AVERSE
Scolopendrian Perception Haze
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 33 min
Genere: black d'avanguardia
Gli Averse si sono formati nel 2002, nel nord della Francia, più
precisamente a Lille. Il nucleo centrale della band è costituito da due
fratelli: Tim (chitarra, tastiere, voce e composizione) e Colin
(batteria e percussioni). Nel corso degli anni, la formazione si è
allargato arrivando a comprendere François (chitarra, tastiere e cori),
Thomas (basso) e Huang-Jun (violino). Quest'ultimo è da considerarsi
più un ospite che un membro fisso della band, nonostante la lunga
permanenza ed il suo lavoro nella realizzazione di "Scolopendrian
Perception Haze". Questo MCD, infatti, è l'esordio degli Averse, ed è
stato registrato nello studio The House Of Vice, di proprietà di
François.
La copertina di questo MCD non è bellissima: una scolopendra esce
dalla bocca di un uomo come fosse un ectoplasma. Nelle due pagine del
libretto ci sono i testi, una foto del gruppo e le varie note relative
alla registrazione. Una frase in calce recita: "Se non puoi vedere la bellezza che si schiude ai tuoi occhi, finirai per confonderla con il resto".
Il CD è aperto da un'introduzione ambient distante e vagamente
malinconica. Uno strano senso di malinconia, misto ad una forte
inquietudine, permea "Eveil, Grondement". Si sentono anche dei sussurri
incomprensibili, che aumentano il senso di mistero caratteristico della
musica degli Averse.
Un bell'arpeggio di chitarra acustica apre "Thus Grant Matter":
presto si aggiungono basso, batteria e la mesta melodia di un violino.
La musica ha dei connotati gotici davvero spiccati, uniti ad un senso
estetico decisamente prog. Ma è tutta un'illusione. Improvvisamente, il
suono si fa livido e violento. La chitarra zanzarosa, unita al digrigno
aspro del cantante, rivela la natura black del gruppo transalpino.
Certo, il tutto è davvero personale: la parte del violino, l'utilizzo
della melodia, gli stacchi, una cura del particolare che mette in
mostra il vasto background dei musicisti. Insomma, gli Averse suonano
un black d'avanguardia, aperto a tante diverse soluzioni e decisamente
eclettico. Tipici del black sono le chitarre, e i vocalizzi. Anche
qualche scelta ritmica è tipica di quel genere. La scelta delle melodie
invece, i cambi di ritmo, l'arrangiamento invece hanno sfumature
diverse (vuoi gothic, vuoi prog, più raramente death). Talvolta
originali, talvolta meno. La banalità viene comunque evitata. A volte
si avvertono delle similitudini con altri gruppi, ma non è ravvisabile
un'influenza dominante, o comunque che rimanga costante per tutta la
durata del MCD.
La struttura della canzone è complessa; il testo è evocativo, ma
ha un significato criptico (un po' come il titolo dell'album). La
tecnica dei musicisti è davvero ottima, e la qualità di registrazione
la evidenzia molto bene. Si segnala anche l'utilizzo di vocals pulite
in sottofondo. Il gusto di alcuni passaggi è gotico e rilassato.
Potrebbe portare alla mente qualcosa degli ultimi Anathema. E, a
proposito del gruppo inglese, bisogna segnalare che sia Tim che Colin
hanno condiviso spesso il palco con Vincent Cavanagh e Duncan Patterson
(infatti, Colin ha suonato nell'album di prossima pubblicazione degli
ION, ed è presente in nel doppio LP/DVD degli Antimatter "Alternative
Matter"). Tra l'altro, curiosità, durante il tour con gli Antimatter,
sia Tim che Colin hanno avuto la possibilità di suonare le versioni
acustiche di alcune composizioni degli Averse (e anche dell'altro
gruppo di Tim, i Cinnamon Screen).
