ARCTIC CIRCLE
Forcing The Astral

Etichetta: Profound Lore Records
Anno: 2006
Durata: 28 min
Genere: raw black metal


Da Manitoba, una desolata regione del Canada, ecco arrivare gli Arctic Circle, gruppo black formato da Vermentor (chitarra e voce) e Cloud (batteria), ai quali si è in seguito aggiunto il bassista Doc Dukk. Dopo aver abbandonato il vecchio moniker Fogmachine, il gruppo ha pubblicato alcuni demo e rehearsal, grazie ai quali ha ottenuto un contratto con la Profound Lore Records, per la quale è appena uscito l'album di debutto dal titolo "Forcing The Astral".
La veste grafica è essenziale e basata su immagini di cieli plumbei e fulmini. Nelle pagine centrali del libretto, accanto ad una foto della band, spicca la dedica a Piggy (R.I.P.) dei connazionali Voivod.
Il CD contiene undici canzoni mediamente brevi: ad esclusione di "Horrible, Impossible", la quarta traccia, che supera i sei minuti, le altre non durano più di due minuti-due minuti e mezzo. Il genere proposto è un raw black metal che però mescola pure alcuni elementi pescati dal thrash e dal war metal. Per rendersene conto basti ascoltare l'inizio di "Mirror Out The Window" oppure "Bloodrush". "Forcing The Astral", a mio avviso, suona come una specie di estremizzazione dei primi lavori dei Bathory. La registrazione è penosa, oltremodo confusa e caotica. Degna di un demo, e di quelli scadenti. Inutile dire che questo penalizza molto il risultato finale. Si trovano brani furiosi e schizzati ed altri, in netta minoranza, decisamente atmosferici ed oppressivi, rallentati al limite del doom. Tra questi, si possono individuare anche episodi strumentali, come "A Little Bit Of Climate" e "Arctic Fevers", unici momenti in cui è possibile riconoscere qualche pallida melodia.
Musicalmente non ci si deve aspettare nulla di nuovo: gli elementi black sono quelli classici, nè più nè meno. "Forcing The Astral" non è tuttavia frutto di un semplice scopiazzare a destra e a manca. La band prova a metterci del suo, ma lo fa in maniera eccessivamente confusionaria ed approssimativa. Gli Arctic Circle, infatti, non ripercorrono per forza tutti i clichè più triti del genere: molti riff suonano abbastanza personali, e lo stesso dicasi per il modo che hanno di legarli tra loro. Il gruppo si dimostra abile nel proporre soluzioni ipnotiche e martellanti, che comunicano un senso di angoscia profonda. Le canzoni non sarebbero strutturate neanche male, tanto che occasionalmente non si esauriscono in un banale intreccio di pochi e semplici riff, ma si rivelano abbastanza varie e complete, nonostante la durata esigua. Spesso, soprattutto per quanto riguarda la sezione ritmica, danno l'idea di essere in parte improvvisate. La resa sonora, purtroppo, sacrifica buona parte degli sforzi compiuti dal gruppo. Mi spiace per Vermentor e soci, ma personalmente tollero il casino fino a un certo punto.
Le emozioni trasmesse sono di caos e isteria, dovute soprattutto ad accelerazioni incontrollate e vorticose, all'esecuzione assolutamente istintiva e ad assoli che, per quanto rari, risultano totalmente schizzati e privi di logica.
Ripeto, la registrazione ha rovinato canzoni che, senza stravolgere un genere abbastanza stagnante come il raw black, potevano risultare abbastanza interessanti. Chi ama questa musica alla follia potrebbe non farci troppo caso, agli altri consiglio di attendere i prossimi lavori del gruppo, anche perchè, in tutta onestà, non ho registrato un solo attimo che faccia gridare al miracolo.
(BRN - Giugno 2006)

Voto: 5


Contatti:
Mail Arctic Cirlce: seanvermentor@hotmail.com
Sito Arctic Circle: http://www.arcticcircle.memebot.com/

Sito Profound Lore Records: http://www.profoundlorerecords.com/