AURA NOIR
The Merciless
Etichetta: Tyrant Syndicate / Peaceville Records
Anno: 2004
Durata: 27 min
Genere: black/thrash metal
Dopo cinque anni di lunga attesa, ecco che gli Aura Noir tornano con un album nuovo di zecca: "The Merciless". La formazione è quella tradizionale ("Deep Tracts Of Hell" escluso): Aggressor, Apollyon e Blasphemer. I primi due si alternano a basso, chitarra e vocals. Il terzo si occupa esclusivamente della chitarra.
I lettori più attenti forse ricorderanno la mia intervista di marzo proprio con Blasphemer. Il chitarrista, parlando dei suoi impegni extra-Mayhem, ci aveva già annunciato la prossima uscita di questo CD. All'epoca il titolo non era ancora definito ma la musica era già stata completamente registrata. Ciò che ancora mancava era un contratto.
La situazione si è risolta in famiglia. Gli Aura Noir hanno infatti firmato per la neonata Tyrant Syndicate, l'etichetta dei DarkThrone (associata alla ben più nota Peaceville Records). Una scelta ovvia. E' risaputo che Fenriz e Nocturno Culto sono da sempre estimatori di questi scalmanati black thrasher norvegesi!
Mi sia permesso di tradurre un'annotazione di Apollyon, degna di un certo interesse: "Per registrare quest'album abbiamo speso sessantasei ore in un periodo di sei mesi. Una coincidenza? Quando stavo registrando la chitarra ritmica di "The Merciless" faceva così freddo che non riuscivo proprio a suonare il riff iniziale di "Hell's Fire" in maniera corretta. Tutto questo ci ha costretti a mettere giù la musica così come la si può sentire sull'album. Un riff amico della temperatura sottozero. Praticamente tutto l'album è stato registrato in queste condizioni!".
Che "The Merciless" sia freddo, su questo non ci sono dubbi. Blasphemer pensa anche che quest'album contenga "il miglior materiale di sempre". Su questo invece non posso trovarmi d'accordo. Sebbene questo CD sia ben fatto, è innegabile che gli Aura Noir hanno dato vita ad episodi migliori. Forse questo è dovuto alla produzione, scarna ma poco potente; oppure allo stile marcatamente retrò.
"Upon The Dark Throne", la traccia d'apertura, è veramente semplice: tutta impatto e grinta. L'arrangiamento è essenziale come non mai. Dietro ai riff fa capolino l'immancabile influenza dei Celtic Frost, come del resto è evidente anche nella successiva "Condor". Quest'altra canzone è in possesso di una personalità ben diversa dalla precedente. La musica è trascinante e la sua semplicità strutturale fa sì che resti in testa sin dal primo ascolto. Una nota di merito agli assoli di chitarra presenti su "The Merciless". Non sono tecnici ma si adattano alla perfezione al contesto sonoro, nella più genuina tradizione thrash.
"Black Metal Jaw" ha un'andatura particolare, saltellante. Il trio si produce nel solito mix di istinto, rozzezza e passione. Due minuti e trenta di (mal)sano divertimento.
"Hell's Fire", nonostante il titolo, è un brano gelido ma di gran valore. Il migliore dell'intero CD. Il suono, la scelta dei riff, le urla devastate: tutto è norvegese al 100%! Non c'è ombra di dubbio. Gli Aura Noir si richiamano ai loro stessi lavori del passato, come anche a quelli dei DarkThrone e di tutta la cricca. Questa musica è ancora in grado di comunicare emozioni selvagge, soprattutto se suonata con la giusta mentalità.
Con "Black Deluge Night" gli Aura Noir tornano a fare il verso ai Celtic Frost. Il risultato è piuttosto prevedibile.
"Funeral Thrash" rialza di un poco il livello medio di "The Merciless" con il suo black/thrash nervoso ed intenso. Da notare il cambio stilistico delle vocals nella sezione centrale più cadenzata: le urla lasciano il posto al classico digrigno black.
Ho già avuto modo di commentare "Sordid" nella recensione dello split "Überthrash". La versione qui presente è diversa. In "Überthrash" Apollyon si occupava delle vocals e delle parti di basso, mentre Aggressor suonava la batteria. Qui le parti sono invertite. La traccia è mixata in maniera decisamente migliore. Anche in questo caso le cadenze "frostiane" sono molto evidenti. Resta però il fatto che la scelta dei riff è stimolante.
"Merciless" chiude l'album con il suo thrash malato e freddo. Si tratta di una normale canzone in puro stile Aura Noir, che non necessità di commenti approfonditi.
Pertanto, nonostante la breve durata, "The Merciless" è un CD abbastanza vario. Si lascia ascoltare. Gli amanti del black/thrash lo adoreranno di sicuro. E' però dal punto di vista artistico questo album lascia il tempo che trova. L'accentuazione dei richiami al passato sterilizza in qualche modo la creatività dei musicisti coinvolti.
L'impressione che "The Merciless" lascia alla fine dell'ascolto è che la musica sia buona, ma avrebbe potuto essere migliore.
(Hellvis - Dicembre 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Aura Noir: http://www.auranoir.com/
Sito Peaceville Records: http://www.peaceville.com/