AYDRA
Icon Of Sin
Etichetta: Square Sound Production
Anno: 1999
Durata: 32 min
Genere: techno-death
Questo è l'album d'esordio degli anconetani Aydra, i quali ci propongono un bel techno-death sulla scia degli ultimi DEATH o dei primi Atheist. Nell'album sono comprese 10 canzoni, quindi, come si nota dalla durata totale, sono tutte molto dirette e mai tirate per le lunghe. La caratteristica principale di questo album è la densità della musica: sono presenti una marea di riff diversi, di cambi di tempo, stacchi, rallentamenti, accelerazioni, e tutto senza mai ripetersi. Gli Aydra infatti non nascondono certamente la loro passione per i DEATH e per tutto il techno-death in genere, e le loro canzoni seguono per bene gli insegnamenti dei gruppi storici, da una parte è un pregio perché questo è un genere proposto da pochi gruppi, da una parte è un difetto perché i gruppi storici avevano come obiettivo la sperimentazione e la rottura dei canoni, mentre questo album non si discosta come stile dai classici.
Le canzoni sono tutte brevi, mai ripetitive, seguendo in pratica la filosofia dei primi Atheist: cambiare in continuazione fottendosene altamente della forma canzone. Lo stile dei riff è più simile ai DEATH che agli Atheist, soprattutto per l'uso della scala araba. Ma mentre nei DEATH bene o male ci sono sempre le strofe e ritornelli, qui invece non si riesce a distinguere un minimo di forma canzone. In aggiunta ci sono alcune parti jazzate (come nella canzone "Night Drive") e pure alcune influenze della musica latina.
Il gruppo è composto da una formazione a 4, in cui canta il bassista Mauro. La parte strumentale è eccellente, tutti e 4 dimostrano di essere molto bravi tecnicamente, in particolare il batterista Nicola che ci offre una prova veramente notevole. Una nota a parte voglio farla per il chitarrista ritmico Marcello (che a quanto so ha lasciato il gruppo), il quale per principio si rifiutava di suonare assoli pur essendo in grado di sfornare una marea di riff intricati. La voce è molto buona, Mauro varia tra il growl tipico del death metal ed una voce urlata incazzata di chiara influenza hardcore. Il cantato nella musica degli Aydra non svolge un ruolo primario, ma questo non significa certo che faccia schifo. Va aggiunto che nella edizione limitata di questo album (io mi posso vantare di avere la copia numero 9, hehehehe!!!) è presente una traccia in più, che consiste in un remix in chiave dance di un loro pezzo... è un esperimento strano e che spiazzerà tutti gli ascoltatori, ma vale la pena sentirlo!
La produzione è molto buona: è pulita e si sente tutto per bene, anche se i suoni non sono corposi e pompati come va di moda in questo periodo (e per me è meglio così). Anche la confezione fa il suo effetto: è un digipack a colori con 3 pagine cartonate e corredato anche di un libretto di 8 pagine a colori. L'unico difetto sta nella scelta dei colori nel libretto, in certe parti si fa fatica a distinguere le scritte dallo sfondo.
In conclusione questo è un ottimo album che dimostra ancora una volta come la scena techno-death italiana sia la più florida al mondo. Purtroppo nessuno sembra accorgersene, prime tra tutti le riviste italiane, ed è un peccato. Io all'epoca l'avevo pagato 25mila lire, a chi ama il genere consiglio vivamente di contattare il gruppo e comprare questo album. Credo possa piacere anche ai fan del death e del thrash più diretto.
(teonzo - Giugno 2002)
Voto: 9
Contatti:
Mail: aydra@tin.it
Sito internet: http://www.aydra.it/
La lezione dei maestri Death, è una lezione alla quale ognuno di noi ha
assistito con immenso piacere. Ma va anche detto che come lezione non è
affatto semplice da imparare, per cui è un piacere ritrovare nella nostra
stessa penisola chi, pagando comunque un tributo verso la scena tecnica,
riesce a sfornare musica di così grande qualità. Sono questo gli Aydra, che
di talento ne hanno in abbondanza, e che si caratterizzano per un sound
compatto ed intricatissimo, gremito di idee, le quali si intrecciano tra
loro in strutture mai uguali a se stesse, dimostrando così coraggio e
soprattutto intelligenza. Gli elementi positivi non mancano, ma mi sento di
chiedergli ancora mezzo punto di brillantezza in più, così potrò sfoderare
tutti i superlativi assoluti che il vocabolario mi permette.
(Orion - Luglio 2002)
Voto: 8