A TORTURED SOUL
Kiss Of The Thorn

Etichetta: Eyes Like Snow / Northern Silence Productions
Anno: 2007
Durata: 47 min
Genere: heavy metal/dark metal


Da Milwaukee con furore non è il prossimo film di Van Damme, ma la provenienza e il carisma di questi cinque ragazzotti del Wisconsin che, passati due anni dalla demo "Tomorrow's Door", ci hanno dato dentro di brutto con il loro primo full-length "Kiss Of The Thorn".
Il bacio della spina punge e fa male!
Infatti, dopo aver sfiorato la funerea copertina dell'album, una goccia vermiglia uscita dal mio polpastrello finisce sul lugubre disegno raffigurante un angelo sopraffatto dalla furia di un demone infernale, un serpente gigante dalle fauci spalancate.
Ci vuole poco a capire la proposta musicale del gruppo: un heavy metal oscuro e tenebroso che strizza l'occhio ai Sentenced, caratterizzato da veloci sfuriate e da improvvisi cambi di tempo, sulla scia di gruppi quali Black Sabbath e Mercyful Fate.
Si parte con la granitica "Tomorrow's Door", un brano ben congeniato ed evocativo che, specialmente nella parte più lenta, rimanda alle atmosfere priestiane di "Sad Wings Of Destiny". Rick Black, infatti, è dotato di un timbro vocale cangiante e variegato e, mi ci gioco lo stereo, tra i suoi idoli di sempre ci sono senz'ombra di dubbio Rob Halford e King Diamond.
Alla posizione numero due della tracklist troviamo "Not Tonight", impreziosita da un riff molto melodico nel quale è racchiuso un breve solo di Nate Gorenc, chitarrista che nel corso dell'album saprà deliziarci con la sua tecnica e con sfoghi elettrici particolarmente melodici. Il brano però non brilla di originalità e, a lungo andare, non sviluppando nessun tipo di refrain, risulta fin troppo piatto.
Tocca al grandissimo riff di "Nocturne" a risollevare l'atmosfera dell'album. E tutto s'infiamma di nuovo! I continui cambi di voce di Black evocano dalle tenebre lo scuro spettro del Re Diamante, storica ugola dei Mercyful Fate. Bellissimo l'assolo di Nate Gorenc ottimamente supportato dalle ritmiche di Eric Gnant.
La seguente "Little Girl", preceduta da un intro doom, esplode in un killer riff molto coinvolgente per ammorbidirsi nella parte centrale. La base musicale del brano è dura come la pietra di una lapide nel gelo invernale ma, se precedentemente Rick Black aveva dimostrato una grande capacità nel modulare la propria voce, in questo caso il suo incedere risulta poco originale e la strofa non aggancia l'orecchio dell'ascoltatore. Peccato perché gli altri componenti della band sembrano aver scambiato gli strumenti musicali con un arsenale d'assalto!
Andiamo oltre. "Cut And Bleed" è un brano che spicca per la capacità dei musicisti di divertirsi con un plastico tira e molla lento-veloce sul filo del rasoio. E a questo proposito non posso non citare una band seminale finita nel dimenticatoio nel corso degli anni, i Witchfinder General, maestri nel mescolare NWOBHM a un tipo di doom tipicamente sabbathiano. Anche se si potrebbe lavorare un po' di più sulla melodia, "Cut And Bleed" scorre piacevolmente suggerendo immagini di anime oscure e tormentate.
Con "Altar of Sangria" non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Oops! Scusate... Volevo dire sotto la luna piena. Precisione strumentale, riff affilati e ottimo cambio di ritmiche fanno una della traccia numero sei un ottimo esempio di heavy metal oscuro e potente.
E' il momento della title-track, la martellante "Kiss Of The Thorn" che, con l'opener "Tomorrow's Door", costituisce probabilmente l'apice artistico di tutto l'album. Questo è un pezzo che picchia forte, dal ritornello profondo e rabbioso. Rick Black abbandona lo stile vocale alla King Diamond e ciò gioca a favore del disco che stava virando su sonorità troppo simili tra loro.
L'intro di "Parasite", brano sepolcrale e tetro, suggerisce immagini malinconiche di cimiteri abbandonati. Le tenebre si fanno più fitte e una leggera nebbia avvolge la luna tinta di rosso. Nella parte centrale del brano la musica rallenta per prepararsi alla sfuriata finale sospinta dall'ottima prova di Gorenc.
"The Chain" è un brano che non aggiunge nulla di nuovo alle tracce precedentemente proposte e, a dirla tutta, ci permette di parlare di alcune lacune del gruppo che, troppo chiuso all'interno del proprio genere, rischia di stancare. Le parti vocali di Rick Black hanno bisogno di una bella rinfrescata di melodia poiché, va detto, alcune volte il suo cantato non supporta come dovrebbe ciò che produce l'eccellente chitarra di Gorenc sempre in primo piano.
"13" è l'ultimo brano di "Kiss Of The Thorn". Sicuramente, guardandoli in faccia, i cinque del Wisconsin sembrano di tutto tranne che persone scaramantiche, ma che la band abbia voluto chiudere l'album con un titolo del genere per propiziare la sua uscita sul mercato è un ipotesi da non scartare. Dopotutto si fa di tutto per sfondare no? E noi, sicuri che gli "A Tortured Soul" possano eliminare i difetti descritti durante la rece, gli auguriamo di tornare a pungere di nuovo con un'altra velenosissima spina.
(Motley Skull - Dicembre 2007)

Voto: 6.5


Contatti:
Sito A Tortured Soul: http://www.myspace.com/torturedsoulmusic

Sito Northern Silence Productions: http://www.northern-silence.de/