ARBITRATOR
Kill Their Religion
Etichetta: Blackmisth Productions
Anno: 1998
Durata: 35 min
Genere: Thrash Metal
Probabilmente il trio russo degli Arbitrator pensa che per suonare thrash basti una chitarra motosega, un basso a frullatore, una batteria di pentole da cucina e una voce del tipo "la mia prof di matematica appena sveglia e già incazzata". Ma se il thrash fosse consistito davvero di questi semplici ingredienti non credo che sarebbe andato molto lontano; esattamente come non possono andare da nessuna parte gli Arbitrator e il loro thrash da asilo nido.
"Kill Their Religion" è il loro primo album, datato oramai 1998 e uscito all'epoca sottoforma di cassetta. Che dire, forse è per questo che la registrazione è così penosa. Ma è la musica degli Arbitrator il punto dolente, così piatta e scialba che non attirerebbe nessuno neanche se dal vivo ci mettessero uno spettacolo di qualche pornostar russa. Mi viene in mente un termine sardo che calza a pennello per l'occasione: bàmbu. Ecco, il thrash degli Arbitrator è proprio bàmbu, cioè non sa di niente!
Ma due parole sulle 9 tracce dell'album ve le devo comunque dire, se non altro per dovere "professionale". Bene, immaginate un thrash ottantiano di provenienza tedesca su canzoni come "Inhumanity", che parte quasi bene, con la giusta velocità, ma che si sfessa poi in una seconda parte dove si susseguono assoli di chitarra e di basso assolutamente senza alcun senso. Oppure mettete la traccia numero 4, "Sansara's Wheel", oppure la 6, "Anchorite"... niente più che sterili imitazioni malfatte delle velocità tipiche dei primi Kreator e dei Sodom.
Si discostano un po' dal canovaccio principale "Ice Fire", un po' hardcore con quell'inizio di basso supportato dai tom di una batteria dai suoni davvero orrendi, e il secondo brano, "Hard Hearted", che deve qualcosina agli Exodus che furono. Per il resto, che cos'altro vorreste sapere su questo inutile disco? Che la voce è una specie di screaming insopportabile? Immaginate la vostra ragazza che vi urla nell'orecchio le sue frustrazioni: secondo me avrebbe una voce così!
Della registrazione vi ho già parlato, vi ho detto che sembra di sentire un demo-tape dei primi anni '90. Ok, magari gli Arbitrator non avevano soldi per pagarsi uno studio appena più professionale, magari volevano a tutti costi far sentire al mondo la loro musica; e poi l'album, come detto, uscì all'epoca solo in cassetta, quindi già questo pregiudica la qualità di registrazione.
Va bene, ma da qui a dire che "Kill Their Religion" è un album vero e proprio, ce ne passa! Neanche per il 1998 sarebbe andato bene, figuriamoci adesso!. Manco se fosse stato un demo avrebbe meritato la sufficienza, perché è carente in tutto, ma soprattutto in una cosa, la più importante: la musica!!!
(Randolph Carter - Luglio 2004)
Voto: 4.5
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