AT THE GATES
With Fear I Kiss The Burning Darkness

Etichetta: Peaceville
Anno: 1993
Durata: 45 min
Genere: Death Metal


Passò un anno appena e un nuovo disco degli At The Gates arrivò nei negozi. La band tornò ai Sunlight Studio di Stoccolma, dove era stato registrato anche "Gardens Of Grief", e si affidò nuovamente al genio di Tomas Skogsberg, che curò la produzione: il risultato si sente eccome.
"Beyond Good And Evil" ci mostra una band in forma smagliante. Il suono degli At The Gates si è fatto più aggressivo e scarno. La voce di Thomas Lindberg ora è abrasiva, vicina ai classici scream Death Metal, molto urlata e carica di rabbia.
"Raped By The Light Of Christ" inizia con una chitarra acustica, che per la prima volta compare in una canzone degli At The Gates. Il pezzo è un magistrale esempio di come una canzone Death deve suonare: chitarre taglienti come rasoi, una sezione ritmica demolitrice e un cantato folle. Dopo queste due brevi tracce è il momento di "The Break Of Autumn", il terzo capolavoro su tre canzoni per questo disco che non smette di piacere e stupire. E' incredibile come la band sappia sposare riff complessi, melodici e pesanti in una stessa canzone senza una minima sbavatura. La doppia cassa di Adrian Erlandsson polverizza ciò che ancora rimane da demolire. E se il break di chitarra acustica dà un po' di respiro, il finale della canzone torna ad essere trascinante e dannatamente coinvolgente.
E' la volta di "Non - Divine", basata su un mid tempo micidiale, annichilente. Thomas usa alcuni effetti per la voce, che appare filtrata in alcuni versi del testo. La sezione ritmica, ancora una volta devastante, è semplicemente da applausi. Ennesima riprova di quanto gli At The Gates siano stati inimitabili.
"Primal Breath" è la mia preferita del disco, nonché tra le migliori dell'intera discografia della band. Sempre assestata su tempi piuttosto ragionati, con una doppia cassa martellante, la canzone cambia nel mezzo, con un break terrificante, di una pesantezza inaudita, da far raggelare il sangue ad ogni ascolto. Semplicemente geniali gli arrangiamenti. Da segnalare che il testo consiste in una poesia dei Sioux.
"The Architets" è un pezzo molto veloce, dinamico, devastante, con una sezione ritmica da paura e le corde vocali di Thomas al limite; seguono poi "Stardrowned" e "Blood Of The Sunsets", che mantengono alta la tensione: veloci e brutali più che mai. E' quindi la volta di "The Burning Darkness", una breve canzone lenta e abbastanza strana, la più oscura del disco, e vede inoltre la partecipazione di Matti Kärki dei Dismember alle backing vocals.
"Even - Opening Flowers" è l'ennesima canzone veloce, con riff che vanno a pescare nel Thrash più estremo (vedi Slayer) ed altri che rappresenteranno i classici dei dischi seguenti. Notevoli anche gli assoli, in perfetta linea con il resto della canzone.
"Through The Red" è l'ultimo capolavoro del disco, che non si scosta affatto dalle precedenti. E' presente infine una brevissima ghost track, che non è altro che una cover di "The Nightmare Continues" degli inglesi Discharge, riproposta alla velocità della luce e con una voce inumana.
Che altro aggiungere? "With Fear I Kiss The Burning Darkness" è un disco fondamentale: 11 motivi per consacrare gli At The Gates alla storia. Di lì a poco Alf Svensson abbandonò i compagni, principalmente perché non condivideva l'evoluzione intrapresa in quest'album, e fondò gli Oxiplegatz. Al suo posto venne assoldato Martin Larsson, proveniente dagli House Of Usher, che con gli At the Gates rimase fino allo scioglimento definitivo della band.
(BRN - Luglio 2003)

Voto: 10


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Sito internet: http://www.atthegates.com/