AURA
New Life
(promo)
Etichetta: autoprodotto / MKM Promotion
Anno: 2004
Durata: 37 min
Genere: prog metal dai risvolti power
"New Life" è l'ultima fatica dei nostrani Aura che, forti dell'esperienza maturata in molti anni d'attività (anche se come vedremo la line-up ha subito cambiamenti) e consapevoli delle proprie capacità tecniche, ci presentano un lavoro di fronte al quale chiunque, estimatore del prog metal e non, dovrebbe inchinarsi. Cinque tracce, tutte di lunga durata, nelle quali i quattro musicisti si sbizarriscono dando sfogo ad una tecnica encomiabile, una notevole creatività, un gusto e una dolcezza esecutiva a tratti davvero stupefacenti (basta ascoltare l'attacco di "Pray" o "Fairy Tale").
Gli Aura nascono nel 1996 con una formazione che soltanto per 2/4 rispecchia quella attuale e vedeva: Giovanni Trotta alla batteria e alla voce, Angelo Cerquaglia al basso, Giuseppe Bruno alla chitarra.
I tre registrano assieme due demo ("Promo 1997" e "1998 Cold") e cominciano un'attività live importante che porta buoni risultati al gruppo (vittoria alla Rassegna Rock Giovane di Sulmona; partecipazione all'Agglutination Metal Festival). Nel 2000 la band apre le porte ad un nuovo componente, Salvatore Cataldo (chitarrista), e lavora alla stesura del demo che uscirà nel 2002: "The Wait" (recensito su questa zine). Nonostante il lavoro partorito abbia riscontrato il favore di diversi "addetti al mestiere" sia su web che su riviste specializzate, nelle fila del gruppo vi è crisi; crisi che terminerà con l'uscita dalla line-up dei due chitarristi. Trotta e Cerquaglia, pensando al futuro, iniziano la ricerca di nuovi componenti che prenderanno il nome di: Diego Corini (chitarra) e Francesco Di Verniere (tastiere). Saranno i quattro a dar vita all'atteso ultimo lavoro "New Life". Da sottolineare la recente partecipazione al The Battle Of The Metal Bands, al quale la band si è classificata terza alla finale di Milano, e all'I-Tim Tour 2004.
Ma adesso accantoniamo le notizie biografiche e veniamo al promo, ne vale la pena!
E' "Strategic Madness" ad aprire le danze e subito il gruppo ci fa capire di che pasta è fatto. L'intro, incalzante, ricorda nelle atmosfere i grandi Queensrÿche, anche se la tastiera nell'uso sembra esser debitrice a Jordan Rudess. L'entrata nella strofa segna un cambiamento di atmosfera: se la musica trascina la memoria ad un'associazione involontaria con "Foxtrot" (soprattutto nel tappeto di tastiera), la voce, bella e ben impostata, ci allontana da questa visione sfuggente e ci riporta al presente. Il ritornello, anche se ad un primo ascolto potrebbe apparire "stonato" con ciò che lo ha preceduto, dà un bel tocco noir moderno alla composizione. La linea vocale è eccellente; Corini alla chitarra mi ricorda lontanamente Zamboni. Dopo qualche fraseggio stile Gentle Giant in luce la tastiera: sempre sullo stile di Rudess, Di Verniere si cimenta in un assolo ben fatto, ma non troppo originale. Dallo stacco di basso parte l'assolo di chitarra che ricorda il Fripp di "Starless" soprattutto nella scalata finale. La canzone volge al termine e una batteria con doppia cassa ci riporta alla strofa. Il finale molto sostenuto potrebbe recar firma Dream Theater.
