ARMORY
The Dawn Of Enlightment
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 60 min
Genere: power metal
Devo ammettere che da un po' di tempo a questa parte mi capitano tra le
mani pochissimi progetti power metal, ma quegli sporadici album che ho
ascoltato durante l'anno stanno mantenendo un livello decisamente
buono. Non fanno eccezione questi Armory, una band dotata di una
innegabile perseveranza che crede davvero molto in quello che fa.
Mi spiego meglio: questi ragazzi, provenienti dagli Stati Uniti,
formano il gruppo nel 2001 e dopo pochi anni riescono a creare un album
intitolato proprio "The Dawn Of Enlightment". Siamo nel 2004 e questi
musicisti ce la mettono tutta per far fare agli Armory il salto di
qualità; sfortunatamente la sorte non gioca a loro favore e così nel
2005 la band decide di riprovarci: si chiudono in uno studio
professionale e aiutati dal produttore Peter Rutcho (che poi diventerà
il tastierista del gruppo) ri-registrano tutte le canzoni di "The Dawn
Of Enlightment", aggiungendone anche di nuove e curando il tutto sotto
ogni aspetto. Il risultato di questo lavoro è un pregevole dischetto di
puro power metal di matrice germanico-scandinava: largo, quindi, alle
chitarre ultra-melodiche e possenti, doppia cassa lanciata a mille, una
voce acuta ma energica e qualche orchestrazione sinfonica a completare
il tutto. Niente di nuovo, naturalmente, ma gli Armory danno vita ad un
lavoro molto vario, che attraversa un po' tutti i punti cardine del
genere, facendo convergere le loro influenze in una manciata di
composizioni molto piacevoli.
L'album si apre con una classica introduzione sinfonica intitolata "The
Tempest", che lascia subito spazio al primo vero brano, "Faith In
Steel". Il pezzo, come potete immaginare anche solo dal titolo, è una
vera e propria dichiarazione di intenti: una bordata di puro power
metal che richiama immediatamente gli Edguy dei primi due album (anche
grazie al timbro vocale di Adam Kurland), ma soprattutto gli
Hammerfall, tributati sia nelle sonorità che nelle tematiche. Si
continua subito senza sosta con "Riding The Cosmic Winds" e qui sono
altri i nomi da citare: ovviamente non potevano mancare gli Helloween
più classici, ma si fa sentire anche tutta la scuola scandinava,
Stratovarius in primis, sia per le melodie che per il contributo alle
tastiere di Peter Rutcho, che si ritrova spesso a duellare con le
chitarre di Joe Kurland e Chad Fisher.
Queste prime due composizioni, unite ad altre come "Mystic Star",
"Warriors Forlorn" e "Heart Of Dreams" compongono la struttura base del
disco, una struttura che si regge sui classici canoni del genere, con
pezzi veloci, accattivanti, melodici e potenti. Come si diceva
all'inizio, però, "The Dawn Of Enlightment" non si esaurisce in questo
e mostra una buona varietà di pezzi: basterebbe citare "Forever
Triumphant", una possente power ballad che potrebbe essere accostata a
"Glory To The Brave" degli Hammerfall, per sottolineare il lato più
enfatico degli Armory; oppure "Forged In Dragon Flames", un pezzo
strumentale dinamico e ben costruito che lascia modo alla band di far
mostra delle proprie doti tecniche. Quest'ultimo, in particolare, si
rivela uno degli episodi più esaltanti del lotto grazie ad una carica
dirompente e ad una trama musicale di grande efficacia.
Allo stesso modo non posso concludere la recensione senza citare la
title-track del CD, una mastodontica composizione di ben tredici minuti
che può essere considerata la loro "The Rime Of The Ancient Mariner":
epica, mutevole e giocata con abilità tra luci ed ombre, la musica
scorre senza stancare nonostante la durata dei brani.
A chiudere il CD, infine, troviamo ben due cover: la prima è "The
Flight Of Icarus" degli Iron Maiden, suonata in maniera fedele, con
solo un ritmo leggermente più lento ed un riffing più marcato e
spigoloso, adatto alla nuova veste power; la seconda, invece, si chiama
"Dr. Willy" ed è il tema di un vecchio gioco del Nintendo, "Mega Man
2", che qui si trasforma in una divertentissima parentesi scanzonata.
A conti fatti, quindi, questo CD si lascia ascoltare molto bene e
se ci sono alcuni pezzi che finiscono per stancare (soprattutto quelli
più canonici), il tutto viene ben compensato dal resto dell'album.
Insomma, questi ragazzi se lo meritano un bel contratto discografico,
molto più di tanti altri nomi più conosciuti. Speriamo che qualche
etichetta se ne accorga.
(Danny Boodman - Ottobre 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail: armory@faithinsteel.com
Sito internet: http://www.faithinsteel.com/