ARCHETYPE
Dawning

Etichetta: Lucretia Records
Anno: 2002
Durata:70 min
Genere: Heavy/Power Tecnico


Difficilmente darò un altro 10 in sede di recensione. A distanza di circa un anno dall'acquisto di questo "Dawning" degli statunitensi Archetype continuo a considerarlo uno dei più grandi dischi usciti in questi ultimi anni. Questi 4 ragazzi (chitarra, voce, basso e batteria) provenienti dall'Ohio sono riusciti a fondere insieme la vecchia scuola metal statunitense anni '80 con forti dosi di Iced Earth e Iron Maiden costruite su partiture che in qualche modo possono ricordare i Death (spero di non essere linciato per questo accostamento). Qualcuno ha usato il termine progressive metal ma tale definizione non deve essere presa alla lettera. A me piace definirlo un heavy metal ultra tecnico dove la componente melodica riveste una grande importanza. E' il classico disco che anche dopo numerosissimi ascolti non stufa per via dei numerosissimi cambi di tempo improvvisi sparsi lungo i quasi 70 minuti che compongono questo disco. Parti arpeggiate, squarci elettrici, accelerazioni in doppia cassa, rallentamenti improvvisi, tonnellate di riff, il tutto condito con una prova superlativa di Greg Wagner, cantante dotato di una timbrica calda e personale.
Quella che secondo me è la caratteristica vincente di questo CD è il fatto che, anche se caratterizzato da una tecnica impressionante, la componente classicamente metal è ben distinguibile, cosa che non avviene nei gruppi progressive metal attuali.
L'iniziale "Final Day" è una power song adulta lontana dai soliti luoghi comuni. Un mattone che chiarisce immediatamente la qualità della musica proposta, qualità dovuta principalmente ad un affiatamento e ad una coesione incredibili per una band agli esordi. "Hands Of Time" è introdotta da un riff stoppato che simula la batteria, stupendo il cantato prima nervoso poi evocativo, bellissimo il ritornello, anticipato come al solito da un'apoteosi di intrecci metallici.
La title-track è introdotta da un liquido arpeggio accompagnato dalla batteria dell'eccezionale Heigh Zeigler, dove il singer Wagner disegna una meravigliosa melodia prima che il tutto venga riportato si binari prettamente metallici dall'arrivo improvviso della mai scontata chitarra di Chris Matyus. Strofa e ritornello da incorniciare. Inutile ribadire che i cambi di tempo all'interno di questa song sono puro orgasmo.
"Dissension's Wake" è invece introdotta da un semplice giro di basso che funge da preludio ad una prima partitura speed che precede forse il ritornello più bello del disco, per poi tornare su territori tecnicissimi. Scontato dire che la seguente "Inside Your Dreams" è un altro capolavoro. Bellissima l'introduzione acustica, dove la chitarra duella con basso e batteria prima dell'arrivo di un tipico riff metal che anticipa delle linee vocali di rara intensità, fino a giungere anche questa volta ad un ritornello a dir poco vincente.
Prestazione vocale da abisso per la seguente "Premonitions", dove Wagner dimostra che cambiare tonalità non significa cantare in acuto. A costo di essere ripetitivo confermo un nuovo capolavoro la seguente "Visionary", forse la mia preferita per via di un ritornello melodicamente cattivo. Stupenda è la porzione iniziale, caratterizzata dalla assenza della chitarra elettrica e con un grande lavoro del basso. Anche questa song si trasforma prestissimo in acciaio fuso con una parte centrale dedicata ai virtuosismi (mai fini a se stessi), per poi riprendere nel finale parte del bellissimo intro.
Ancora una lunga introduzione acustica per la successiva "Arisen" (introduzione ovviamente superlativa) che come immaginerete gradualmente cresce di intensità toccando ad un certo punto territori speed metal. Lo strumentale "The Mind's Eyes" anticipa gli oltre 12 minuti di "Years Ago", altro gioiello di tecnica, melodia e metallo, condito da un'altra incredibile prova vocale tra cambi di tempo e partiture tipicamente power metal. Chiude il CD il secondo strumentale "Reflection".
Disco consigliato a tutti gli amanti dell'Heavy Metal in tutte le sue forme, per chi ama il power e vuole qualcosa che non sparisca dopo due ascolti, per chi ama i Dream Theater ma vuole qualcosa più legato alle vecchie sonorità, per i defender senza paraocchi, per chi apprezza il Death tecnico di Atheist, Sadus e Death con la consapevolezza di non trovarsi di fronte tipici riff death e voce growl... in definitiva se come me passate tranquillamente dal metal senza pretese di HammerFall alla cattiveria di gruppi come Monstrosity ed Immortal ("At The Haert Of Winter" è pura epicità ghiacciata) questo disco vi farà impazzire.
(Stefanungol - Maggio 2003)

Voto: 10


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