ASTROSONIQ
Speeder People
Etichetta: Suburban Records
Anno: 2006
Durata: 71 min
Genere: stoner
Voi credete nella legge di Murphy? Beh, io sì: è una delle costanti
immutabili dell'universo. E dato che, come è noto, tutti possono dare
un contributo nella crescita dell'opera di Murphy, oggi formulo il
primo "Assioma di Boodman": il tempo a disposizione per preparare una
recensione è inversamente proporzionale alla durata dell'album.
Più sono preso e più mi arrivano album lunghissimi! Prima un
doppio (splendido) album dei This Empty Flow, mentre adesso è la volta
dei settanta minuti abbondanti degli Astrosoniq, band olandese giunta
ormai al suo quarto full-length, dopo "Son Of A.P. Lady" (2000),
"Soundgrenade" (2002) e "Made In Oss" (2004). Il gruppo - formato da
Marcel Van De Vondervoort (batteria), Ron Van Herpen (chitarra, voce),
Erik De Vocht (basso, voce) e Fred Van Bergen (voce) - non può certo
essere tacciato di immobilismo, dato che la sua musica, ricca di
influenze e di contaminazioni, parte da una solida base stoner per poi
diramarsi nelle correnti più disparate, dal doom alla psichedelia fino
allo sludge metal. Bisogna dire, comunque, che l'opera non risulta
eccessivamente frammentaria o poco lineare: tutte le parti, anche le
più diverse, riescono a convivere senza fare a pugni, dando vita ad un
prodotto di sicuro interesse per tutti gli amanti delle sonorità poco
convenzionali. A voler essere pignoli, l'unico problema è che,
talvolta, la band esagera un po', inserendo forzatamente suoni
bizzarri, parti astruse e pazzoidi, rischiando di perdere di vista la
canzone vera e propria.
Il primo brano, "Red Glow", esplode nella sua pesantezza rallentata,
pescando a piene mani dalla tradizione doom, senza dimenticare una
calda componente southern in stile Down. Il pezzo è certamente buono,
anche grazie ad un bell'utilizzo di loop elettronici presi in prestito
dal migliore space rock, ma onestamente non si può annoverare tra i
migliori del lotto, tanto da lasciarmi stupito per la sua posizione in
apertura. Decisamente meglio, invece, la successiva "Gnifter", che
recupera l'energia e l'incedere dell'hard rock più viscerale, colpendo
nel segno.
L'alternanza di momenti doom e hard rock sono una delle principali
caratteristiche degli Astrosoniq, mostrata anche in altri brani
successivi, come "Color Hearted Guys, Like Us, Like It Loud!", "Six
Pack" o "Godeater!", tuttavia la musica della band non può esaurirsi in
questa dicotomia. La band riesce davvero ad essere eclettica e vitale,
aggiungendo partiture vicine al rock blues ("Lipstick Traces"),
accelerazioni ai limiti dell'hardcore melodico e del punk californiano
("Rocket Science") e divertenti contaminazioni funk ("Hot Chick").
Assolutamente degna di nota, poi, la splendida "Lonely Woman", un brano
jazz di Ornette Coleman, trasformato in un sulfureo brano jazz doom! Da
ascoltare!
Per concludere è doverosa una nota finale nei confronti di "Quadrant
EL6500 / It's Monster Surfin' Time", vera e propria suite manifesto
della musica degli Astrosoniq, che nei suoi 13 minuti raccoglie davvero
tutto il caotico mondo della band olandese, tra accelerazioni folli,
tastiere pop, voci di sottofondo e sovraincisioni assurde.
Insomma, forse questo lavoro non sarà perfetto, però ci sono un bel po'
di chicche davvero eccezionali, che rendono "Speeder People" un
acquisto gustoso per chi apprezza la musica fuori dagli schemi.
(Danny Boodman - Giugno 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Astrosoniq: info@astrosoniq.com
Sito Astrosoniq: http://www.astrosoniq.com/
Sito Suburban Records: http://www.suburban.nl/