AVANTASIA
The Metal Opera
Etichetta: AFM
Anno: 2001
Durata: 59 min
Genere: power
Il piccolo Tobias Sammet meriterebbe un 10 solo per aver riportato al metal (per poco comunque...) un certo Ernie... all'anagrafe teutonica Michael Kiske! Come si potrà immaginare, in questo disco il cantante-tuttofare-pazzofurioso degli Edguy ha fatto le cose veramente in grande, chiamando il suddetto "Ernie", David De Feis, Andrè Matos, Kai Hansen (nella parte del nano... ma che strano!), Timo Tolkki e una serie di strumentisti preparati e competenti: Alex Holzwarth, Henjo Richter e Markus Grosskpof... olè! Come dicevo, quest'opera è caratterizzata da un power metal molto classico, ma mai troppo banale e scontato. Un esempio è l'interessante title-track, dove il ritornello vi si stamperà in testa al primo ascolto.
Sugli scudi anche la veloce "Breaking Away" dove fanno capolino fantasmi di helloweeniana memoria, sia nella musica, sia per la presenza di Kiske. Avantasia ha il pregio fondamentale di riunire, in un solo disco, artisti preparati e che hanno in comune moltissime cose, vuoi la nazionalità, vuoi l'appartenenza alla stessa band, ma alla fine la cosa che salta all'occhio, insieme alla quantità incredibile di guests, è l'altissima qualità di "Avantasia" (cosa assolutamente da non sottovalutare, da quando si spaccia un gruppuscolo power come quello definitivo... e se lo dice uno che il power lo ascolta con passione...).
Dalle speed song più indiavolate, tipo "Glory of Rome", ai mid-tempo, tipo "Sign of the Cross" e alla superba "The Tower": nove minuti di emozioni che si accavallano una sull'altra (nella migliore tradizione delle "canzoni fiume" made in Germany). Cosa dire in più? Forse niente, non aspettatevi suoni cibernetici e vocals rappate... qui di sicuro non le troverete! Troverete invece la migliore release di power-metal dell'anno... e scusate se vi pare poco!
(Noldor - Dicembre 2001)
Voto: 8
Non amo il genere, ma questo disco mi e' piaciuto. Non so perche',
trattandosi di roba che abitualmente mi stomaca dopo un minuto... forse
perche' Sammet e' riuscito a essere hollywoodiano senza eccedere
negli arrangiamenti soffocanti, forse perche' le song sono orecchiabili,
forse perche' gli artisti che collaborano sembrano convinti della
qualita' della musica che interpretano e questo fa la differenza.
Non so perche' e non voglio fare analisi critiche. Dico solo che
l'ho riascoltato piu' e piu' volte ed e' un disco che mi ha divertito.
Artisticamente non passera' alla storia, ma come album power frizzante
e' roba fatta bene. Ruffiana, ma fatta bene.
(Mork - Aprile 2002)
Voto: 7
Questo CD mi fa schifo dal profondo, totalmente inutile ed
inoffensivo. Mi sembra di sentire i Gamma Ray in versione moscia che
suonano annoiati. Oltretutto non suona neanche ridicolo, quindi non è
buono neanche per riderci sopra. Per quanto mi riguarda è da evitare
come la peste, se però siete di quelli che comprate tutto il
powerdevasto con chitarristi e batteristi intercambiabili, presumo vi
potrebbe piacere.
(bist - Ottobre 2002)
Voto: 2