ASTRAS
Maze Of Time

Etichetta: Stay Metal Records
Anno: 2009
Durata: 50 min
Genere: progressive power metal


Siete stanchi del solito prodotto power/symphonic-metal italiano, basato quasi esclusivamente sulla velocità supersonica della doppia cassa o sul virtuosismo di un vocalist che canta due dita sopra il pentagramma, sfidando le leggi dell'acustica? Bene, Astras potrebbe essere l'alternativa che fa al caso vostro. Sembrerebbe lo slogan di una televendita, ma questo "Maze Of Time" ha tutte le carte in regola per essere un album che si distingue nettamente dagli altri prodotti in questi ultimi anni, nel campo del metal italiano più o meno classico. Le ragioni sono, a mio parere, fondamentalmente due: la musica proposta da questa band toscana prende come riferimento album fondamentali come i primi due lavori dei Queensr˙che, o gli esordi di Heir Apparent, Exxplorer e Crimson Glory, vere e proprie pietre miliari del metal, che in questo ultimo decennio sono state un po' dimenticate. Quindi, anche se in effetti non vi è niente di nuovo o di inedito nelle soluzioni compositive di questa band, il risultato complessivo colpisce per la freschezza proprio perchè le orecchie non sono più abituate a queste soluzioni sonore, così comuni negli album che ho appena citato. La seconda ragione è dovuta al modo in cui questo album è stato concepito. Da anni la band collabora con Almanegra, una scrittrice italiana di Fantasy, alla scopo di sviluppare una saga in più episodi che ha come protagonista un personaggio dal nome Astras, da cui il nome della band. "Maze Of Time", vede, parzialmente, realizzato questo progetto, che prevede altri futuri episodi. Quindi sui testi di Almanegra, Alessio Mosti (chitarra e voce, ex-Athena), Bruce Di Pede (batteria), Mike Bertoli (chitarra) e Marco Gozzoli (basso) hanno costruito nove canzoni, sei delle quali raccontano una parte della storia di Astras, mentre tre sono ispirate ad un progetto più vecchio, nato originalmente in italiano. La "sinergia" che è alla base del progetto, per usare un termine molto di moda oggi, giova tantissimo alla continuità che si respira durante l'ascolto dell'opera, invitando a numerosi e più attenti ascolti.
Descrivere a parole le canzoni dell'album risulta molto arduo a causa della grande eterogeneità delle composizioni. Premettendo che tutte le tracce sono di ottima qualità, sia dal punto di vista compositivo che tecnico, indubbiamente "The Incredible Light" e "Maze Of Time" trasmettono un'energia superiore alla media, grazie a granitici riff di chitarra dal suono veramente potente e a cantati che comunque lasciano sempre uno spazio alla melodia, anche nelle soluzioni più complesse. Da sottolineare l'eccellente qualità del suono delle chitarre, nel quale, mi permetto di dire, si sente lo zampino della supervisione di Eugene Simone, chitarrista, compositore e produttore dei mai abbastanza elogiati Eldritch, una delle migliori band italiane di sempre. Particolarmente raffinata "Born To Fly", sia nelle melodie del cantato che nella ricercatezza delle varie parti chitarristiche, in perfetto stile prog-metal con tempi dispari e la batteria in gran spolvero nella parte centrale. Bella e coinvolgente la strumentale "Dark Minds", che come da copione offre il meglio di ogni elemento della band mostrandone la grande preparazione, senza però mai diventare una semplice sequenza di esercizi di tecnica. Negli episodi conclusivi particolarmente bella e suggestiva "Flashback", magistralmente interpretata dalla voce di Alessio, artista veramente completo, che pur essendo impegnato "a tempo pieno" con la sua chitarra, non fa mai rimpiangere la mancanza di un elemento che si occupi solo delle parti vocali.
Un album che ha avuto tempi di gestazione biblici e nato tra tante difficoltà, ma che merita in ogni sua nota e anche per la veste grafica molto curata (la faccenda dei produttori/direttori artistici che improvvisamente perdono ogni contatto con case discografiche e distributori per ritardare l'uscita di un CD è ricorrente e fa parte della vita artistica di quasi ogni band italiana...è ora che i signori di cui sopra aggiornino il "parco" scuse e pretesti a cui attingere per scaricare una band a cui non sono più interessati).
Dopo un primo capitolo così promettente, restiamo in attesa del seguito. Vogliamo sapere come finisce la storia di Astras, non potete deluderci.
(J.L. Seagull - Giugno 2010)

Voto: 8


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