ART OF FEAR
Pride Of Creation (MCD)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 20 min
Genere: 80's Power/Thrash


Chi l'avrebbe detto? Anche l'Austria ha un suo bel gruppetto di Power Metal nel vero senso della parola: quello senza tastiere, coretti infantili e nessun compromesso! Sto praticamente riportando ciò che ho letto nella biografia e in cui mi trovo totalmente d'accordo.
Questo MCD autoprodotto di quattro tracce rende pienamente l'idea di cosa voglia dire suonare Power Metal nella tradizione degli anni '80, la potenza del Thrash Metal unita alla melodia del Classic Metal, in un bilanciamento fra le due cose che è raro trovare oggigiorno.
"Pride Of Creation" è il terzo lavoro della band, attiva ed in costante fermento già dal 1997. Tutti i quattro brani sono piuttosto buoni e prodotti ottimamente, con un bel suono ruvido e ottantiano, chitarre graffianti e riff di impatto, a tratti piuttosto thrash, sullo stile di quello che i primissimi Metallica si sono ormai scordati di aver fatto.
La prima traccia "Against The Law" ha un bel tiro, rimane su un mid tempo anche se il riff ha un andamento speedy, la voce del vocalist Thomas Cassan è buona, stridula e anche questa decisamente anni '80, a tratti pare di sentire qualcosa degli OverKill quando la velocità aumenta un pochino. In generale posso accostare questo cantante a S.L. Coe degli Scanner / Angel Dust, giusto per dare un'idea più dettagliata per coloro che seguono un certo tipo di Power Tedesco vecchia scuola.
Il secondo brano "Pride Of creation" accentua ancora di più queste caratteristiche, decisamente Speed Metal, ma con la melodia mai pacchiana a creare una buona atmosfera. Proseguendo nell'ascolto troviamo "BraveHeart", che ovviamente parla di William Wallace, cosa riscontrabile anche dalle cornamusa iniziali e dagli spezzoni presi dall'omonimo film. Il brano parte come una classica ballad triste, scoppietta verso la fine ma secondo me non riesce a decollare del tutto, il refrain non è particolarmente entusiasmante, nonostante il resto sia buono.
Chiude infine "Living On The Razors Edge", con delle ritmiche massicce e un ritornello anche questo old school, pare di sentire i Saxon vecchia maniera, tutto insomma decisamente ben fatto ed ineccepibile sia tecnicamente che qualitativamente, anche se molto spesso un po' più di originalità non avrebbe guastato...
Inoltre vorrei soffermarmi un attimo sempre sul cantato, che secondo me in più occasioni è un po' sguaiato e spesso e volentieri non azzecca i punti giusti durante le estensioni... non parlo della sua timbrica di base, che come ho già detto mi piace, ma è proprio un difetto udibile e secondo me migliorabile (ma dietro il mixer non ci stava nessuno a correggere ste cose?!), penso che sulle tonalità più basse e grintose questo cantato renda molto di più.
In definitiva un buon lavoro, è prevista l'uscita di un full length ed il gruppo è alla ricerca di una label che lo produca, sono curioso di seguire gli sviluppi di questi Art Of Fear!
(Muad'Dib - Novembre 2003)

Voto: 7.5


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Sito internet: http://www.art-of-fear.com/