ARMORED SAINT
Symbol Of Salvation

Etichetta: Metal Blade
Anno: 1991
Durata: 56 min
Genere: heavy metal


Facciamo un sondaggio e pensiamo a quali possano essere i tre album di heavy metal (power, speed, classic eccetera, no thrash, death e via dicendo) più belli degli anni '90. Nella costruzione di questo ipotetico podio penso che ben pochi lascerebbero fuori "Painkiller" dei Judas Priest e io non sono certamente tra questi (forse lo metterei proprio sul gradino più alto...). Rimangono liberi due posti, e qui la folla dei pretendenti è piuttosto numerosa seppur qualitativamente, nel complesso, inferiore alla decade passata. Tutta questa premessa per dire che, per quanto mi riguarda, l'unico dubbio sarebbe sulla terza posizione, poiché un posto al mastodontico "Symbol Of Salvation" spetterebbe d'obbligo!
Stiamo parlando di heavy metal inteso nella sua più classica accezione: chitarre potenti, batteria martellante, basso roboante ed una voce che in certi frangenti ti strappa la pelle o ti lascia senza fiato nel tentativo di volerla emulare! Non stiamo parlando di classic, power, epic, speed ecc., forse nell'album queste definizioni ci rientrano tutte: questo è puro e incontaminato HEAVY METAL, composto bene e suonato meglio. E' inutile atteggiarsi a paladini del metallo e poi non saper mettere due note in fila, è inutile cercare di imitare le movenze e gli atteggiamenti della band famosa di turno. Gli Armored Saint erano un gruppo vero, non avevano bisogno di lasciare dichiarazioni tanto pompose quanto sconclusionate. A loro bastava suonare per rimarcare la propria superiorità! Un gruppo, non dimentichiamocelo, formato da grandi musicisti: John Bush a suo tempo rifiutò una proposta dei Metallica per rimanere con gli Armored, il grande bassista Joey Vera (che con il tempo si toglierà più di uno sfizio suonando praticamente con tutti!!!) lo imitò in seguito declinando l'offerta di prendere il posto dell'appena scomparso Cliff Burton.
"Symbol Of Salvation" uscì a distanza di quattro anni dal precedente (e ottimo!) "Raising Fear", un tempo per l'epoca piuttosto lungo. La ragione principale, oltre al cambio di etichetta ("Raising Fear" era su Chrysalis, "Symbol Of Salvation" è il primo LP su Metal Blade e segue il mini-LP dal vivo "Saints Will Conquer" del 1988), va ricercata nello stato di salute del chitarrista Dave Prichard che, purtroppo, non suonerà in questo disco in quanto si spense di leucemia nel febbraio 1990. Gli "amici" però gli renderanno omaggio inserendo nella canzone "Tainted Past" un suo assolo (recuperato da un demotape privato di un paio d'anni prima).
Su "Symbol Of Salvation" trovano posto due chitarristi, Jeff Duncan e il cavallo di ritorno Phil Sandoval, che aveva già suonato sull'album di esordio "March Of The Saint".
La canzone che apre il disco mette subito le carte in tavola: qui non si fa finta, qui si "pesta" davvero. Una chitarra aperta e l'altra serratissima, batteria e basso a scandire i quarti e la voce di John Bush a rifinire il tutto. Come da tradizione Armored Saint il brano ha una forte carica anthemica pur non risultando affatto scontato o troppo ruffiano. Coinvolgente come pochi altri, "Reign Of Fire" è sicuramente uno dei vertici dell'album, anche se è difficile trovare veri e propri picchi in "Symbol Of Salvation", vista l'alta qualità più o meno costante. Ottima la scelta anche di non mettere in primissimo piano la chitarra solista, tenendo sempre alta la parte ritmica che è il vero e proprio punto di forza di questo capolavoro dell'heavy metal.
Per "Dropping Like Flies" dovrei ripetere le stesse parole usate per "Reign Of Fire" e quindi evito. Rimarco volentieri però la capacità dei nostri di creare brani potenti e allo stesso tempo di facile presa. E' quasi impossibile non farsi trascinare dal loro incedere marziale, potente e maestoso ma dinamico al tempo stesso. E' proprio questo innato "dinamismo", questa facilità di schiodare dalla sedia l'ascoltatore che rendeva gli Armored Saint un gruppo unico, o che almeno li differenziava da tanti gruppi dediti più o meno alle stesse sonorità.
