ASGAARD
Ad Sidera, Ad Infinitum
Etichetta: Mystic Prod. (recensita la ristampa della Metal Mind Rec. del 2003)
Anno: 2000
Durata: 40 min
Genere: atmospheric dark metal
"Ad Sidera. Ad Infinitum" è il secondo album dei polacchi Asgaard. E' anche il primo con il nuovo cantante, Przemyslav Olbryt, che sostituisce la partente Margaret. Questo avvicendamento ha rappresentato ben più che un semplice cambio di line-up. La scelta di adottare una voce maschile ha anche definito una decisa svolta stilistica. Abbandonati i panni di doom/gothic band, gli Asgaard si sono dedicati al black d'avanguardia. E' sintomatico che questo sia avvenuto attorno al 1997, l'anno di "La Masquerade Infernale" (Arcturus) e dell'esordio dei Solefald. Soprattutto l'influenza dei primi è onnipresente nel corso di "Ad Sidera, Ad Infinitum".
Facciamo un passo indietro. Il fondatore della band è il chitarrista Bartolomiej Kostrzewa. Formatisi nel 1994, l'anno successivo hanno inciso il demo "Excellent Darkness Art". Come scritto in precedenza, il loro stile originario era un doom/gothic arricchito di passaggi folk. Dopo molti cambi di line-up, gli Asgaard esordiscono con il full-length "When The Twilight Set In Again" nel 1997. Il resto della storia è già stato scritto in precedenza.
Attualmente la line-up è la seguente: il membro fondatore e chitarrista Bartolomiej Kostrzewa, il cantante Przemyslaw Olbryt, la violinista Honorata Stawicka e Wojciech Kostrzewa alle tastiere. La sezione ritmica vede Jacek Monkiewicz al basso e Roman Golebiowski alla batteria. Alla registrazione di "Ad Sidera, Ad Infinitum" partecipa anche il secondo chitarrista Pawel Wozniak, il quale se ne andrà poco tempo dopo.
Il disco si apre con una breve ouverture di tastiere. Su un tappeto d'archi, la melodia malinconica di un pianoforte. Questa introduzione porta il titolo di "Sadness Of Stony Angel".
E' la batteria che introduce "The Way Of The Secret Rapture", la prima vera canzone di "Ad Sidera, Ad Infinitum" (da ora ASAI). Immediatamente, la band entra al gran completo. Le tastiere sono pompose e la chitarra si limita a fraseggi d'accompagnamento. La voce di Olbryt è il classico strillo black. Dopo questa prima parte in mid-tempo, il brano improvvisamente accelera. Il cantante alterna le vocals precedenti con il cantato pulito. La struttura di questa canzone è composita, l'arrangiamento è complesso e sofisticato: tutte queste sono caratteristiche tipiche degli Asgaard. "The Way Of The Secret Rapture" passa con naturalezza da cavalcate quasi power a momenti di calma; il cantante interpreta bene i vari momenti, con rabbia o con passione. L'influenza degli Arcturus è indiscutibile, certi passaggi sembrano presi di peso dalla band norvegese. E' evidente però che il passato gothic non è stato dimenticato: la seconda parte della canzone ricorda in più di un frangente i Moonspell di "Irreligious".
Il secondo brano si intitola "Mon Ange". Il suo sottotitolo è "Per Aspera Ad Astra". Qualcuno vuol mettere in dubbio l'effettiva adorazione che i polacchi provano per gli Arcturus?! "Mon Ange" è un brano più aggressivo del precedente. Molto belle le melodie intessute dalle due chitarre e sostenute dalle tastiere. Sicuramente il songwriting e l'abilità tecnica degli Asgaaard sono superiori alla media. Alla luce di queste qualità, mi intristisce dover constatare quanto siano derivativi in alcuni frangenti! Questo ASAI è del 2000: presto recensirò il loro nuovo album e vedremo se saranno riusciti a personalizzare di più il loro suono.
"Love... Blood... & Eternity" è caratterizzata da bellissimi dialoghi tra tastiera e chitarre. Il cantato pulito di Olbryt è molto particolare, un po' goffo, ma almeno gli permette di non assomigliare troppo a Garm o a ICS Vortex. Bellissima la parte centrale: appassionata, suadente e risoluta. Tutto questo grazie al gran lavoro di Wojciech alle tastiere. Questa canzone è un classico brano gothic, contaminato però da atmosfere dark e "spaziali".
Quanto ascoltato nelle prime tre tracce si ripete in un modo o nell'altro in ciò che resta del CD.
Finalmente il violino fa capolino nelle lente battute iniziali di "I've Brought A Flower For You... For Us". Proprio l'utilizzo dello strumento ad arco nelle parti più lente sembra un'evidente omaggio ai My Dying Bride. Per fortuna il brano prosegue su binari più bizzarri, si ravviva e in alcuni momenti sfiora quasi il genio. Senz'altro una grandissima canzone anche se derivativa fino al midollo. Molto ben arrangiata.
"...About Love" presenta sovraincisioni di voci in gutturale e in falsetto, mentre la melodia è condotta dalla voce pulita del cantante. Come nei brani precedenti anche in questo caso la canzone è complessa, ricca di effetti e di differenti stato d'animo. L'atmosfera è sempre malinconica, forte di un senso di pentimento. Il tutto in perfetta linea con le parole dei testi. Le classiche storie di angeli caduti e amori proibiti tanto care a chi ama questo genere di musica.
La conclusiva "Let Me Die" è molto evocativa. Come al solito l'arrangiamento è impeccabile. La canzone procede sui binari delle precedenti composizioni. Traccia e CD si concludono su suoni di tastiera molto suggestivi.
In conclusione ASAI è un bell'album che ci mostra una band molto preparata. E' doveroso anche precisare che gli Asgaard sono ancora alla ricerca del proprio suono e di una propria identità. Sul loro foglietto di presentazione hanno scritto, quasi con stizza, che molti li hanno paragonati agli Arcturus. Beh, purtroppo per loro è vero, nel bene e nel male.
Vedremo se nei lavori successivi hanno finalmente trovato la loro strada. Nel frattempo, ASAI è vivamente consigliato a tutti gli amanti del black d'avanguardia, del dark metal atmosferico o di comunque vogliate chiamare questa suggestiva forma di espressione musicale. Ascoltatelo: le canzoni sono tutte belle e la produzione è professionale.
Se volete scaricare degli mp3 potete trovarli nel loro sito internet. Purtroppo è in polacco ma con un po' di intuitività riuscirete a trovare tutto ciò che vi occorre.
(Hellvis - Aprile 2003)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail: asgaard@the.evil.name
Sito internet: http://asgaard.art.pl/