AT THE GATES
Terminal Spirit Disease

Etichetta: Peaceville
Anno: 1994
Durata: 35 min
Genere: Death Metal


Il 1994 vede l'uscita dell'ultimo album per la Peaceville targato At The Gates (se si esclude la raccolta postuma "Suicidal Final Art"). In seguito alla dipartita di Alf Svensson i maggiori compositori diventano i fratelli Björler: tutte le canzoni portano la loro firma (tranne "The Fevered Circle", scritta da Anders in collaborazione con il nuovo arrivato, Martin Larsson), anche se, a detta di Lindberg, l'intera band ha lavorato come una vera squadra nella stesura dei pezzi.
Compaiono nel disco anche alcuni session, precisamente Peter Andersson (violoncello) e Ylva Wahlstedt (violino e viola). Nonostante questi nuovi innesti, il marchio di fabbrica At The Gates è sempre nitido: partendo da quanto fatto nel precedente "With Fear I Kiss The Burning Darkness", la band confeziona un album scarno e diretto, con canzoni più brevi, assestate su tempi piuttosto lenti e ragionati. Le radici Thrash, questa volta, sono meno evidenti che negli altri dischi, mentre le melodie risultano più raffinate e ricercate.
"The Swarm" inizia con un violino, viola ed un violoncello, ai quali si sovrappongono le chitarre e la batteria, con una doppia cassa vertiginosa, sempre in evidenza. Ritmiche assestate su tempi piuttosto cadenzati, intense melodie (magnifico anche l'assolo) e una voce straziante fanno di questo pezzo un ottimo biglietto da visita, tra le migliori canzoni mai scritte dalla band. Si tratta di un'evoluzione nello stile di "The Burning Darkness", presente nel disco precedente.
"Terminal Spirit Disease" prosegue con velocità più sostenute. Senza prescindere dalla melodia, questo brano risulta comunque d'impatto, alla maniera in cui gli At The Gates ci hanno abituato. "And The World Returned" è un magico intermezzo composto da chitarra acustica (si sovrappongono ben 6 linee!), violoncello e violino; questa composizione è stata scritta interamente da Anders Björler ed è caratterizzata da toni molto cupi, dovuti in particolare ai suoni gravi del violoncello.
"Forever Blind" è piuttosto veloce, ma ancora i riff sono venati di un certo gusto per la melodia, così come l'assolo di chitarra. Altro gran pezzo nel tipico stile At The Gates. "The Fevered Circle" è la canzone più lenta del disco (nonchè dell'intero repertorio della band), dall'incedere sofferente, trascinata da urla strazianti e cariche di sofferenza. Il testo vede la firma dell'ex Alf Svensson, accanto a quella onnipresente di Thomas Lindberg.
"The Beautiful Wound" torna a picchiare duro: assestata su ritmiche sostenute e supportata da una doppia cassa magistrale nel ritornello, vede anche la presenza di riff pesanti, più propriamente Thrash.
Le canzoni nuove terminano qua: le restanti tre sono tutte versioni live di pezzi ormai datati, uno per ogni capitolo della discografia della band, risalenti ad un concerto a Gotheborg del 6 febbraio 1994 in compagnia dei Carcass. La registrazione è comunque molto buona, davvero potente.
Si parte con "All Life Ends", presentata da un Lindberg indiavolato. La carica che il frontman riesce a trasmettere è palpabile, tanto che, in definitiva, grazie anche ad un'esecuzione impeccabile, il pezzo spacca addirittura più che su disco. Anche "The Burning Darkness" rende meglio in sede live, più dinamica e con un basso molto profondo. Un Thomas ancora più furioso introduce la splendida "Kingdom Comes". La doppia cassa di Adrian viaggia che è un piacere, mentre le chitarre riescono ad essere più incisive che su disco, grazie ad un suono più potente e graffiante.
"Terminal Spirit Disease" è, in fin dei conti, un ottimo album, anche se le nuove canzoni non sempre reggono il confronto con quelle del disco precedente. Davvero meritevoli, invece, le tre tracce live. La band non ebbe l'opportunità di promuovere l'album con un tour, cosicché concentrò tutti i propri sforzi nella stesura dei nuovi pezzi. E ne valse davvero la pena.
(BRN - Luglio 2003)

Voto: 9


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Sito internet: http://www.atthegates.com/