AYDRA
Hyperlogical Non-Sense

Etichetta: X-treme Rising
Anno: 2004
Durata: 36 min
Genere: techno-death


Dopo un bel po' di anni i marchigiani Aydra tornano con il loro secondo album, questa volta non più autoprodotto. Il gruppo ha avuto i classici casini, sia di line-up, sia per trovare una etichetta. Ora si sono accasati con l'italiana X-treme Rising, sussidiaria della Rising Works, e quindi questo album dovrebbe ottenere una promozione migliore del precedente. A livello di line-up ci sono stati un po' di cambiamenti. Mauro Pacetti ha smesso di occuparsi del basso (forse perché si mordeva la lingua ai concerti, hahahaah, leggete la vecchia intervista), ed ora si occupa solo delle parti vocali. Il suo posto come bassista è stato preso da Andrea Mastromarro. Dalla line-up precedente sono rimasti anche Francesco Olivi (chitarra) e Nicola Raffaelli (batteria). Il posto di Marcello Lammoglia alla seconda chitarra è stato preso da Alessandro Marcelli, la differenza è che Alessandro non si rifiuta di suonare assoli.
Il CD comprende 11 tracce, tra cui un intermezzo di sola chitarra ("Prelude To...") ed alla fine un remix in chiave techno-dance di "Pulse" dal titolo "Re-pulse". Il remix è ad opera di Mauro, e segue la stessa idea presente sul precedente "Icon Of Sin". Lo stile dell'album rientra sempre nel techno-death, anche se stavolta ci sono più influenze thrash riscontrabili in molti riff. Se dovessi sparare qualche termine di paragone allora direi "Individual Thought Patterns" dei DEATH ed "A Vision Of Misery" dei Sadus. La voce di Mauro è spesso urlata in stile psicopatico, al contrario dell'album precedente le parti in growl sono poche. Per il resto non ci sono grandi differenze con l'album precedente. Gli assoli sono un po' più spostati sulla melodia, ed i riff verso il thrash americano.
L'album è un concept sulla pazzia umana (già il titolo parla chiaro), le canzoni sono scritte dai vari componenti del gruppo e questo fa sì che il risultato finale sia molto compatto. Ad essere onesto devo dire che al primo ascolto questo CD non mi aveva convinto, mi sembrava un po' monocorde. Però era solo una impressione superficiale dovuta al fatto che le canzoni sono compatte ed ermetiche. Servono molti ascolti per entrare nell'album e districarlo, nonostante le apparenze le canzoni nascondono molte variazioni al proprio interno. E' il classico caso in cui tante variazioni fanno passare l'effetto sorpresa. Ma almeno gli Aydra hanno mantenuto l'attenzione sulla riuscita delle canzoni, senza voler esagerare dal punto di vista della dimostrazione tecnica (come possono aver fatto i Prejudice).
La produzione è buona, in quanto si seguono nitidamente tutti gli strumenti. Personalmente però credo che i suoni di batteria e degli assoli di chitarra sarebbero potuti essere un po' migliori. La confezione è buona, il disegno in copertina è carino, ed il libretto contiene tutti i testi. Peccato per la scelta dei colori, che rende difficile leggere alcune parti dei testi.
Dopo una ventina di ascolti devo dire che questo album mi sta proprio esaltando, meno male che non mi sono fermato all'apparenza del primo ascolto! Ora come ora non saprei scegliere tra questo ed "Icon Of Sin", quindi gli appioppo lo stesso voto. Consiglio vivamente l'acquisto ai lettori che apprezzano il techno-death.
(teonzo - Ottobre 2004)

Voto: 9


Contatti:
Sito Aydra: http://www.aydra.com/
Sito X-treme Rising: http://www.risingworks.com/