AT WAR WITH SELF
Torn Between Dimensions
Etichetta: Free Electric Sound / Intromental
Anno: 2005
Durata: 50 min
Genere: progressive
Gli At War With Self sono un trio nato dalla volontà di Glenn Snelwar (chitarra, mandolino, e-bow, tastiere, programmazione), a cui si sono aggiunti Michael Manring (basso fretless, e-bow) e Mark Zonder (batteria). L'ultimo credo sia il nome più conosciuto tra i metallari, visto che ha fatto parte di Warlord e Fates Warning. Michael Manring è meno conosciuto tra i metallari (ha preso parte a qualche progetto di confine, tipo gli Attention Deficit), ma è uno dei bassisti più stimati a livello mondiale. Dei tre il meno conosciuto è sicuramente Glenn Snelwar, anche se il nome può tornare familiare a qualcuno di voi lettori, in quanto aveva partecipato alla composizione e alla registrazione di alcune canzoni del primo lavoro dei Gordian Knot. Il progetto è nato anche grazie alla collaborazione gestionale tra Glenn Snelwar e Ken Golden (proprietario della Laser's Edge, di cui la Free Electric Sound è una sottoetichetta).
L'album è interamente strumentale e contiene 10 canzoni. Lo stile si può definire a grandi linee come progressive, inteso come musica di ricerca e senza confini prefissati. Qui dentro possiamo sentire richiami al progressive anni '70, al jazz, alla musica classica del '900, al metal, alla musica latina... le influenze sono le più disparate. A grandi linee, se volete farvi un'idea dell'impatto superficiale di questo album, potete pensare al primo Gordian Knot. Un paragone fin troppo scontato, ma tant'è.
Le basi delle canzoni poggiano su quanto creato da basso e batteria. Zonder conferma di essere un batterista fantasioso e raffinato, le sue parti pur essendo difficili risultano fluide, piene di gusto e mai sopra le righe. Lo stile di Manring è ben riconoscibile, col suo fretless che suona parti melodiche. Manring non eccede coi virtuosismi, e cerca soprattutto di fare da spalla a Snelwar, il quale è il vero solista del trio. E' lui a dare il colore principale, a caratterizzare le canzoni. In questo album Snelwar dà sfogo a tutta la sua creatività ed ecletticità. A seconda delle situazioni mette in risalto la chitarra elettrica distorta, la chitarra acustica, il mandolino, le tastiere, oppure una sezione d'archi programmata. E d'altronde, visto che il progetto è suo, sembra ovvio che il ruolo principale nella musica se lo prenda lui.
La produzione è buona, ogni strumento ha il suo spazio e lo si riesce a seguire in maniera definita. Forse il mixaggio poteva essere reso meglio, visto che in certi punti le chitarre passano in secondo piano rispetto agli altri strumenti. La confezione è buona, si tratta di un digipack scarno (due fogli cartonati senza libretto) con l'artwork di Travis Smith.
Anche questo album resta sugli standard elevati della Laser's Edge. Si tratta sicuramente di un lavoro di alto livello, che necessita di molti ascolti per poter cogliere le varie sfumature. Per il mio gusto personale però devo dire che lo reputo un pelo sotto ad entrambi i lavori dei Gordian Knot: non si arriva alla perfezione formale del primo, e nemmeno all'impatto emotivo del secondo. A livello generale si tratta di un gran bel lavoro, altrimenti sarei stato più basso col voto. Ma considerando i musicisti coinvolti, devo dire che hanno fatto di meglio in altri lavori a cui hanno preso parte. Se li conoscete già, allora vi sarà venuta voglia di comprare questo CD appena letto l'inizio della rece. Se non conoscete per bene la loro carriera, allora vi consiglio di partire dai loro capolavori passati, e poi dirigervi anche su questo "Torn Between Dimensions".
(teonzo - Aprile 2005)
Voto: 9
Contatti:
Sito Glenn Snelwar: http://www.glennsnelwar.com/
Sito Michael Manring: http://www.manthing.com/
Sito Mark Zonder: http://www.markzonder.com/
Sito Free Electric Sound: http://www.lasercd.com/
Sito Intromental: http://www.intromental.com/