ASTAARTH
Gloria Burgundia
Etichetta: Blood Fire Death Productions / Twilight Vertrieb
Anno: 2007
Durata: 57 min
Genere: black/pagan/folk metal
I gruppi dediti al pagan/folk metal sono tantissimi e, come sappiamo,
provengono dai paesi più disparati. Spesso e volentieri, musica e testi
sono ispirati alla loro nazione d'origine. Ma molti di loro non si sono
limitati a cantare del passato della loro terra in senso generale: più
volte è capitato che un gruppo dedicasse la sua musica limitatamente
alla propria regione. E questo è il caso dei francesi Astaarth, che
dimenticano il concetto di Francia come nazione moderna, e tantomeno
guardano ai galli come ad un retaggio che ancora muove i loro
sentimenti. No, l'album si intitola "Gloria Burgundia" ed i musicisti
stessi si sentono burgundi, e non francesi. Questa regione, che come
ducato ha vissuto un periodo di indipendenza e di fortuna, è visto
dagli artisti come unica e differente da quanto la circonda.
Dieto al nome Astaarth si celano due musicisti: Lord L-Moloch
(voce, ex Baphomet's Throne) e Lord Goudebaud (tutti gli strumenti).
Per la realizzazione di questo "Gloria Burgundia", il duo ha goduto
delle prestazioni di svariati ospiti, tutti impegnati su strumenti
particolari quali violino, organetto, fisarmonica, percussioni, flauto,
cornamusa. C'è anche una cantante ed un coro.
Da queste note sembra che gli Astaarth abbiamo voluto fare le cose
in grande, e probabilmente le intenzioni erano proprio quelle. Il
lavoro è stato realizzato in un lungo periodo tra il 2005 ed il 2006.
In quest'album il duo ha cercato di sfruttare al meglio la propria
esperienza, mettendo a frutto gli insegnamenti conseguiti suonando con
altre band, e in base alle reazioni ottenute dai due demo "History Of
Our Yesterday's Empire" (1998) e "Golden Age Of A Dead Empire" (2002).
Tutto questo, a che risultati ha portato? Beh, dal punto di vista
della presentazione, e come primo impatto, gli Astaarth non hanno
lesinato a spese sfornando un libretto di dodici facciate dai caldi
colori giallorossi. In ogni pagina si trovano sia i testi (in inglese e
francese) che tante belle immagini e foto. Il libretto è completo e la
copertina, con quel castello stagliato contro un caldo tramonto, è
bellissima.
Per quanto riguarda la musica, beh... mettiamola così: Lord
Goudebaud ce l'ha messa tutta suonando chitarre elettriche ed
acustiche, basso, spinetta, tastiere, batteria, cornamusa irlandese,
tamburino, scacciapensieri, banjo, eccetera. Ed ha anche scritto
canzoni di qualità, talvolta un po' lunghe ma di sicuro effetto. Però,
ahimè, la qualità di registrazione è così scadente che tanto lavoro
risulta terribilmente penalizzato. Attenzione, non parlo di qualità
scadente per la nitidezza, anzi la pulizia del suono è OK. Purtroppo la
musica manca di profondità. La sezione ritmica è così fredda e distante
da sembrare il frutto di una drum-machine mal registrata. Il basso si
sente pochissimo e tutti i suoni sembrano mancare di qualcosa.
L'ascoltatore può godersi tutta una serie di trovate, ma non può
sentirsi coinvolto da una musica così impersonale, distante ed
inespressiva. Le qualità dei musicisti non c'entrano, è proprio la resa
sonora finale che non va. Tante volte mi sono chiesto: "Chissà come
suonerebbe questo CD suonato da un gruppo vero e proprio", oppure:
"Chissà che effetto avrebbe con una registrazione più potente". Eh già,
mancando di potenza e di impatto, questa musica non è più che una mera
colonna sonora.
E questo è un peccato, perchè come ho scritto sopra le canzoni sono
complesse ma al tempo stesso godibili. Da una base black/pagan, i
musicisti danno sfogo a tutta un'ispirazione genuina che li vede
flirtare pesantemente col folk. A volte ripropongono delle musiche
tradizionali burgunde, altre volte lasciano che sia il loro istinto a
creare trame musicali folkloristiche o medievaleggianti, forse non
proprio legate al passato della loro terra, però idonee allo scopo. In
parecchie occasioni mi hanno riportato alla mente i Nokturnal Mortum
più allegri, ma sicuramente meno istintivi. Ogni composizione è ricca
di sentimenti eroici, resi palesi da testi forse un po' troppo
"faciloni", e che riescono ad evocare più un sorriso che un vero
sentimento epico.
Che considerazioni si possono trarre da tutto ciò che ho scritto?
Beh, che probabilmente gli sforzi dei due musicisti sono stati un po'
rovinati da una resa sonora scellerata, e che è più facile guardare
agli Astaarth con simpatia piuttosto che con ammirazione. Ciò è un
peccato, ripeto, perchè le composizioni sono ottime e gli arrangiamenti
mostrano una competenza superiore alla media. Questo però non basta,
perchè "Gloria Burgundia" è un album, ed ha visto la luce dopo due
demo. Ed uno dei due musicisti ha anche alle spalle un'esperienza con i
Baphomet's Throne, quindi non si tratta di due ragazzini alle prime
armi. Si poteva fare di più, perchè allo stato attuale "Gloria
Burgundi" è un lavoro riuscito a metà. E se in un demo posso sorvolare
su un missaggio scadente, su un album proprio no. Proprio perchè
penalizza il gran lavoro svolto da Lord Goudebaud e Lord L Moloch.
(Hellvis - Agosto 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Astaarth: astaarth@yahoo.fr
Sito Blood Fire Death Productions: http://www.bloodfiredeath.org/
Sito Twilight Vertrieb: http://www.twilight-vertrieb.com/