Leggermente meno dirompente, ma altrettanto bella, è "Last Train Home", che si fa notare per la bella strofa arpeggiata (ma non pensate ad una ballad... ascoltate con attenzione il superbo lavoro di cesello di Gonzo con la cassa e di Joey Vera al basso!) e per successivo riffing spezzato.
Micidiale il tiro di "Tribal Dance", gran bel pezzo con tanto di percussioni e scardinanti riff di chitarra (e con un testo che cita in continuazione coca, cocaina, Colombia, U.S.A., drug!!!).
Il riff di "The Truth Always Hurts" mi ricorda addirittura i Saxon dell'album "Power And Glory" e il pezzo in effetti è abbastanza rockeggiante e non troppo in linea con il resto dell'album. Si tratta comunque di un buon diversivo. E dopo l'interludio "Half Drawn Bridge" troviamo "Another Day", classico lento alla Armored (ricordate "Isolation"?). Un brano che non prende alla prima, ma che ci cattura ascolto dopo ascolto grazie alle magnetiche melodie di cui è pregno. Qui si chiude la prima facciata. I primi quattro brani sono letteralmente da antologia dell'heavy metal, gli altri sono validi anche se, a mio parere, leggermente inferiori.
Il lato B è aperto dalla canzone che dà il titolo all'album. E che altro potremmo aspettarci se non heavy metal... ma heavy non solo per modo di dire! Un brano non veloce ma dotato di una carica incredibile. Si ha la sensazione che anche un innocuo mid-tempo, se suonato dagli Armored Saint, possa diventare un terribile esplosivo.
Con "Hanging Judge" (che come altri riporta la firma del compianto Prichard), il gruppo fornisce una lezione su come scrivere un brano semplice e potente, ma dotato di buon tiro. L'incipit dettato dalla chitarra solista all'inizio è ripreso nel pezzo da uno scatenato Bush, protagonista nell'arco del disco di una prova superlativa. Impossibile non indicarlo tra i migliori cantanti heavy metal di sempre, a mio modesto parere.
"Warzone" ricorda nel riffing certo power di matrice americana e nel suo sviluppo ci mostra ancora un gruppo abilissimo e coinvolgente, a dispetto di una apparentemente "facile" snellezza compositiva.
"Burning Question" è sicuramente uno dei pezzi forti del disco, con John Bush che sputa letteralmente le corde vocali sul microfono al momento del ritornello!! Veramente coinvolgenti le ritmiche, e questa è una costante del disco e un po' di tutta la carriera degli Armored Saint, un gruppo veramente energico che oggi, diciamolo chiaramente, un po' manca nella scena metal.
In "Tainted Past", abbellita da stupendi ricami di basso nella parte iniziale, è difficile trattenere le lacrime al momento dell'assolo di chitarra, tratto direttamente da un demo inciso nel 1989 da Dave Prichard, come scritto in precedenza: poche note inizialmente sofferte e poi una scala che sfuma con l'entrata di Phil Sandoval. E arriviamo alla fine con la scatenata "Spineless" (che incedere quei riff!!!) che chiude degnamente questo autentico monumento all'heavy metal più puro prodotto negli anni '90.
John Bush, Phil Sandoval, Jeff Duncan, Gonzo e Joey Vera (e aggiungerei anche Dave Prichard, visto che buona parte dei brani è frutto della sua penna!): questi erano gli Armored Saint di "Symbol Of Salvation", leggi una delle più potenti e trascinanti metal band in circolazione.
Di lì a - relativamente - poco, Bush accetterà la chiamata degli Anthrax scrivendo di fatto la parola fine. Joey Vera collaborerà con tantissimi gruppi (Fates Warning, Engine, Tribe After Tribe...) e suonerà in numerosi CD.
Gli Armored Saint si riformeranno qualche anno dopo ma questa è un'altra storia.
"Symbol Of Salvation" si trova a giro con estrema facilità, in più versioni (ne esiste anche una con cofanetto a 3 CD, se non erro); il mio consiglio non è quello di ascoltare questo disco, ma di comprarlo, viverlo e godere di ogni nota sprigionata da questi solchi. In "Symbol Of Salvation" è racchiuso tutto un modo di concepire l'heavy metal, un modo puro e sincero, dove la melodia va di pari passo con la potenza. Un modo di intendere l'heavy metal che vedeva gli Armored Saint tra i portabandiera indiscussi.
Se non si fosse capito... per me questo è uno dei migliori album heavy metal di sempre.
(Linho - Maggio 2005)

Voto: 10