ARVINGER
Helgards Fall
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 44 min
Genere: black metal
Questi Arvinger si sono formati nel 2001 e dopo aver ricevuto commenti
positivi in relazione ad alcuni mp3 che avevano messo a disposizione in
rete, hanno deciso di pubblicare questo album, intitolato "Helgards Fall".
Sono norvegesi e fanno black metal. Che novità, eh? I magazine metallari, ma
anche quelli di cronaca nera, sono pieni di notizie su band black metal
norvegesi...
Anzi, ci terrebbero che venisse fatta una distinzione ed il loro venga
definito viking/black metal. Che novità, eh? Dopo che questa 'idea geniale'
è venuta agli Enslaved (o, meglio, ai Bathory!) tutti sono pronti a
dichiararsi 'vikinghi' e/o 'pagani'...
Le loro anime sono devote a Cristo, e tutti i loro testi (ovviamente in
norvegese) si basano sulla Bibbia. Orca!!!! Questa sì, che è una novità!!...
C'è un che di perverso nell'avere a che fare con un gruppo di black metal
norvegese che si dichiara 'vikingo' (e quindi pagano!) ed è inserito nel
circuito cristiano, tanto da vantare recensioni (chiaramente positive) in
siti da nomi sinistri quali christianpunk.com o metalforjesus.org!!...
Questo è vivere una vita piena di rischi, altro che Burzum!!
Ma, a parte queste note folkloristiche, il disco com'è? Black metal, più
metal che black. Sì, cioè, aldilà di facili umorismi sulle tematiche, gli
arrangiamenti sono molto heavy metal. Il marchio black metal è comunque
garantito soprattutto dalla voce di Djerv (Hauk, l'altro musicista tuttofare
del duo, si occupa di tutto il resto) e dal sound, rigorosamente freddo ma
purtroppo anche deboluccio e 'macchiato' da tastiere troppo morbidose!
Il disco parte con "Ut Fra Havn...", un brano troppo banale e troppo soffice
nella sua finta violenza, il che purtroppo pregiudica l'ascolto... Se il
disco fosse partito con la seguente "I Skogens Morke..." sarebbe stato molto
meglio: si tratta infatti di un brano molto più interessante, con bei
passaggi di chitarra acustica e violino, che si rifanno alla musica
tradizionale nordica, un po' come faceva Satyr da giovane! Qua e là
nell'album fanno capolino delle voci femminili e dei momenti interessanti.
Però c'è qualcosa di sbagliato in tutto questo: cosa vuol dire quando sono
più belli gli stacchetti e i passaggi che i riff portanti, che invece sembra
vengano fuori dall'uovo di pasqua, da quanto sono banali?! Non lo so. In
certi momenti sarei tentato di dare un voto migliore a questo disco, ma poi
mi rendo conto di quanto domani di questo disco non m'importerà più nulla,
quindi...
(MoonFish - Novembre 2003)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: hauk@arvinger.com
Sito internet: http://www.arvinger.com/