ARAFEL
Through The Flames Of The Ages
Etichetta: SPG Releases
Anno: 2005
Durata: 41 min
Genere: death/black con influenze folk
Proprio un bell'album questo degli Arafel. Il terzetto, proveniente da
Tel Aviv, in Israele, suona uno stile personale, che mescola il metal
estremo alla musica tradizionale russa e ucraina. Questo perchè la
formazione originale del gruppo comprendeva tutti ragazzi provenienti
dell'ex Unione Sovietica. In seguito ad alcuni avvicendamenti, di quel
nucleo è rimasto soltanto il batterista Leshii. Attualmente sono in
forza agli Arafel anche Felius (chitarra e tastiere) e D. Varfolomeђev
(chitarra, basso backing vocals), mentre il ruolo di cantante nel CD è
stato ricoperto dal session Miron, proveniente dai russi Tvangeste. Il
gruppo è ricorso per l'occasione ad altri due session, nella
fattispecie Marcin Kielbaszewski alle voci pulite e Monika Beszczђnska
al violino. In precedenza, gli Arafel avevano pubblicato nel 1999 il
demo "Skazki Starogo Lesa", che significa "racconti di un'antica
foresta", e l'album "The Way Of Defender" nel 2003. Il demo è stato
distribuito in cassetta (200 copie) in Israele e poi ristampato dalla
Beverina Productions in 500 copie per il mercato europeo, mentre il
full-lenght, registrato in Polonia, è uscito per l'etichetta russa
Sound Age ed al momento ha venduto oltre 2000 copie. Nel territorio
israeliano, "The Way Of Defender" e "Through The Flames Of The Ages"
sono distribuiti dalla Sauron Promotion.
Partiamo subito col dire che "Through The Flames Of The Ages" è un
album ricco di idee e spunti notevoli. Sono presenti sette canzoni:
considerando che la prima e la sesta sono due strumentali abbastanza
brevi, le rimanenti sono mediamente piuttosto lunghe ed articolate.
Si inizia con le melodie di "The Rise", cui si sovrappongono le
chitarre elettriche e la batteria. Si tratta di un pezzo ritmato, che
ricorda un po' i Dissection, e funge da apripista per "Wrong Future". I
tempi si fanno decisamente più sostenuti, mentre la voce è uno
screaming in puro stile black. La musica, invece, continua a rimanere
in bilico tra il death svedese e il black, incentrata sulla velocità e
la melodia. In questo contesto si innestano alcune parti di violino.
Nei momenti più epici ed atmosferici gli Arafel ricordano gli Emperor
di "Anthems To The Welking At Dusk", mentre il riffing si fa talvolta
roccioso, a metà tra At The Gates dei primi lavori e Myrkskog. Già da
queste battute iniziali, dunque, si può riconoscere il talento del
gruppo. Le melodie folcloristiche dettate dal violino emergono anche
nel finale, perfettamente inserite nel tessuto musicale ricamato dagli
altri strumenti e sottolineato dagli arrangiamenti tastieristici.
"The Saga Of The Vengeance" inizia là dove "Wrong Future" ci aveva
lasciati. E' ancora il violino a richiamare la musica tradizionale
russa. Il pezzo si propone come uno dei migliori in assoluto, in quanto
riesce a comunicare molteplici sensazioni: vi sono parti tirate, altre
un po' alla Nokturnal Mortum degli esordi, che mescolano folk e black,
altre ancora imponenti e dotate di un'innegabile vena epica. Un paio di
riff presenti nella seconda parte della canzone richiamano pure, forse
involontariamente, "The Triumph" degli Aborym. C'è ancora spazio, nel
finale, per altri vivaci innesti folcloristici, sostenuti da ritmiche
in levare, e assoli di pregevole fattura. Undici minuti di emozioni
altalenanti, ma sempre e comunque intense.
