
questi due minuti e mezzo.
Chiudono "Preacher's Sin" e "Everybody Sleeps", con le quali
torniamo a parlare di death melodico. La prima, in particolare, suona
più moderna ed attuale, mentre l'utilizzo dell'organo nella seconda non
mi convince più di tanto. Si tratta di un genere di per sè già
parecchio inflazionato: se la band si concede con troppa leggerezza a
soluzioni facili e commerciali, rischia di scadere in sonorità davvero
sputtanate.
"Empty Corpse Requiem", in fin dei conti, testimonia un passo in
avanti netto rispetto a quanto fatto in passato, ma ci sono ancora
delle cose che non mi convincono. Le tastiere compaiono troppo spesso
nell'arco di queste sei tracce, che nel complesso risultano poco
cattive e grintose. Al gruppo va il merito di aver confezionato canzoni
tutto sommato immediate e facili da assimilare. In futuro, però,
dovrebbe osare di più, lasciandosi alle spalle certe scelte di comodo,
per non rischiare di cadere nel dimenticatoio dopo qualche ascolto.
(BRN - Ottobre 2006)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: info@azathoth.it
Sito internet: http://www.azathoth.it/