ARKENSTONE
Arkenstone

Etichetta: Supreme Music Creations
Anno: 2002
Durata: 37 min
Genere: Black Metal


Se siete tra che quelli che, come me, stanno ancora bestemmiando forte per l'evoluzione dei Moonspell, che li ha portati ad abbandonare lo stile di dischi favolosi come "Under The Moonspell" e "Wolfheart" in favore di roba gothic-pop, bene... a tutti voi si rivolgono i portoghesi Arkenstone.
Il duo formato da Tzaboath e Laldaboath nasce nel settembre del 1998, con l'intenzione di riprendere il discorso interrotto dai Moonspell all'epoca del loro demo "Anno Satanae". Con all'attivo una discografia comprendente un demo del 2000, "Noctis Arma", e un 7" sempre dello stesso anno, "Lusitanian Pride", i nostri arrivano al tanto sospirato full length nel 2002. Il risultato è appunto questo disco, pubblicato solamente in formato vinile, scelta senz'altro apprezzabile e anti commerciale al massimo.
Bene, bene, direte voi... ma bene bene un cazzo! Ma che cazzo, non ho mai sentito roba più inascoltabile di questa, suonata con i piedi e arrangiata dopo una sbronza colossale! E vi sfido a non darmi ragione, diamine! Lasciamo perdere la qualità orrenda di registrazione, effettuata con uno stereo vecchio di almeno 10 anni, che di per sé per il genere potrebbe anche andar bene. Ma la musica dov'è??? Immaginate un black metal ultra, ma proprio ULTRA minimale, chitarre ULTRA grezzissime, una batteria di cui si intuisce il solo rullante, una voce che, a ben vedere, è l'unica cosa figa dell'LP (infatti è sempre filtrata, e l'effetto è paragonabile all'analoga voce filtrata del Conte su "Filosofem"). Ma poi non c'è altro, non si possono chiamare canzoni delle accozzaglie di rumore, alcune lunghe più di 5 minuti.
E come se non bastasse già, pezzi tipo "The Battle..." o "Ancient Lands" sono dall'inizio alla fine fuori tempo!!! Ma non a tratti, sono FISSO sballate!!! Io non capisco se gli Arkenstone ci stanno prendendo per culo, o se realmente credono in ciò che fanno... Dell'LP si potrebbero salvare e, soprattutto, ri-suonare e ri-registrare molto meglio sia "Viriato (Lusitanian Warrior)" che "Arkenstone", la prima bella lenta, la seconda provvista di un riff figo simil-epico. Ma non si può non rimaner schifati sentendo quanto è fuori tempo la chitarra classica su "Return To Isengard", roba che al confronto i dischi di Burzum sembrerebbero registrati dalla crema dei jazzisti mondiali!!! Ma dico, ma che cazzo è 'sta roba???
A me dispiace per i ragazzi, ma sinceramente non ho proprio capito cosa abbiano intenzione di combinare con un disco così; che ci stiano prendendo per il culo, non credo, e allora? Non si può pubblicare roba del genere, né ai giorni nostri, né tantomeno sarebbe andata bene all'epoca d'oro del black metal. Non voglio dare un voto a questo LP, ma mi auspico che gli Arkenstone prima di tutto migliorino quel poco che servirebbe loro per suonare decentemente. Ora come ora, sono semplicemente inascoltabili.
(Randolph Carter - Dicembre 2003)

Voto: s.v.


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