Torniamo però a "Scolopendrian Perceptions Haze". "Parade De
L'Abscence" ci riporta sui territori evocativi dell'introduzione, ed il
suono di alcune campanelle dona al tutto un aspetto sacrale decisamente
suggestivo. Anche in queste composizioni più ambient che black, gli
Averse eccellono. E il potere evocativo della loro musica è davvero
grande. Su questo strato ambient, una chitarra acustica arpeggia
melodie tristi, ma che parlano al cuore. Le sensazioni comunicate sono
davvero tante, ed intense. Come in precedenza, è evidente qualche eco
degli Opeth, ma il tutto è filtrato da una sensibilità unica ed
originale. Uno strumentale di tutto rispetto.
"Murmures", dal testo in francese, riporta in auge gli elementi
black, ovviamente tradotti secondo un gusto davvero barocco e tecnico,
dove l'estetica ha la prevalenza sull'istinto. I giri sghembi possono
ricordare qualcosa dei Borknagar, o certe intuizioni degli Emperor. Si
notano anche alcune similitudini con i nostrani, sottovalutatissimi
Kailash. "Murmures" è la seconda canzone vera e propria del CD. Non c'è
passaggio che non sia caratterizzato da una grande originalità, ed i
richiami ad altre realtà musicali è soltanto una necessità, utile ad
inserirsi in un certo tipo di genere musicale. Però è chiara la volontà
degli Averse di ritagliarsi uno spazio unico, di valicare gli steccati
imposti dai generi. "Murmures", nella sua brutalità, va ascoltata con
il giusto stato d'animo, e una buona dose di attenzione. Certo, la
musica dei francesi può anche essere apprezzata con ascolti
superficiali, ma ascoltandola con cura, badando ai vari particolari
dell'arrangiamento, allora sì che il godimento aumenta
esponenzialmente! Perchè questa è una musica complessa, articolata,
intelligente. Ad un certo punto, la furia di "Murmures" collassa a
favore di passaggi tipicamente gotici, con chitarra acustica,
pianoforte e violino, più vari effetti sonori di sottofondo. Questa
sezione è decisamente contrapposta alla precedente, e ne smorza
l'irruenza. Parte poi un crescendo, che però asseconda la melodia.
Finale progressivo e gotico, nel quale tutte le idee vengono
sovrapposte non in maniera confusionaria, ma con un gusto controllato e
tanta attenzione alla coerenza musicale.
"Sommeil, Devores" è un'outro che chiude il MCD con atmosfere cupe ed inquietanti.
"Scolopendrian Perception Haze" è un MCD decisamente convincente.
Apprezzo sempre i tentativi di un gruppo di distinguersi dalla massa. A
differenza però di molti altri, gli Averse sembrano avere un controllo
deciso su ciò che vogliono proporre. Le canzoni sono veramente
stratificate, complesse, e le variazioni si sprecano. Nessuna idea
sembra essere stata messa in disparte. Ma gli Averse non perdono mai il
filo logico. Le composizioni sono sì ricche e creative, ma hanno un
loro equilibrio. E l'attenzione per il particolare sembra maniacale.
Non una virgola è fuori posto. Ciò nonostante, la musica comunica
emozioni, non è fredda ma parla ai cuori. Credo che in futuro il gruppo
potrà fare cose davvero interessanti. Certo, non è un gruppo per tutti.
Ma la loro musica lascerà qualcosa, ne sono sicuro. Aspettiamo dunque
con impazienza "The Endesque Chants", un full-length programmato per il
2009, ed anche un live acustico che, se non ci saranno intoppi, dovrà
vedere la luce poco tempo dopo.
Un gruppo ottimo, davvero promettente, e che se non si perderà per strada si toglierà grandi soddisfazioni. Da sostenere.
(Hellvis - Gennaio 2009)
Voto: 8
Contatti:
Mail: averse_band@yahoo.fr
Sito internet: http://www.myspace.com/aversejourney