AUTUMN
Summer's End

Etichetta: The Electric Co.
Anno: 2004
Durata: 56 min
Genere: gothic metal


In effetti trovarsi tra le mani un CD intitolato "Summer's End" di un gruppo che si chiama Autumn può suscitare facili risatine (chissà se il primo demo si intitolava "...Winter Is Coming"!)... Certo è che dopo ripetuti ascolti l'album in questione - secondo lavoro ufficiale - lascia poco spazio ai dubbi, almeno per quanto mi riguarda. Gli olandesi hanno sfornato un disco bellissimo, sicuramente uno dei migliori di quest'anno, che farà felici tutti quelli che non hanno smesso di rimpiangere i The Gathering del fondamentale "Mandylion". Con questo non voglio dire che gli Autumn siano dei meri cloni, però certe influenze sono palesi, a cominciare dalla splendida voce di Nienke De Jong, che ricorda un po' la più famosa Anneke e che da sola è in grado di lanciare le canzoni riuscendo con sorprendente abilità a creare bellissime melodie anche da riff tutto sommato non memorabili.
"The Coven (The Witch 2)" si è stampata subito nella mia mente, grazie al suo magico ritornello, uno dei più belli degli ultimi anni in virtù del suo stupendo crescendo melodico!!! "Gospel In The Dusk (The Witch 3)" - che insieme alla precedente chiude una trilogia iniziata nel primo album - è molto bella, anche se leggermente meno esaltante. La struttura è semplice e gli strumentisti assecondano la voce, vero e proprio asso nella manica degli Autumn. I riff non sono esasperati o eccessivamente potenti, anzi, la cadenza è quasi "rilassata". Oltre ai The Gathering io ci sento anche qualcosina degli ultimi Evergrey, mi riferisco a certi passaggi strumentali, in particolare e all'inserimento di accenni quasi prog-metal (certi brevi passaggi di cassa della batteria) in un contesto comunque più cadenzato e oscuro.
"Gallery Of Reality", ad esempio, ha un inizio che ricorda quasi i Dream Theater di "Under A Glass Moon", il riff successivo è pesante e farebbe presagire un cambio di rotta, ma con l'entrata della voce si torna sulle sonorità dei brani precedenti, ed è bellissimo farci trasportare per oltre 6 minuti dalle stupende invocazioni di Nienke, indiscutibilmente il valore aggiunto della band. In "Silent Madness" c'è anche una bella accelerazione in doppia cassa, ma si ha ancora una volta l'impressione che il gruppo sia un (più che degno) supporto della voce... penso che questo brano funzionerebbe anche se la parte musicale fosse arrangiata in tutt'altra maniera!
E che dire della bellissime atmosfere di "Vision Red", piccola perla epic-dark-pop (...?!?!)? Qui le sonorità si fanno più pompose, ma il gruppo ne esce fuori bene senza risultare loffio o eccessivamente prolisso. "Lifeline" non si distacca molto dalla precedente, anche se il riff di chitarra è più doomeggiante. Io ci sento, come in altri pezzi, anche una certa vena pop, il che non è da intendersi con accezione negativa.
Molto pesante l'inizio della discreta "This Night", pezzo che si sviluppa su un ipnotico giro di tastiera e un tappeto ritmico dall'andatura abbastanza sostenuta e dal riffing secco ma non troppo incisivo. "The Green Angel" vede anche degli interventi, decisamente superflui, di una voce in growling, e piace soprattutto per l'apertura drammatica e malinconica, con le tastiere a tappeto che prendono il posto di un gelido giro di piano che si ripete per quasi tutto il pezzo. Molto bello - e malinconico, almeno prima che entri la chitarra - il tema di "Whispering Secrets". In generale continuano comunque a colpire le melodie, o meglio, la facilità di come dal nulla vengano tirate fuori melodie affascinanti ed evocative. Con questo non voglio dire che gli Autumn siano uno dei migliori gruppi di sempre, però è difficile trovare un album così bello e coinvolgente dall'inizio alla fine, senza troppe cadute di tono.
Addirittura accattivante l'inizio di "Summer's End", con uno scattante riff in puro stile heavy metal classico! La parte successiva odora però di Paradise Lost (quelli intermedi del terzo, quarto e quinto album) e certi giri rimandano addirittura agli Iron Maiden (anche se sono suonati con le tastiere e ovviamente con diverso impeto). L'album si chiude con la struggente atmosfera di "Solar Wake", che dimostra ancora una volta quanto i nostri abbiano amato "Mandylion", e magari anche il penultimo dei Lacrimas Profundere (sentire, a proposito, l'arrangiamento di "batteria"). Da brividi la prova di Nienke De Jong.
Per farla breve: un disco molto bello, di facile ascolto ma terribilmente affascinante. Chi adora gruppi come i The Gathering (epoca "Mandylion" / "Nighttime Birds"), i Paradise Lost (...diciamo quelli di "One Second"), gli ultimi Evergrey, i Lacrimas Profundere, e magari non disdegna sonorità più leggere e pop... insomma, chi apprezza il metal oscuro ma al tempo stesso melodico e comunque di facile ascolto, beh, farebbe bene a dare una possibilità a questi ottimi Autumn.
(Linho - Dicembre 2004)

Voto: 9


Contatti:
Sito Autumn: http://www.autumn.nu/

Sito The Electric Co.: http://www.the-electric-co.com/