ATHEIST
Piece Of Time

Etichetta: Active Records
Anno: 1989
Durata: 32 min
Genere: techno-death


Siamo all'inizio del 1989: da una parte c'era il movimento thrash, giunto quasi alla fine del suo splendore e con molti gruppi che rallentavano i ritmi aumentando la complessità delle canzoni; dall'altra parte c'era il nascente movimento death metal (i DEATH avevano pubblicato solo 2 album, ed i Morbid Angel e gli Obituary stavano per pubblicare il loro esordio), i cui gruppi facevano a gara a chi andava più veloce e faceva più casino fregandosene della tecnica. In mezzo a queste due tendenze sbucò fuori l'album d'esordio degli Atheist. I due demo precedenti erano piuttosto scarsi, e nessuno pensava che sarebbero potuti andare lontano... ed invece cosa combinano sti 4 matti? Se ne escono con un album velocissimo, tecnicissimo ed intricato come "Piece Of Time", dimostrando che si può andare veloci, essere cattivi e fare allo stesso tempo canzoni incasinatissime e difficili. Insomma, come "Energetic Disassembly" dei WatchTower rappresentò un punto di svolta per il thrash, così "Piece Of Time" rappresentò un punto di svolta per una parte del death, dando vita al filone del techno-death. Fine della premessa storica.
L'album comprende 9 canzoni, tutte sparate ed intricate, che non lasciano nessun momento di tregua a chi lo ascolta per la prima volta. Il punto di forza del gruppo è la sezione ritmica, composta da Steve Flynn alla batteria e dall'immenso Roger Patterson (R.I.P.) al basso. Questi due messi assieme fanno semplicemente paura... Flynn non avrà un tocco pulitissimo, ma riesce a tenere dei tempi incasinatissimi, senza mai ripetere un singolo passaggio e creando continui cambi di tempo, accelerazioni e rallentamenti; Patterson gli sta dietro senza problemi, riuscendo col suo enorme talento ad avere uno stile animale e allo stesso tempo tecnicissimo. Sommando questi due tizi si ottiene una sezione ritmica semplicemente disumana, sia per i passaggi impossibili che creano, sia perché riescono ad essere veramente violenti, basta sentire "Beyond" per stramazzare.
Poi ci sono i due chitarristi, Kelly Shaefer e Rand Burkey, entrambi mancini, che rispetto alla sezione ritmica sembrano più umani, ma è un'impressione relativa, perché anche questi due sono dei mostri! Macinano riff su riff, senza mai ripetersi e contribuendo a rendere le canzoni degli Atheist ancora più complesse e difficili da seguire. Oltre a questo sparano anche una bella serie di assoli, quindi cosa pretendere di più? Il cantato è ad opera di Kelly Shaefer, una metà via tra un growl ed uno screaming un po' rauco, e pure le parti vocali restano slegate dal resto della musica, non capirò mai come facesse il tipo a suonare la chitarra e cantare contemporaneamente su canzoni così incasinate...
La produzione dell'album è buona, è mixato molto bene ma i suoni non sono proprio il massimo della definizione. Insomma, leggendo che il produttore era Scott Burns e gli studi erano i Morrisound uno si aspetterebbe di meglio, ma non ci si può lamentare. La confezione è ottima, in particolare la copertina è stupenda, con una clessidra che contiene un orologio nella parte superiore ed il tempio di Stonehenge in quella inferiore.
Una nota a parte la meritano i testi: non sono di certo i tipici testi splatter-gore di un gruppo death, anzi, anche qui si sono differenziati essendo il primo gruppo death a scrivere testi impegnati ed intelligenti, i cui temi passano dalla politica alla religione (con l'ovvia dichiarazione "we are atheist as you can see").
Insomma, questo è un pezzo di storia ed è pure un album strafigo, ci sono molte più idee in questi 32 minuti che nella discografia completa del 95% dei gruppi in giro oggigiorno. Ed è la dimostrazione di cosa si possa fare basandosi solamente sul talento, visto che gli Atheist se ne sbattevano di tutto e di tutti, prendevano in mano gli strumenti e suonavano quello che gli usciva... e per creare canzoni del genere di talento ne avevano da vendere, basta sentire l'enorme salto in avanti fatto dall'ultimo demo... Ormai la prima edizione è fuori stampa da anni, esiste però una ristampa per il mercato americano che comprende anche i primi due demo, quindi se uno si impegna a cercare su internet la trova. Acquisto straconsigliato a tutti, sia per la qualità elevata che per la portata storica. Oltretutto piace anche a tutti i puristi del death, visto che qui non ci sono ancora le parti jazz che verranno aggiunte in seguito.
(teonzo - Agosto 2002)

Voto: 9.5


Contatti:
Sito internet: http://www.atheist-music.com/




Uno degli album della mia discografia a cui ho dedicato piu' ascolti, in cui e' forte l'influenza degli Slayer che pero' viene superata per dare inizio a un percorso totalmente fuori dagli schemi che tracimera' in "Unquestionable Presence" e si spandera' poi senza confini in "Elements". Questo primo lavoro e' duro e tirato, suonato da dio con dei ritmi che non lasciano un attimo di respiro all'ascoltatore. Non ci sono cedimenti in questo disco, ma il meglio sarebbe venuto con il lavoro successivo.
(Mork - Agosto 2002)

Voto: 8.5



Un commento banale come questo non lo leggerete più, ma il succo di questo disco è già stato perfettamente descritto dal teonzo con questo parole: "Insomma, questo è un pezzo di storia ed è pure un album strafigo, ci sono molte più idee in questi 32 minuti che nella discografia completa del 95% dei gruppi in giro oggigiorno. Ed è la dimostrazione di cosa si possa fare basandosi solamente sul talento". Ed era solo l'inizio aggiungo.
(Orion - Agosto 2002)

Voto: 9



Il mio album preferito degli Atheist, e non so neanche precisamente perché! Mi piace tantissimo anche il secondo (un po' meno il terzo), però questo mi prende maggiormente, probabilmente perché è quello più metal. Sulla incredibile tecnica dei ragazzi non si discute, ma comunque è bello sentire come questa venga utilizzata in modo super-intelligente, sfoggiandola nelle parti giuste e senza cagare fuori! Le canzoni migliori? Ma è ovvio: tutteeeeee!!!!
(Randolph Carter - Gennaio 2003)

Voto: 10 e lode