ASTRA
About Me: Through Life And Beyond
Etichetta: Burning Star Records
Anno: 2006
Durata: 52 min
Genere: prog metal
Gli Astra si stanno ritagliando una buona fama in Italia. Prima come
tribute-band ufficiale dei Dream Theater, suonando anche con Jordan
Rudess in occasione del decimo anniversario del fan club, ora con il
loro nuovo CD, che tra alti e bassi riesce a essere un buon prodotto.
Suonato, prodotto e arrangiato in modo molto professionale, molto
appetibile sopratutto per i die-hard di un genere come il prog. Genere
questo che, secondo me, da dopo i Dream Theater si è talmente saturato,
da divenire ora quasi stucchevole ed in parte molto difficile da
digerire, visto che bastano un paio di controtempi e stacchi alla Dream
per autoblasonarsi prog, come se facesse fico.
Gli Astra, devo essere onesto, confezionano un lavoro buono, molto
buono sotto ogni punto di vista, ma con un enorme difetto, almeno per
il sottoscritto: si esaurisce subito. Oltre alle voci abbastanza
aggressive, anche growl in alcuni momenti (caduta di stile grandiosa)
ed il sound oscuro, la band non riesce ad impressionarmi più di tanto
se non in alcuni passaggi, molto più sperimentali di altri.
I primi tre pezzi, "Shadows From The Past", "Me Myself And I" e "Human
Being" scorrono abbastanza bene tra riffacci ispirati, controtempi e
ritmiche stoppate quanto basta per far male a qualsiasi metallaro con
la "M" maiuscola. Tutto gira alla grande ma se l'opener, con il suo
incidere minaccioso addolcito solo dalle tastiere, riesce a tenerci con
il fiato sospeso per qualche minuto, la seguente cade un po' nel
dejà-vu di purpleiana memoria con le ritmiche che fanno molto "Ted The
Mechanix". In più, la voce che non eccelle per fantasia interpretativa.
Inezie comunque visti gli arrangiamenti sempre sapienti e maestosi, che
caratterizzano anche la seguente traccia. "Resteless Sleep", con il suo
inizio da marcia trionfale, risulta una pregevole strumentale che
introduce alla seguente "From Father To Son", una buona ballad
pianistica, che si apre prevedibilmente a soluzioni più dinamitarde
nella parte centrale, senza però snaturare troppo gli accordi e le
tonalità utilizzate inizialmente. Trovo il pezzo molto alla Angra,
anche per l'interpretazione vocale ottimamente sentita e curata.
"Resurrection", dalle tonalità ultraribassate, si apre a soluzioni un
po' più inflazionate, dove le chitarre pesanti danno quella carica ai
riff che non può che farvi iniziare a sbattere la testa. Peccato per
quelle voci un po' growl di cui parlavo prima che rovinano il pezzo,
ovviamente solo in parte. La tastiera è sempre sugli scudi.
La successiva "Circles" non si sposta di una virgola dai parametri già
ampiamenti trattati nei pezzi precedenti. Chitarroni ultra compressi,
svariate linee vocali e molti chiaroscuri danno al pezzo quel feeling
cupo, che riesce ad impressionare alle prime battute, mentre in seguito
il tutto sà di già sentito. Per quanto posso apprezzare o meno le
soluzioni utilizzate dal gruppo restiamo sempre nella fase del
professionismo musicale, quindi sappiate che se il prog è uno dei
vostri generi preferiti e gli ultimi Dream Theater, quelli un po' più
"panterizzati", per capirci, vi piacciono da impazzire dovreste provare
anche a gettarvi sugli Astra, sia chiaro.
"Rebitrh", e sono ancora onesto, farà storcere il naso a molti, ma io
l'ho trovata la migliore del lotto. Esagerata in tutte le sue parti,
con gli arrangiamenti techno-elettronici nella prima parte della
strofa, ed ottima nel ritornello con scale di tastiera che si fondono a
riff perfettamente "schizzati". Lenta, veloce, cattiva, aggressiva,
pulita, magniloquente: ecco una serie di aggettivi che mi vengono in
mente ascoltando questo gioiellino, che mi rende orgoglioso di
condividere la nazionalità di questi ragazzi. Sicuramente uno dei pezzi
prog migliori mai scritti e suonati da una band italiana. Se solo
avessero osato un po' di più anche sul resto del CD...
"Hear My Words" ha l'oneroso compito di chiudere le danze e lo fa
in modo più che dignitoso, riassumendo in toto la band: un gruppo dalla
spiccata fantasia, che non ha paura di sperimentare e che molte volte
ama picchiare sodo come una vera heavy metal band che si sia anche
marchiata addosso l'effige "prog".
Promossi a pieni voti, ovviamente, anche se la voglia del
sottoscritto di tornare a sentire il CD si è esaurita forse troppo
brevemente. Questo è il prog: o lo si ama alla follia oppure dopo la
prima sbornia, lo si evita come la peste.
(Hellcat - Dicembre 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Astra: info@astraprog.com
Sito Astra: http://www.astraprog.com/
Sito Burning Star Records: http://www.burning-star.net/