"Pray" è caratterizzato da un basso bello, articolato e molto caldo e il pezzo si sviluppa quasi interamente sulla sua linea. Ma andiamo per ordine. L'intro è molto evocativa e in chiaro stile prog moderno: chitarra distorta, synth a simulare gli archi e batteria ben scandita con largo uso di piatti. L'entrata della voce segna un abbassamento di tensione, l'atmosfera è rilassata e molto profonda pronta ad aprirsi verso un ritornello più vivace quasi in stile Gong. La chitarra che subentra in solo circa a metà canzone è davvero azzeccatissima e, pur essendo di chiara impronta prog, continua, nel tocco soprattutto, a ricordarmi Zamboni. Ci sta che sia una mia cantonata e Corini leggendo si metta a ridere, ma giuro che ai miei orecchi è così! Dopo l'assolo, prima di tornare al ritornello, c'è un intreccio vocale di notevole effetto. Sul finire tastiera medievaleggiante e batteria in doppia cassa ci mostrano la faccia power del gruppo altrimenti celata fino ad adesso.
"Faded Gray" è indubbiamente il pezzo esecutivamente più complesso, sia data la lunghezza sia per l'estrema cura di ogni passaggio. L'attacco in pianoforte è frenetico ed aggressivo e proprio su quest'aria si sviluppano gli altri strumenti. Dopo questo temporale, la quiete più assoluta: la tastiera ci guida verso la prima strofa della canzone, caratterizzata da un cantato molto dolce (alla Collins per intenderci) e un basso elaborato, ma non invadente. Prima di entrare nel ritornello si fa notare il piacevole coro (di voce femminile o di falsetto) che accompagna la voce di Trotta. Il ritornello invece è molto da tiro con la chitarra che esegue una scala tipicamente metal. Dopo un altro avvicendarsi di strofa-ritornello, Di Verniere si fa di nuovo notare in un difficile assolo jazzato, un'uscita indubbiamente azzeccata data la perfetta esecuzione ed un'originalità notevole. Tale uscita funge da preludio alla "tempesta": in chiusura, infatti, la canzone torna sulle note dell'intro chiudendo così intelligentemente un pezzo davvero bello.
"The Power To Be" è il pezzo che mi è piaciuto meno. Pur essendo eseguito alla perfezione, lo sento un po' come la voce fuori coro di questo "New Life": innanzitutto è davvero troppo classic power (mi sembra di sentire gli Stratovarius a tratti - e ciò non è un pregio!) e in seconda istanza manca di quella fresca creatività di cui è pervaso il promo.
Il pezzo fondamentalmente è "da tiro" e quindi strutturalmente sono pochi i fraseggi. Da notare, comunque, il bell'assolo di tastiera dopo la prima estesa parte power del pezzo, al quale segue uno stacco di basso dalle tinte noir. Tale intermezzo sfocia poi in un bel fraseggio chitarra-tastiera che si erge sopra una parte ritmica molto cadenzata e che ahimè funge da preludio alla ripresa del power che aveva aperto la canzone.
A salvarmi dall'immagine delle facce di Tolkki e Kotipelto che aleggiano nella mia malata immaginazione giunge tempestivamente "Fairy Tale": un pezzo molto molto bello che, seppur musicalmente anch'esso si discosti dalla prima parte del promo, nelle atmosfere è come un sunto delle emozioni più dolci e malinconiche degli altri pezzi. Poche note di piano e già capiamo che il pezzo saprà fornirci bellissime emozioni. La voce è curata e oggettivamente bella. Di Verniere fa da padrone mettendosi adesso in primo piano, adesso nascosto dietro una chitarra che con il suo tocco caldo con poche note saprà lasciare il segno sia durante la strofa e il ritornello, sia nel breve solista. Il basso è qui dovutamente essenziale: intelligente Cerquaglia a sapersi mettere un attimo più in disparte se il pezzo lo richiede. "Fairy Tale" è uno di quei pezzi da ascoltare e non da spenderci su troppe parole inutili.
Nel complesso "New Life" è un promo di ottima qualità, l'unica pecca, a mio avviso, è la scelta di inserire un brano come "The Power To Be" che risveglia l'ascoltatore dal bellissimo sogno prog nel quale si era immerso.
(Mr. X - Novembre 2004)
Voto: 9
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Sito Aura: http://www.auramusic.tk/
Sito MKM Promotion: http://www.mkmpromotion.tk/