AZAGHAL
Luciferin Valo

Etichetta: Avantgarde Music
Anno: 2006
Durata: 46 min
Genere: black metal


Finalmente, rieccoci a recensire un CD targato Avantgarde Music. E' passato tanto tempo dall'ultima volta, a causa di un evento funesto: il loro penultimo pacchetto promozionale era scomparso nelle ombre del nostro orripilante servizio postale! Sono cose che fanno innervosire, quando capitano, e che mi riempiono di delusione. Anche perchè non c'è cosa più antipatica di dover comunicare al gruppo, o all'etichetta, che i loro demo/promo non sono mai giunti a destinazione. Credetemi, ho dovuto farlo già troppe volte per i miei gusti... Comunque sia, questa volta le poste hanno eseguito il loro servizio correttamente, ed eccomi qua pronto a recensire "Luciferin Valo", il sesto album dei finlandesi Azaghal, ed il secondo per l'etichetta italiana. Si tratta di un gruppo noto, che ha percorso con costanza ed onestà la storia del black metal made in Finland.
"Luciferin Valo", ovvero la "Luce Di Lucifero", prosegue e perfeziona la strada intrapresa con "Codex Antitheus". In pratica, gli Azaghal si stanno allontanando (mai completamente però) dal black metal tout-court, cercando di inserire nuovi elementi e mettere in mostra, quindi, la propria creatività.
Corredato da una copertina quasi astratta, se non fosse per la figura demoniaca che vi compare, "Luciferin Valo" è una nuova prova di carattere e coerenza. Non so in che studio sia stato registrato, ma la qualità di registrazione è dannatamente buona e potente. Di sicuro, la formazione degli Azaghal vede il solito Narqath, poi Varjoherra e J.L. Nocturnal e T.M. Blastbeat.
L'album è aperto da una canzone il cui titolo è tutto un programma: "Black Terror Metal". L'impatto è devastante. Il muro sonoro della chitarra distorta è sorretto da un blastbeat furibondo e terremotante. Lo strillo del cantante è abrasivo, potente. Il riffing è piuttosto semplice, in genere è ridotto ad una mera successione armonica. Una partenza senza compromessi. All'opposto, la seconda parte del brano è lenta ma spedita, con i suoni meno fragorosi. Ciò nonostante, le vocals non perdono nulla della loro isteria. Strisciante, doomeggiante, rimane subito in testa grazie alla ripetizione insistente delle parole del titolo. Un slancio improvviso, e "Black Terror Metal" entra nella sua terza parte: black/thrash creativo, da scuoterci il capoccione. Molto intrigante.
"Ilmestykirjan Ratsastajat" è un mid-tempo sempre in linea con il black/thrash venuto a galla nel finale della traccia d'apertura. Molto catchy. La composizione è severa, tesa, e mette in luce una grande naturalezza nel songwriting. I cambi di tempo sono perfetti, con un lieve rallentamento, carico di groove, in occasione del ritornello.
"Tuohaja" è invece una cavalcata da headbanging assassino! Il ritmo saltellante, unito ad un riffing semplice, rende al meglio grazie alla grinta sprigionata dagli Azaghal. Quando il tema principale viene ripetuto per la seconda volta, al posto del ritmo thrasheggiante, troviamo un blastbeat esasperato. L'esecuzione è veramente sentita. L'adrenalina sale mano a mano che la canzone si fa sempre più vorticosa. Si nota l'influenza degli ultimi DarkThrone, tra gli altri. Parte a seguire una seconda sezione, caratterizzata da una melodia inattesa, malinconica, che rende più umana la musica dei finlandesi.
"Kuin Lampaat Teuraalle" si presenta come una traccia di black puro, tiratissimo, pregno di negatività. Talvolta il ritmo rallenta, alternandosi con accelerazioni quasi inumane. Peccato che, ad un ascolto attento, sia facile notare come non sempre la batteria tenga il tempo con precisione, commentendo errori frequenti. La cosa si ripete un po' per tutto il CD. Successivamente, il brano rallenta, e le sonorità diventano più cupe, con un riff pesante che strizza l'occhio ai Celtic Frost. La ripresa è strumentale, con la chitarra solista che rende inusitatamente ricco l'arrangiamento. La musica rimane diretta, ma si nota una maggior raffinatezza nel suono di Azaghal. Ripresa in blastbeat.
