ASHES TO ASHES
Cardinal VII
Etichetta: DVS Records
Anno: 2002
Durata: 59 min
Genere: heavy/gothic metal
Una buona chimica, ecco la chiave di tutto. Con alle spalle decine e decine
di stili, strade battute, modelli dal massiccio peso storico, preme, oggi
più che mai, la ricerca dell'originalità attraverso la commistione di più
influenze, possibilmente distanti tra loro. Muoversi in maniera trasversale,
ecco la ricetta per l'ossigeno puro, in soldoni ciò che il nostro amato
genere necessita più che mai. Se da una parte le nuove leve si lasciano
facilmente attrarre da facili scimmiottamenti, spesso economicamente
fruttuosi, ma alla fin fine fallimentari, dall'altra è un sollievo
constatare come certe band abbiano inteso l'urgenza di sbattere la qualità
prima della pecunia nel loro manuale del giovane musicista.
I norvegesi Ashes To Ashes, con questo loro secondo lavoro (e primo per DVS
Records), si autodefiniscono 'Gregorian Metal', tanto per avvalorare quel
benedetto desiderio di singolarità, ma è solo un inizio come tanti nel
descrivere la posologia del loro sound. Sono le tinte scure a dominare, un
doom/gothic malinconico, dalle atmosfere dilatate ed ombrose, ritmi lenti e
cattivi presagi. Ma per non smentire appunto quella maniera di porsi
diagonalmente rispetto alle varie scene, sono la velocità, il ritmo
sostenuto, il groove, energico, dinamico, come il buon heavy/thrash insegna,
a penetrare ripetutamente quel fosco fluire. Come se questa attrazione degli
opposti non bastasse, in un misurato alternarsi di aggressione e
distensione, la dottrina dell'obliquità è ulteriormente impreziosita da una
chiara impronta sinfonica, la quale, con i Therion che spiano dall'uscio
della sala di registrazione, sa circondarsi di un feeling epico ed
evocativo, che marchia a fuoco un po' tutto il disco. "Cardinal VII" appare
così consistente, ben bilanciato dal punto di vista formale, ma ciò che
sembra scarseggiare è la capacità di uscire da certi schemi di maniera (a
volte vari solo per accostamento più che per amalgama), e quell'occasionale
tappeto ritmico simil-prog su cui talvolta si costruisce il pezzo, non
appare ancora sufficiente per emergere dalla boscaglia. La rotta intrapresa
è quella di un carattere proprio e distintivo: per concretizzarlo, diventa
indispensabile un azzardo ulteriore, in modo da allontanarsi davvero da ogni
generico dettame scolastico.
Come detto, i primi Therion rappresentano un facile tassello nei riferimenti
con cui circoscrivere la band, al pari di Memento Mori, Iced Earth e
Anathema. E sono proprio gli ultimi Anathema che balzano alla mente per
certe linee vocali, per altro indovinate (come nella lunghissima "Sic Transit
Gloria Mundi", a tratti un po' dispersiva), con un cantato
'multi-stratificato' che tocca il parlato e il pulito (dove Kenneth Brastad
dà il meglio di se), mentre le 'harsh' vocals non risultano mai efficaci. Le
tastiere, senza essere eccessive, giocano il loro ruolo nel conferire
un'aura solenne al pari dei cori, ed insieme possono giustificare quel pur
indicativo 'Gregorian Metal'. Una lodevole miscela di caratteristiche
insomma, ma alternativamente efficaci ed emozionanti, così come stucchevoli
ed ordinarie; nessun pezzo è un definitivo manifesto del loro suono, come se
le idee vincenti fossero state dosate lungo i vari brani. Gli Ashes To Ashes
si ritrovano in mano delle buone carte, ma la strategia di gioco è da
ottimizzare. Dimostrano di sapersi concedere ad accelerazioni dinamiche,
coinvolgenti (in "New World Obscure", che mette in mostra quel che sarà un
ottimo solismo - mentre i mid-tempo non attraggono granché -, o nel vertice
finale di "Dualism" dove è distillato talento a piccole dosi), così come ad
atmosfere ricche di pathos, senza nessun leziosismo ("Truth On Scaffold"),
così come a discese nei bassifondi umorali delle ambientazioni più tristi
(dove però lo spettro degli Anathema si muove indisturbato). E sono
frammenti davvero convincenti, poco dopo smentiti da idee convenzionali.
Non ci si deve accontentare in sostanza: con una proposta che giustamente
vuole essere pluri-articolata, diventa fondamentale non solo quel pescare
elementi da più scuole, ma saperli fondere secondo personalità, lontano da
ogni facile schematizzazione, in modo da far brillare compiutamente le
solide capacità che "Cardinal VII" mette in luce.
(Orion - Agosto 2002)
Voto: 7
Contatti:
Sito Ashes To Ashes: http://www.atoa.net/
Sito DVS Records: http://www.dvsrecords.com/
Buon album, anche se dispersivo... il termine "gregorian metal" serve a dare una piccola idea del loro stile, spesso si ha la sensazione di stare ad ascoltare dei canti gregoriani rivisti in chiave metal. Ci sono alcuni spunti molto belli, ed altre parti che annacquano l'album. Per ora gli Ashes To Ashes hanno fatto un buon album, in futuro spero che riescano a perfezionarsi e ad emergere dalla massa.
(teonzo - Agosto 2002)
Voto: 7