ASIA
Fantasia – Live In Tokyo
(2CD)
Etichetta: Eagle Records / Edel
Anno: 2007
Durata: 105 min
Genere: rock/AOR
Dopo una reunion nella formazione originale, un tour di successo in
tutto il mondo e un'occasione ghiotta come il 25° anniversario del
primo disco, non poteva assolutamente mancare una testimonianza live
per i redivivi Asia, tornati alle luci della ribalta nell'ultimo anno.
Devo dire che, essendomi perso per un soffio (leggesi 'sfiga
cosmica') la calata italica del quartetto, ero davvero curioso di
sentire quantomeno su disco cosa fossero in grado di creare questi
quattro nonnetti del rock, che, nel caso qualcuno ancora non lo
sapesse, sono tutti e quattro dei giganti che hanno militato in band di
rilievo mondiale: Geoffrey Downes, il tastierista che ha continuato a
guidare la nave Asia nell'ultimo quarto di secolo, aveva già avuto il
suo successo con i Buggles; il batterista Carl Palmer era uno dei
pilastri degli ELP; il chitarrista Steve Howe è universalmente
conosciuto per la sua straordinaria carriera con gli Yes; mentre John
Wetton, nel suo doppio ruolo di bassista e cantante, ha segnato una
delle ere più belle della storia dei King Crimson.
Insomma, la reunion degli Asia mi sembrava una bella occasione, sia per
sentire i classici del gruppo e sia per vedere in azione degli
strumentisti di prim'ordine. Ebbene, da una parte le mie aspettative
non sono state deluse, ma dall'altra devo dire di essere rimasto un po'
insoddisfatto. In "Fantasia - Live In Tokyo" di certo non mancano i
classici e senza dubbio la performance tecnica del gruppo è (quasi)
ineccepibile, eppure c'è qualcosa che non funziona, qualcosa che, a
conti fatti, non riesce a farmi entusiasmare durante l'ascolto.
Prima di spiegarmi, però, vale la pena di entrare un po' più nel
dettaglio per vedere cosa potrete trovare in questo doppio CD: la
scaletta del concerto, infatti, era composta dal primo album, "Asia",
suonato nella sua interezza, più una buona selezione di brani dal
secondo, "Alpha", e alcuni pezzi tratti dalle rispettive carriere dei
singoli musicisti.
Veniamo, quindi, al punto: per quanto riguarda i brani degli Asia,
devo dire che, nonostante l'ottima esecuzione, quello che sembra
mancare al gruppo è un po' di verve. Le canzoni vengono suonate con
perizia ma sembra proprio che, con il passare dell'età, questi quattro
musicisti non siano più in sintonia con l'appeal pop delle loro vecchie
hit. Sembra un po' di vedere dei campioni che tornano sulle scene dopo
anni di silenzio e, nonostante l'affetto, si sente il respiro affannoso
e la fatica degli anni trascorsi. Non è un caso, infatti, se i brani
più riusciti siano proprio quello meno saltellanti, dove ci si può
gustare gli arrangiamenti di classe preparati dai musicisti. Un brano
come "Don't Cry", infatti, intelligentemente riarrangiato in chiave
acustica, convince in pieno, mentre molte altre hit del gruppo
(compresa la celeberrima "Heat Of The Moment") sembrano viaggiare con
il freno a mano.
Un discorso a parte, invece, va fatto per i brani 'solisti' dei
quattro. Per primo troviamo "Roundabout", uno dei maggiori successi
degli Yes, e qui le cose si fanno problematiche: Downes, pur essendo
meno tecnico di Wakeman riesce a cavarsela, ma chi arranca davvero sono
Palmer e Wetton. Il primo, infatti, non può assolutamente competere con
l'eleganza di Bruford, mentre il secondo, avendo un timbro
completamente diverso, non si sente a proprio agio a cantare un brano
pensato per il registro alto e celestiale di Jon Anderson.
Dopo un breve assolo acustico di Steve Howe, "Intersection Blues", si
passa ad omaggiare gli ELP con "Fanfare For A Common Man". Qui il
risultato è decisamente migliore, con tutta la band perfettamente a suo
agio in una rivisitazione ineccepibile sotto ogni aspetto.
Lascia perplessi, invece, la scelta del gruppo di eseguire "In The
Court Of The Crimson King", un pezzo del primo album dei King Crimson
che non appartiene al periodo Wetton. L'unica spiegazione che mi viene
in mente è legata ad un'altra collaborazione di Wetton realizzata
qualche anno fa con l'ex-Genesis Steve Hackett e con Ian McDonald, il
flautista dei King Crimson: durante quel tour, infatti, Wetton si
ritrovò a cantare questo brano che, evidentemente, ha deciso di
riproporre anche con gli Asia. Resta il fatto che una "Starless" o una
"Easy Money" avrebbero fatto la loro bella figura.
Naturalmente non poteva mancare la hit dei Buggles, "Video Killed
The Radio Star", che, anche in questo caso, lascia qualche perplessità,
privata del sua carica dance e ultra-pop tipica degli anni '80.
Insomma, a conti fatti questo live non è malvagio, si lascia
ascoltare con piacere ma, tutto sommato, è indirizzato solo ai fan più
accaniti degli Asia. Chi non conoscesse il gruppo o le band da cui
provengono i quattro musicisti farebbe meglio ad orientarsi sulla
produzione classica di questi artisti.
(Danny Boodman - Settembre 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Asia: http://www.originalasia.com/
Sito Eagle Records: http://www.eaglerockent.com/
Sito Edel: http://www.edel.it/