"Verta Ja Tuhkaa" è una traccia decisa e rabbiosa, aperta da un "uh!" che fa tanto Tom G. Warrior! Molto ruffiana, mi sembra ispirata in qualche modo a "Fuel For Hatred" dei Satyricon, sia come cadenza del ritmo che come colpi di grancassa nel ritornello. Tra l'altro, il ritornello mi fa venire in mente anche i Mortuary Drape, come utilizzo dei vocalizzi. Successivamente, la traccia sembra rifarsi agli ultimi DarkThrone. Ecco, forse tutti questi richiami potrebbero farvi pensar male, ma lo stile degli Azaghal rimane comunque solido. Gli Azaghal sono sempre stati così: non hanno mai sfornato capolavori, ne hanno mai avuto un sound particolare. Però la qualità musicale è sempre stata dignitosa, talvolta ottima. Hanno sempre "lavorato" il black metal con il giusto mestiere e tanta attitudine. E quindi anche questo "Verta Ja Tuhkaa" merita un piccolo plauso.
"Teen Paholaisen Työtä" è un episodio marcio, si sentano le strofe dove la voce gorgoglia su basso e batteria soli. Il timbro è sibilante, confuso, tipo i vecchi Beherit. Il brano si evolve poi in successioni armoniche classicamente black metal. Molta furia. Si è sempre ai limiti tra il thrash più cadenzato ed il blastbeat barbaro. Una cavalcata trascinante!
"Azaghal Terror Cult" è simile, come ritmo, a "Verta Ja Tuhkaa". Una traccia di facile presa, dal tempo regolare, e soprattutto melodica. E' ideale per l'headbanging, anche durante ai rallentamenti con groove. La cadenza del ritornello, ad esempio, è troppo bella! Anche qui si segnalano dei buoni interventi della chitarra solista.
Segue poi "Hyvästit Maailmalle", dal riffing deciso, su doppia cassa serrata. Un bel black come da copione. Convincente! Non c'è molto da dire, se non che la traccia sia ben realizzata. E' ricca di appeal commerciale: in caso apprezzaste gli ultimi Satyricon, questa canzone degli Azaghal potrebbe fare per voi. Bella anche la sezione successiva, più lenta, marcia e fangosa con vocals in parte narrate.
Diversa dalle altre, lontana dal black/thrash che ha caratterizzato gran parte dell'album, "Olematon" è una composizione molto melodica, tutta sorretta da un blastbeat irrefrenabile. La melodia è tristissima, malinconica, ma di sicuro effetto. E' distesa, disperata. Lo stesso cantante si cimenta, ad un certo punto, in inedite vocals pulite. Stupicono, ma rendono vario il brano più propriamente black metal di tutto il CD
Infine la title-track, col suo ritornello oscuro e la sua vivacità thrashona. Una traccia come le altre, ma col suo carattere che la rende unica. Un commiato grintoso, che spazza via in un sol colpo le atmosfere plumbee di "Olematon". La traccia diventa più furiosa mano a mano che si avvicina al finale, e l'album si conclude in un tripudio di violenza.
Non c'è che dire! "Luciferin Valo" è un CD veramente ben fatto, stimolante e che non annoia. Nonostante gli Azaghal non siano precisi come orologi svizzeri (il batterista in particolare), la cosa non conta ai fini del risultato. Il metal, pur se black, deve comunicare qualcosa. Deve coinvolgere l'ascoltatore, e gli Azaghal ci sono riusciti benissimo. Forse queste tendenze "catchy" che stanno caratterizzando il black di oggi potrebbero far storcere il naso agli integralisti del genere, ma non c'è dubbio che siano proprio le evoluzioni a tenere in vita uno stile musicale. "Luciferin Valo" riesce nell'intento di rimanere in testa all'ascoltatore, mantenendosi fedele alla linea senza risultare scontato. Date queste caratteristiche, unite all'attitudine genuina degli Azaghal ed alla qualità buona della proposta musicale, mi sento di consigliarlo vivamente.
(Hellvis - Settembre 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Azaghal: tomi_kalliola@yahoo.com
Sito Azaghal: http://blackterrormetal.cjb.net/

Sito Avantgarde Music: http://www.avantgardemusic.com/