ATTIKA
When Heroes Fall

Etichetta: Prison Records (recensita la ristampa del 1993 della Massacre)
Anno: 1991
Durata: 45 min
Genere: Classic Metal / Epic


Questo è il secondo ed ultimo album dei metaller americani Attika, band formatasi nel 1986. Uscito a tre anni di distanza dall'omonimo primo lavoro, questo disco contiene inalterate le caratteristiche del precedente, anche se decisamente migliorate.
Il genere proposto è sempre un Heavy Classico pieno di Epicità, in bilico fra le soluzioni melodiche degli immortali Omen e dei Virgin Steele, che anche in questo frangente possiamo apprezzare in pieno, grazie al vocalist Robert Van War, simile in maniera incredibile a De Feis.
La partenza del disco è fra le migliori, con il riff Omeniano di "Filming The Tragedy / Silent Rage", veramente un grandissimo brano, con assoli degni del mitico Kenny Powell, tanta melodia e solennità a vagonate. Da urlo! Un unico appunto da fare, ma che poco influisce sulla musica, è un probabile errore nella track list. Non sono riuscito a spiegarmi perché nello stereo risultino due canzoni attaccate in un'unica traccia, finito il brano in questione ne parte un altro risultante sempre sulla canzone numero uno... perlomeno questo è quello che si vede nel display e che corrisponde nella track list, nove tracce esatte, né più né meno... mah! Comunque per convenienza chiameremo il secondo brano fittizio "Silent Rage", anche questo veramente bello ed entusiasmante, con un basso distorto che ha un vago sentore di Manowar vecchio stile.
La seconda traccia effettiva è invece "When Heroes Fall" e ripercorre in tutto e per tutto lo stile delle altre canzoni, con un vocalist decisamente ispirato. Ma è con "Hollow Grave" che parte un bel brano cazzuto... eheh... la classica canzone che ti fa esclamare "porca puttana", melodia/velocità/epicità da headbangin' guerrafondaio. La cosa che mi stupisce di più è la coerenza stilistica del gruppo, questi brani sono stati prodotti nel 1991, eppure il riffing è dannatamente ancorato nel 1984 o giù di lì, reso in maniera magnifica.
Subito dopo arriva tale "Deliverer" anche questa da urlo, cavalcata da corna al cielo per un altro brano che non lascia rimpiangere il precedente, l'ispirazione in questo disco era decisamente alta. "Seventh Sign" segue a ruota, bella anche se decisamente più calma, mentre il finale del disco viene affidato a "The Shame" e "Black Rose", quest'ultima una bella canzone lenta, Epica e triste.
In conclusione un gran bel disco Epico e metallico, nettamente superiore rispetto al primo, da cercare e da custodire gelosamente.
(Muad'Dib - Ottobre 2003)

Voto: 9


Contatti:
Attika
126 Mickler Drive
Ladson, SC 29456
USA
Mail: madjoe@worldnet.att.net




Il secondo album degli Attika mi piace molto più del primo. Un paio di canzoni sono veramente da goduria pura (per meglio dire 3, visto che includo la prima doppia, non si capirà mai perché nel libretto le han messe staccate e sul CD attaccate, boh), un paio sono buone, il resto è molto buono. Il discorso è il solito: se amate il metal anni '80 e cercate qualche chicca passata inosservata, allora segnatevi questo titolo.
(teonzo - Ottobre 2003)

Voto: 8.5