ATTACKER
Battle At Helms Deep

Etichetta: Metal Blade
Anno: 1985
Durata: 37 min
Genere: classic


Questa band è stata autrice di solo due albums, questo è il primo e bisogna sinceramente affermare che sebbene non sia un grandissimo album comunque non è da sottovalutare la sua buona qualità, in certi momenti ricorda i Judas Priest anni 80, suono granitico e chitarre ruvide, grezze, mai troppo tecniche, la voce è stridula e rabbiosa simile come attitudine a quella di Gallagher dei Raven, fra le canzoni è difficile scegliere quale sia la migliore. Nella prima facciata segnalerei The Hermit che dopo l'inizio apparentemente calmo della chitarra si scatena su sonorità quasi speed e dove la batteria è travolgente, The Wrath of Nevermore inizia con una trama chitarristica che si ripeterà per tutta la durata del brano interrotta da passaggi vocali e assoli chitarristici, Disciple deve molto ai Judas Priest per la sua struttura ed anche per lo stile vocale di Bob Mitchell, Slayer's Blade inizia con una chitarra tagliente e prosegue con una voce rabbiosa e cattiva, un brano malefico come il titolo presumeva, senza infamia nè lode Downfall. La seconda facciata è leggermente inferiore alla prima, l'iniziale titletrack forse come sonorità e la più epica del disco con le sue parti rallentate alternate  a parti più veloci,  Kick your Face forse è la song meno riuscita sa troppo di scontato e già sentito, con Dance of the Crazies la band ritorna a proporre un sound più originale ma forse meno graffiante dei brani precedenti cercando troppo l'aiuto dei cori, la conclusiva (Call on) The Attacker è suonata su tempi più veloci il cantante si prende la scena del brano per mostrare le sue doti vocali. Insomma un classico disco metal degli anni 80, dove le band cercavano di ritagliarsi un proprio spazio di popolarità all'interno di una scena discografica allergica al metal, purtroppo questa non vi è riuscita anche se meritava. I testi trattavano tematiche epic-fantasy e in certi brani anche abbastanza malvagie e cattive, orrendi i disegni della copertina,  ma come facevano a sopportare quello scempio? 
L'album mi è piaciuto immediatamente per la sua aggressività e ruvidezza, privo di passaggi ultratecnici e di una produzione pulita e anonima.
(metalchurch - Marzo 2002)

Voto: 7