Anche "Color Of Death" è introdotta dal violino, ma il suo
incedere è molto più diretto e orientato verso il black. Eppure i riff
sono sempre ben studiati e lasciano trasparire le notevoli abilità
tecniche dei musicisti. Dopo un'apertura melodica, sono degli assoli,
in stile quasi neoclassico, a precedere il finale nuovamente furioso.
"Serpent Land" lotta con "The Saga Of The Vengeance" per il titolo
di miglior brano dell'album. L'inizio indiscutibilmente epico,
maestoso, che fonde a meraviglia tastiere fantasy black e violini,
sembra ripercorrere i momenti salienti di una battaglia. Purtroppo il
testo è in russo, per cui non posso confermare o smentire questa mia
supposizione. Un altro splendido esempio di come il gruppo sappia unire
tutte le proprie influenze senza farle stridere tra loro, mantenendo
sempre acceso l'interesse nell'ascoltatore. Ancora una volta gli assoli
di stampo neoclassico impreziosiscono il brano.
Il finale del disco, introdotto alla fugace "The Call Of War", è
condotto da "Purification Of Wisdom", altra song dotata di tutti i
crismi necessari per far la felicità degli amanti del metal estremo in
generale. Il riffing trae spunto principalmente dal death svedese e
unisce qualche accenno alla melodia ad un buon contenuto tecnico.
Alcune sezioni sono particolarmente pesanti. Non mancano sfuriate
tipicamente black, nonchè alcuni evidenti richiami alla musica
tradizionale, con le chitarre che fanno eco al violino.
"Through The Flames Of The Ages", dunque, è un disco di rilievo in
quanto contiene canzoni di tutto rispetto, è ben suonato e si propone
come un ascolto interessante sia per gli amanti del black, sia per chi
predilige il death o il metal estremo che presenta forti richiami alla
musica tradizionale.
Gli Arafel sanno comporre canzoni lunghissime ed articolate, ma
che non annoiano, grazie ad un riffing ispiratissimo e all'energia con
cui le interpretano. Nonostante vi siano numerose concessioni alla
melodia, infatti, nel complesso l'album risulta assai violento, veloce,
intenso ma anche abbastanza immediato. Le ritmiche sono spesso
sostenute, guidate da blastbeat frequenti. I riff stoppati, poi,
conferiscono una potenza ed un vigore ancora maggiore ai pezzi.
Registrazione e produzione sono assolutamente all'altezza, anche
se non ci si deve aspettare qualcosa di eccezionale. Anche in questo
caso, il gruppo si è affidato ad uno studio polacco, sotto la
supervisione del produttore Szymon Czech, noto per i suoi lavori con
Vesania, Sceptic, Black Altar, Tvangeste ed altri ancora. I suoni sono
adatti e i volumi degli strumenti ben bilanciati. Il violino, quando
presente, è in netto primo piano rispetto al resto, mentre le tastiere
si dividono tra elemento di accompagnamento e ruolo principale.
Neppure della veste grafica ci si può lamentare: tutte le immagini
di sfondo sono incentrate su tonalità giallo/arancio; il libretto è di
dieci pagine e contiene i testi ed alcune foto del gruppo.
Ottimo lavoro, dunque. Consiglio a tutti gli amanti del metal
estremo di procurarsi una copia di quest'album. Gli Arafel sono un
gruppo che merita di fare tanta strada, e per questo devono essere
supportati, visto che, nel loro paese d'origine, dovranno affrontare
certamente situazioni difficili. Dal sito internet, al momento in
costruzione, è possibile scaricare alcuni mp3.
(BRN - Gennaio 2006)
Voto: 8.5
Contatti:
Mail Arafel: arafelband@gmail.com
Sito Arafel: http://www.arafel-band.com/
Sauron Promotion
c/o Ritenberger Andrey
Shiriyon str 5/4
Qiryat Gat 822002
ISRAEL
Mail SPG Releases: info@spg-releases.com
Sito SPG Releases: http://www.spg-releases.com/